Di Massimo Bulli.
Siamo a Monfalcone, cittadina industriale del nord-est, dove la presenza del più grande stabilimento Fincantieri d’Italia ha portato alla presenza di oltre 10.000 immigrati su una popolazione di poco più di 30.000 abitanti.
( ndr – Secondo i dati ISTAT sulla popolazione straniera residente, al 1° gennaio 2026 a Monfalcone risultavano residenti 10.271 cittadini stranieri, pari al 33,4% della popolazione complessiva.
Al 1° gennaio 2016 erano 5.776, pari al 20,4%. In dieci anni il numero dei residenti stranieri è quindi aumentato di 4.495 unità. Fonti: ISTAT e SapereComune.it. )
Qui da 10 anni governa la Lega, eletta con nel programma la diminuzione degli stranieri, che da sempre utilizza la propaganda per cavalcare i numerosi problemi legati al forte aumento della popolazione, tra cui ovviamente la scuola.
Dopo che una nota politica locale, molto nota per questo, aveva usato lo sfondo della Scuola Duca d’Aosta della cittadina per una serie di affermazioni a sfondo divisivo e razzista, parlando di classi-ghetto, una maestra ha coraggiosamente impugnato la penna per scrivere al giornale locale e contestare la non veridicità delle affermazioni, rivendicando i risultati di un lavoro attento e professionale degli insegnanti e del personale tutto della Scuola; affermando orgogliosamente che di classi-ghetto in quella scuola non ne esistono, che, invece, è un esempio di integrazione, pur tra le mille difficoltà.
Immediata e rabbiosa la reazione della politica locale, ora anche direttrice di coro a Pontida, che ha parlato di «opinioni personali» della maestra, come se le opinioni di una politica che NON lavora nella Scuola fossero pareri professionali, mentre il parere professionale, evidentemente molto più valido, di una maestra che lavora in questa Scuola da più di trent’anni, fosse in realtà un’«opinione personale».
Insomma, una visione al contrario, evidentemente artefatta e manipolatoria.
A ruota è seguito il «parere» della Garante per l’infanzia e l’adolescenza di Monfalcone, a suo tempo nominata dalla stessa politica, che, a quanto riportato dalla stampa locale, avrebbe parlato di stranieri che diffondono malattie nelle scuole, spostando così l’attenzione, ancora una volta, su un messaggio divisivo a sostegno del contrasto agli immigrati perseguito dalla politica, ma su un fronte diverso.
Immediata una sollevazione popolare della società civile, alla quale è seguita una frettolosa smentita della stessa Garante su quanto riportato dalla stampa.
Nell’insieme, un’immagine degradante delle politiche perseguite dalle formazioni che reggono l’amministrazione comunale.
Indispettita dalle reazioni suscitate, la politica locale ha usato la sua influenza per gestire in questo senso la visita in città del ministro dell’Istruzione, leghista, peraltro già prevista con intento propagandistico, con tono intimidatorio; ravvisabile anche nelle dichiarazioni rilasciate, secondo le quali: «Trovo particolare che un’insegnante parli, si esponga in una funzione pubblica: verificherò quest’aspetto». Un velato riferimento a possibili conseguenze per un’insegnante che ha osato esprimere il proprio pensiero.
Nessun commento se queste esternazioni, naturalmente a suo favore, vengono da un’impiegata comunale.
Nel complesso, un quadro desolante della politica locale e, in generale, della politica attuale, che trova ogni mezzo per indicare come unico problema italiano i migranti, inventando problemi che non ci sono, per nascondere la totale incompetenza in tutti gli altri settori in cui governa.
Fa veramente male, per chi conosce il lavoro del personale della Scuola, nello speifico, della Scuola Duca d’Aosta; sa dell’impegno, del sacrificio, della fatica e dell’amore che vengono profusi da chi si trova a lavorare con mezzi spesso insufficienti, tra continui tagli, riduzioni di fondi e di personale, vedere la Scuola usata come fosse uno sfondo teatrale di una propaganda politica superficiale, manipolatoria e divisiva.
Ma ci si sente almeno in parte rincuorati quando la società civile, peraltro malamente e sommariamente indicata come «una sinistra che non ha mai a cuore gli interessi dei cittadini e della città» da parte di una politica locale indispettita, si dimostra attenta e solidale ai problemi della Scuola e degli insegnanti e dimostra che a Monfalcone, nonostante la classe politica che ci governa, esiste ancora il cuore.