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L’Intelligenza Artificiale in sanità: come salvare il nostro sistema sanitario pubblico

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di Franco Perazza.

Un problema drammatico che allarma tutti. 
Il Presidente Sergio Mattarella ha affermato in più occasioni che il nostro Servizio Sanitario Nazionale SSN è  un bene prezioso per la tutela della salute delle persone che non può venir meno, ma è anche “fondamentale nel perseguimento degli obiettivi di dignità e coesione sociale indicati dalla Costituzione”. Dunque un vero e proprio strumento di democrazia per il nostro Paese. In questo momento storico caratterizzato da profonde incertezze, da aumento drammatico delle disuguaglianze, la tenuta del nostro SSN rappresenta una delle principali preoccupazione dei cittadini che temono lo smarrimento delle sue caratteristiche essenziali di servizio pubblico e universalistico. Anche nella nostra regione l’allarme è massimo, tutti hanno consapevolezza della necessità di fare qualcosa per salvare la nostra sanità pubblica, si susseguono manifestazioni che vedono coinvolti cittadini, associazioni, comitati. Nel moltiplicarsi delle analisi e delle proposte  può essere utile alzare lo sguardo e allargare l’orizzonte della riflessione nella ricerca di possibili soluzioni per mettere in sicurezza il sistema. 

Tutti gli stati democratici soffrono la crisi del welfare  . Poichè il nostro sistema si è ispirato al National Health Service – NHS  inglese, è interessante capire cosa stia succedendo in quel paese.  Da quanto riportato in un recente articolo pubblicato sull’Economist “…gli ospedali stanno crollando, a settembre volte letteralmente;  le liste di attesa sono di 7,4 milioni, il doppio rispetto a prima della pandemia di COVID-19; la soddisfazione pubblica è crollata dal 70 % del 2010 al 21 % del 2024 ”. Wes Streeting, ministro della Salute laburista, nel giorno del suo insediamento ha esordito affermando che il NHS è “ broken”: vale a dire che è “al verde”. E’ sempre l’Economist a ricordarci che anche altri sistemi sanitari sono in difficoltà, pur potendo beneficiare di finanziamenti migliori. “La Francia è in carenza di medici; i pronto soccorso australiani sono pessimi; alcuni ospedali canadesi sono sovraffollati quanto le carceri latino americane”. Si potrebbe continuare con esempi fino a concludere che la crisi è mondiale. Ma se le cause della sofferenza dei sistemi di welfare sono abbastanza simili, molto diverse sono le soluzioni proposte.

La rivoluzione digitale. 
Si sa che le crisi sono delle opportunità di cambiamento e in questo caso, per gli inglesi, l’opportunità è quella della “rivoluzione digitale” di cui la sanità inglese ha bisogno. E’ la stessa rivoluzione di cui avrebbe estrema necessità anche la nostra sanità nazionale e regionale, ma, a differenza di quanto sta avvenendo in Gran Bretagna, da noi l’uso dell’Intelligenza Artificiale in sanità riceve ancora poca attenzione, il suo utilizzo è minimo, ma proprio per questo  guardare con attenzione la scelta adottata dal governo inglese è particolarmente interessante e suggestivo. 

Il mondo cambia in fretta e non aspetta. 
Il partito laburista ha capito che salvare il Servizio Sanitario Nazionale è questione politica di primissimo piano e che  se non si riforma il sistema di welfare nel suo complesso, la situazione peggiorerà drammaticamente a causa dell’ invecchiamento della popolazione e all’aumento delle malattie cronico-degenerative, da cui deriverà un drammatico aumento dei costi. In occasione di una Assemblea provinciale del PD  a Gradisca un paio di anni fa, avevo ammonito che ci saremmo dovuti rapidamente preparare a gestire l’avvento della Intelligenza Artificiale in ambito sanitario e l’arrivo di un’ “epidemia” di anziani: due fenomeni con cui i servizi socio sanitari sarebbero stati obbligati a  confrontarsi. Facile profezia: ora serve un aggiustamento rapido del sistema. Ma mentre gli inglesi si apprestano a realizzare il cambiamento con una strategia ad ampio spettro, nel nostro Paese e in Regione non si vedono azioni concrete volte a gestire i due fenomeni.

La transizione digitale ci salverà: ma noi siamo pronti?. 
Per affrontare questa crisi  il governo laburista   adotterà un piano decennale  che guiderà l’innovazione lungo tre assi operativi: 

1.  spostare l’assistenza sanitaria dagli ospedali costosi alla comunità; 

2.  concentrarsi sulla prevenzione anziché solo sulla malattia; 

3.  trasportare il National Health Service dalla carta e dai cerca persone all’era digitale. 

Il primo punto richiama le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità che da noi sono in fase di realizzazione su input del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ma ben poca cosa viene riservata alla prevenzione ( a Napoli il 16 e 17 giugno scorso è iniziato un primo confronto con la chiamata degli Stati Generali della Prevenzione)  e tanto meno si dedicano attenzione e risorse alla transizione digitale (a Roma il 12 giugno scorso è nato il primo Osservatorio nazionale sull’Intelligenza Artificiale in sanità: ben poca cosa rispetto a ciò che si è visto all’Expo 2025 di Osaka, intitolato: “Delineare la società del futuro per le nostre vite”, in termini di Intelligenza Artificiale applicata alla medicina). Siamo in grave ritardo sia a livello nazionale che regionale e ci allontaniamo sempre di più dai paesi più avanzati. Invece i laburisti inglesi hanno capito che il tema della transizione digitale è la chiave di volta per salvare il National Health Service e ci lavorano coraggiosamente. 

Fatti, non parole. 
L’Economist riporta che “In Inghilterra alcuni medici utilizzano già l’Intelligenza Artificiale per   trascrivere le visite dei pazienti, con una riduzione calcolata del 20 % del tempo per compilare le cartelle cliniche. Attraverso una recente app le persone hanno  potuto scansionare i nei  con i loro cellulari dimezzando le richieste di visita per tumori della pelle. In alcuni ambulatori di medicina generale l’uso del triage on line ha ridotto drasticamente i tempi di attesa e il relativo stress per i pazienti. L’uso di cartelle cliniche condivise in certe regioni dell’Inghilterra  stanno già aiutando a pianificare , gestire ed erogare i  servizi. Nel Lincolnshire il collegamento dei dati del NHS  e dell’assistenza sociale  ha contribuito a ridurre i ricoveri al pronto soccorso del 58 % in sei mesi, segnalando coloro che necessitavano di assistenza sociale. Il National Health Service   è l’unico nel suo genere a conservare dati completi su un’intera popolazione. Questo lo rende una   potenziale miniera d’oro per la ricerca. Infatti i ricercatori di due università londinesi stanno addestrando un modello di Intelligenza artificiale su dati anonimizzati di 57 milioni di persone in Inghilterra, con l’obiettivo di prevedere futuri rischi per la salute, come infarti e ricoveri ospedalieri, per gruppi di pazienti. E’ chiaro che tutto ciò richiede investimenti: nuovi computer, cartelle cliniche digitali e integrazione dei sistemi ancora frammentati. Quindi la morale è che bisogna agire su più fronti, continua l’Economist, tra cui “motivare gli operatori demoralizzati che stanno pianificando scioperi”.

Ripensare a un nuovo e innovativo Servizio Sanitario Nazionale e Regionale.   
E’ proprio il caso di dire che tutto il mondo è paese, e dunque potremmo prendere in seria considerazione quello che suggerisce il National Health Service, per realizzare un Servizio Sanitario Nazionale e Regionale innovativo, che si prepari alla “medicina 5 P” del futuro: Predittiva, Preventiva, Partecipativa, Personalizzata, Precisa, volta ad una sanità proattiva e incentrata sulla persona.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org