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Abbiamo bisogno di una “Prossima Generazione”

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di Fulvio Ervas del 10/12/2023

Il Nesquick è una faccenda per bambini, ma  temo non possa essere questo il criterio con cui riflettere sul tentativo di imbrattamento della cattedrale di San Marco, messo in atto da Ultima Generazione. Un’ ennesima azione che mira a suscitare attenzione sulle questioni dei cambiamenti climatici.

Come non può essere sensato nascondersi dietro l’uso ( o l’abuso) del Nesquick invece di parlare di cosa il mondo stia facendo per contrastare l’aumentata frequenza di cataclismi, che simpatici, anche loro, non sono.

Perché il punto di partenza, se vogliamo essere seri, è che non si sta facendo quasi nulla, se non un po’ di coriandoli e stelle filanti, sulle questioni climatiche.

La transizione ecologica, che è un tema forte nei paesi europei, non la vuole nessuno nel resto del mondo: Cina e India non vogliono nemmeno rinunciare al carbone. Il peso dei combustibili fossili, e la forza delle loro lobbies, è ancora elevato e sono anche questi gli interessi che abbiamo visto muoversi dietro la guerriera Russia ( Putin va a Riad non certo per analizzare il tramonto nei deserti), dietro il ruolo dell’Iran in medio Oriente, dietro le aspirazioni del Venezuela sulla Guyana Esequiba.

C’è petrolio e gas dietro le quinte di queste  follie militari, non le energie rinnovabili.

Che cosa potrebbero fare, di fronte a tanto immobilismo e altrettanta ipocrisia, quei giovani la cui sensibilità fa percepire, fortemente,  il pericolo degli effetti dei cambiamenti climatici? 

Sinceramente non lo so. Provo a dire cosa farei io se avessi, magari, un’età in cui il coraggio si è amalgamato con un po’ di riflessione.

Per prima cosa non mi farei chiamare Ultima Generazione, fa un po’ tristezza e, francamente,  il mondo non morirà domani e ci saranno molte altre generazioni,  sicuramente con condizioni di vita più complesse delle attuali.

Mi tatuerei sul braccio “Prossima Generazione”, per dare il messaggio  al mondo che siamo noi quelli che erediteremo il futuro e che cominciamo a rivendicarne il possesso già adesso, perché, sempre, il futuro si fa adesso.

E tornerei nelle scuole, come si faceva un tempo,  a portare informazioni, elementi di dibattito, a far crescere “Prossima Generazione”, perché  anziché imbrattare  opere del passato proverei ad “imbrattare” le menti del futuro con argomenti, con dibattiti, con analisi dei dati, con una serrata battaglia contro la disinformazione, la superficialità, la negligenza operativa di larga parte del mondo politico e istituzionale.

Ma fatto questo, pronto a rifarlo, mi guarderei allo specchio e mi direi, con  grande sincerità,  che sarà dura far cambiare scenario energetico al mondo e che non basterebbero scorciatoie , colpi di teatro, azioni eclatanti, espressioni, semmai, di una certa furia  dissipativa sin troppo adolescenziale piuttosto che di una visione progettuale.

Perché un progetto che abbia il respiro del futuro  potrebbe essere quello che ogni “Prossima Generazione” faccia crescere un’altra “Prossima Generazione”, sempre più grande, sempre più convincente,  sempre più empatica, sempre più efficace, anche senza Nesquick.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org