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Caporalato tra passato e presente

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Recensione di Loredana Panariti.

Venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 9:30, presso la Sala Conferenze “Bruno de Finetti” (Edificio D, 1° piano) del DEAMS dell’Università degli Studi di Trieste, si terrà la mattinata di studio dedicata al tema Caporalato tra passato e presente. I lavori si apriranno con la presentazione del libro di Giovanni Ferrarese Il caporalato. Una storia (Carocci, 2025). Dopo i saluti istituzionali la prima parte del convegno prenderà il via con il dialogo tra l’autore e Loredana Panariti. Questo primo blocco di discussione offrirà la cornice analitica e storiografica per la successiva tavola rotonda dal titolo Il Caporalato: un problema attuale, moderata da Laura Chies. Il dibattito vedrà gli interventi di Maria Dolores Ferrara sulle nuove frontiere del caporalato e le politiche di diritto del lavoro, Giusy Spadanuda sulla governance del lavoro agricolo e il caso ReLAQ nel confronto europeo, Donato Di Sanzo sull’evoluzione della manodopera straniera, e lo stesso Giovanni Ferrarese. La mattinata si concluderà con le conclusioni affidate a Matteo Carzedda.

Il volume di Ferrarese, che apre i lavori nasce da un vasto percorso d’indagine che intreccia l’esame dei documenti statali, giudiziari e parlamentari con le fonti orali e la letteratura cosiddetta grigia prodotta da organizzazioni politiche e soggetti sindacali. L’autore evidenzia come, pur avendo periodicamente mappato la gravità del fenomeno attraverso commissioni d’inchiesta e interventi parlamentari, le istituzioni non siano riuscite a tradurre le conoscenze acquisite in interventi strutturali efficaci. L’opera, inoltre, attribuisce un rilievo fondamentale alla dimensione storica del sindacato e del conflitto sociale: dalle battaglie contadine nel secondo dopoguerra per l’imponibile di manodopera e il collocamento pubblico fino alle mobilitazioni e agli scioperi dei lavoratori che hanno rappresentato l’argine collettivo più solido contro lo strapotere dei caporali.

Proprio questa approfondita analisi e la prospettiva metodologica adottata permettono all’autore di smontare la narrazione che riduce l’intermediazione illecita a retaggio arcaico o confinato al Mezzogiorno. Delineando l’evoluzione del fenomeno, il libro evidenzia infatti la profonda penetrazione del caporalato nell’agricoltura e nell’economia di tutto il Paese. L’autore, infatti, supera lo stereotipo geografico analizzando le campagne settentrionali: dalle risaie, in cui il fenomeno nacque, ai vigneti del Piemonte e dell’Oltrepò Pavese, alle coltivazioni ortofrutticole della Pianura Padana, fino alle serre del Trentino e del Veneto. In queste aree a forte vocazione agroalimentare, il caporalato agricolo non si presenta come una sacca di arretratezza, ma come un volano di competitività sommersa gestito tramite cooperative spurie, agenzie fittizie e aziende appaltatrici. Tali strutture schermano le aziende committenti e riforniscono i campi di manodopera fortemente ricattabile, espandendo lo stesso modello d’ipersfruttamento negli hub logistici della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, nei cantieri edili e nella cantieristica navale del Nord-Est.

Un passaggio particolarmente incisivo riguarda le dinamiche della filiera agroalimentare: Ferrarese mostra come le brutali pressioni al ribasso sui prezzi d’acquisto, imposte dai colossi della Grande Distribuzione Organizzata, rappresentino la spinta macroeconomica che scarica sul costo e sui diritti del lavoro l’unica variabile di aggiustamento per i produttori. Parallelamente, l’opera analizza la transizione dal bracciantato autoctono a quello prevalentemente migrante. La ricattabilità giuridica e abitativa legata alle normative sull’immigrazione consente ai caporali di monetizzare ogni momento della vita dei lavoratori, dal trasporto all’alloggio, fino al cibo, con una drammatica incidenza delle violenze di genere e del ricatto sessuale verso le braccianti.

Questa natura camaleontica permette allo sfruttamento di prosperare accanto all’innovazione tecnologica, dando vita al “caporalato digitale” nella gig economy, dove l’intermediazione abusiva sfrutta algoritmi, piattaforme e sub-affitto illecito degli account aziendali dei rider.

Nel bilancio finale sugli strumenti di contrasto, Ferrarese dedica spazio alla Legge 199/2016 che ha allargato il concetto di caporalato e introdotto la punibilità diretta del datore di lavoro sfruttatore e l’istituto del controllo giudiziario aziendale per salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale. Con una scrittura chiara e approfondita, Il caporalato. Una storia si impone così come una lettura necessaria per comprendere il percorso storico e le contraddizioni del mercato del lavoro contemporaneo.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org