I lavori esposti, tutti in bianco e nero, ritraggono la Trieste delle rive e delle piazze, con i suoi palazzi storici immersi in una giornata in cui tutto sembrava sospeso tra cielo e mare, mentre i contorni sfumavano in una gamma di grigi indefiniti e impalpabili. Come non cogliere l’opportunità? L’obiettivo non era tanto realizzare una mostra, quanto catturare ogni attimo di quell’atmosfera distaccata e inusuale, a cui la città — complice la bora — non è abituata.
Massimo Schiavo, nato a Monfalcone e laureato in Urbanistica presso lo IUAV di Venezia, è appassionato di fotografia sin dagli anni Ottanta e collabora con diverse associazioni culturali del territorio.

