Domenica 28 maggio, ore 9.30-10.30, presso la Mediateca Ugo Casiraghi, in via Bombi 7
La storia economica e sociale di Trieste e del Goriziano da una prospettiva di genere
In connessione con le vicende sociali ed economiche che hanno caratterizzato la storia del “Litorale austriaco” tra Settecento ed età contemporanea, la conversazionevuole approfondire alcune caratteristiche peculiari del lavoro femminile nell’area. L’intento è descrivere le molteplici risorse che le donne hanno attivato nel tempo per lavorare e la vitalità e le abilità messe in campo per inserirsi a pieno titolo negli spazi che regole e abitudini sociali lasciavano comunque aperti al lavoro femminile.
Nel Goriziano ciò avvenne a partire dal grande impiego di manodopera femminile nel comparto tessile nel Settecento, proseguendo, poi, nel corso dell’Ottocento, con una presenza molto consistente nel terziario e nelle prime fabbriche tessili, per arrivare all’età contemporanea in cui il modello strutturatosi nell’Ottocento (terziario e tessile) rimase in vita fino alla crisi degli anni Settanta. A Trieste, invece, dove tra Otto e Novecento, oltre all’industria pesante, è presente una fitta e articolata rete di aziende manifatturiere, troviamo donne impiegate anche in altri settori produttivi, e specialmente nei comparti alimentare (pastifici, biscottifici, stabilimenti per la lavorazione del pesce, per la produzione di liquori e bevande), e della carta, come nel caso della Modiano.
Accanto alle opportunità offerte dalla fabbrica, l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro spesso avviene come estensione di compiti e ruoli tradizionalmente femminili – il lavoro domestico e di cura, che in quest’area talora assume caratteri anche inediti e potentemente emancipatori. Troviamo donne pure in porto, occupate in lavori “da uomini”, gravosi e pesanti, ma soprattutto nel settore impiegatizio e della vendita al dettaglio. Due attività quest’ultime che negli anni successivi, assieme all’insegnamento, ai servizi sociali e sanitari (in particolare con la diffusione della figura dell’infermiera), diventeranno i principali ambiti di professionalizzazione e occupazione delle donne. Durante il fascismo, il permanere delle opportunità lavorative offerte dalla fabbrica assieme all’accelerazione innescata dalla prima guerra mondiale dei processi di femminilizzazione del lavoro iniziati nell’Ottocento concorrono al consolidamento di una sempre maggior espansione della presenza delle donne nel mercato occupazionale.
Ne parleranno
Loredana Panariti e Ariella Verrocchio
introduzione di Giulia Castellan