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Piazza Europa Transalpina

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di Paolo Polli del 8/11/2021

Piazza Transalpina o Piazza dell’Europa? Non è solo una questione di nome ma di sostanza e di visione.

La scelta fatta dalla Slovenia nel 2008 di intitolare la parte slovena della Transalpina Piazza dell’Europa dimostrava un’ambizione, un progetto: quella di essere un paese che guarda al futuro e all’Europa più che al passato, superando, attraverso il dialogo e la condivisione una storia di conflitti e divisioni. Sarebbe lunga la lista di persone, associazioni, iniziative che, negli anni, hanno fatto sì che il territorio continuasse a dialogare anche in presenza di un muro fisico e ideale, a volte mentale prima ancora che reale.

Grazie a loro, di qua e di là, possiamo parlare oggi di due Gorizia e delle città come unica Capitale Europea della Cultura 2025.  

Si sta discutendo ora, di qua, se cambiare il nome alla Piazza Transalpina, con disquisizioni che forse lasciano il tempo che trovano: ci piacerebbe Piazza dell’Europa ma pure, perché no, Europa -Transalpina, come una fermata ferroviaria.

Soprattutto non vorremmo che, attardandoci su un tema che si può facilmente risolvere con una targa, perdessimo proprio il treno del futuro.

Il 2025 è dopodomani e tutto il nostro territorio e l’intera regione hanno una grande occasione: fare sì che quel percorso realizzato faticosamente si trasformi, prima possibile, in maggiore ricchezza culturale, migliore offerta di servizi, maggiore capacità di attrazione per far conoscere così le bellezze di questa parte di Mitteleuropa, contribuendo a far crescere un’economia sana, contaminata solo da cultura e conoscenza. 

Non va perso tempo, c’è bisogno di un vero e proprio piano industriale/culturale per la formazione del quale vanno coinvolti i portatori di interesse delle due aree, le amministrazioni locali dei territori limitrofi che tanto hanno tanto da offrire come storia, cultura, accoglienza ed enogastronomia, vera grande risorsa già oggi ma dalle capacità di sviluppo ancora enormi.

Accanto al piano industriale e culturale ci vuole un management capace e dedicato perché il lavoro da fare è enorme e si corre il rischio che, a causa della nostra lentezza, il treno non si fermi proprio alla Europa-Transalpina.

Dobbiamo fare tesoro di altre esperienze che non sono mancate e che non sono state accolte appieno come si sarebbe dovuto: il riferimento è al centenario della prima guerra mondiale, che altri territori hanno promosso e continuano a promuovere muovendo milioni di persone, mentre qui si è perso nel quasi nulla.

Il 2025 è l’occasione per riprendere anche quel discorso, ascoltando idee, proposte, esperienze maturate altrove. Così come andranno coinvolte tutte le stazioni del territorio al di là della fermata centrale Europa Transalpina.

Insomma, vanno bene anche le discussioni sul nome della Piazza ma la sostanza è il progetto industriale, la concretezza dei progetti e la proiezione dei loro effettivi impatti e lo sguardo al futuro.

Senza di questi continueremo con dibattiti sul passato mentre il futuro sarà già andato da qualche altra parte.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org