Nei giorni scorsi il Paese si è fermato con manifestazioni in tutte le città, grandi e piccole, per dare voce a una causa giusta, per denunciare la pulizia etnica in Palestina, per chiedere il riconoscimento dello Stato palestinese. Invece, l’attenzione dei media e delle tv finiscono per concentrarsi sulle vetrine sfasciate, sui cassonetti incendiati, sui volti incappucciati che brandiscono spranghe. Una minoranza di provocatori riesce a oscurare la solidarietà per i diritti di un popolo, il dolore dei bambini sotto le bombe, […]