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La Seconda guerra mondiale e il lungo dopoguerra alla frontiera alto-adriatica

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giovedì 12 febbraio, ore 18
Staranzano, sala Sala Delbianco – Via Fratelli Zambon

Da anni l’Associazione culturale Apertamente organizza a Staranzano, con il Patrocinio e la collaborazione del Comune e della Fondazione Roberto Visintin, un incontro in occasione del Giorno del Ricordo che si celebra, in Italia, il 10 febbraio. 

Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, la giornata vuole ” conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

La giornata deve essere l’occasione per ricordare le vittime di quegli eventi e, nel complesso, la storia del nostro confine orientale che è stato il palcoscenico per oltre due decenni degli orrori del nazionalismo. A partire dal cosiddetto  fascismo di confine che insanguinò le province orientali con violenze, incendi, devastazioni e omicidi. 

Le minoranze slave – sloveni e croati – furono bersaglio di una politica di oppressione e italianizzazione forzata, insieme agli oppositori politici del nascente regime. Fu solo il primo tassello di una catena di violenze che continuò con la seconda guerra mondiale, le devastazioni prodotte dal nazifascismo, le deportazioni, i campi di concentramento e le atrocità contro le popolazioni civili. Tutte vicende che non possono essere ignorate se si vuole comprendere la tragedia complessiva di quegli anni, per giungere a fine della guerra alla spartizione di terre e popolazioni, con molti italiani che vennero, ingiustamente, identificati con il fascismo, subirono violenze e minacce che li portò all’esodo.

Riconoscere questa catena di eventi non significa sminuire il dramma delle foibe né offendere la memoria delle vittime dell’esodo. Al contrario, significa contestualizzare per comprendere meglio e inserire quelle vicende nella più ampia tragedia originata dalla guerra fascista e conclusa con la nascita di un regime totalitario nella Jugoslavia di Tito.

Va rinnovato l’impegno per una memoria piena e plurale, che dia voce a tutte le vittime: italiane e slave, civili e militari, colpite da violenze e persecuzioni affinché la memoria e la conoscenza diventi davvero strumento di riconciliazione e di pace. Così come è stato fatto dal Comune di Staranzano già in tempi lontani con il gemellaggio con il comune di Renče

A tenere la relazione centrale sarà  Patrick Karlsen, professore associato di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Trieste. Borsista post-doc dell’Istituto italiano per gli studi storici “Benedetto Croce” di Napoli dal 2009 al 2012, nel 2013  visiting research fellow presso  ’Inštitut za novejšo zgodovino di Lubiana (SLO). Dal 2016 al 2024 Direttore scientifico dell’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia (Irsrec Fvg). I suoi campi di ricerca principali sono la storia del movimento comunista internazionale, la regione alto-adriatica di frontiera, il ruolo degli intellettuali nelle culture politiche del Novecento. Tra le sue pubblicazioni,  Frontiera rossa. Il Pci, il confine orientale e il contesto internazionale 1941-1955 (Leg, 2011);  Vittorio Vidali. Vita di uno stalinista (1916-1956) (il Mulino, 2019);  Dizionario della Resistenza alla frontiera alto-adriatica.  Eventi, luoghi, protagonisti  (a c. di, Gaspari, 2022).

Introdurrà Caterina Bolletti, Associazione culturale Apertamente, porterà il saluto il Sindaco di Staranzano Marco Fragiacomo, le letture sceniche saranno a cura dell’attrice Antonietta d’Alessandro.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org