di Franco Belci del 1/4/2024 Oggi Ilaria Salis, riportata in tribunale in catene, quasi con irrisione nei confronti dell’Italia democratica, non ha una patria se non la galera. Oltretutto, esposta, come il suo avvocato e a quanti, parlamentari, parenti, artisti, l’hanno raggiunta a Budapest, alle minacce dei neonazisti, sulle quali polizia e giudici hanno fatto finta di nulla.Ritenuta “pericolosa” dai giudici ungheresi perché, sostengono senza averlo mai provato, avrebbe colpito e ferito due neonazisti, procurando loro una prognosi, rispettivamente, di […]