di Simonetta Lucchi – Bolzano Urlavano così gli squadristi la sera del 27 dicembre 1936 mentre facevano ingoiare olio di ricino, mescolato con lubrificante per motori usato, a Lojze Bratuz, 34 anni, maestro di canto. Dopo quasi due mesi di terribile agonia, Lojze morì. Ancora oggi sui muri delle città slovene viene scritto il suo nome, quello di un uomo che voleva solo insegnare le canzoni ai bambini nella propria lingua. Ferro e fuoco, un museo degli orrori quello vissuto […]