di Bianca della Pietra del 24/11/2022
Ancora una volta si organizzano iniziative in occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza alle donne. Si tratta di incontri con esperte/i, proiezioni cinematografiche, spettacoli, letture, brevi manifestazioni all’aperto o rappresentazioni teatrali al chiuso.
Vengono usate spesso le parole, magari accanto a forme artistiche varie.
Certo quelle parole contengono pensieri, sono e devono essere parole importanti, che diano informazioni, suscitino emozioni, producano ulteriori pensieri, coinvolgano altre persone, creino relazioni, evochino situazioni, lascino tracce di speranza. Ma le parole devono poter essere dette, a qualcuno che le ascolta e riesce a comprenderle e farne buon uso. E dare il giusto spazio al silenzio.
Ecco, senza aggiungerne altre di mie, troppo soggettive e rimacinate, vi propongo una poesia di Wisława Szymborska tratta dal libro La gioia di scrivere Tutte le poesie (1945-2009).
DOMANDE POSTE A ME STESSA
Qual è il contenuto del sorriso
e d’una stretta di mano?
Nel dare il benvenuto
non sei mai lontana
come a volte è lontano
l’uomo dall’uomo
quando dà un giudizio ostile
a prima vista?
Ogni umana sorte
apri come un libro
cercando emozione
non nei suoi caratteri
non nell’edizione?
Con certezza tutto,
afferri della gente?
Risposta evasiva la tua,
insincera
uno scherzo da niente-
i danni li hai calcolati?
Irrealizzate amicizie,
mondi ghiacciati.
Sai che l’amicizia
va concreata come l’amore?
C’è chi non ha retto il passo
in questa dura fatica.
E negli errori degli amici
non c’era tua colpa?
C’è chi si è lamentato e consigliato.
Quante lacrime versate
prima che tu portassi aiuto?
Corresponsabile
della felicità di millenni-
forse ti è sfuggito
il singolo minuto
la lacrima, la smorfia sul viso?
Non scansi mai
l’altrui fatica?
Il bicchiere era sul tavolo
E nessuno lo ha notato,
finchè non è caduto
per un gesto distratto.
Ma è tutto così semplice
nei rapporti fra la gente?