Di Simonetta Lucchi.
Il rappresentante del Türkische Gemeinde Deutschland (TGD) e leader di partito Methap Caglar, si esprime oggi chiaramente: “Qui non si tratta più di astratte percentuali. Ne va di esseri umani, concretamente, che a partire da questa mattina, si chiedono se sono ancora sicuri a girare per le strade”. Le reazioni che seguono il successo elettorale della AfD in Sassonia- Anhalt non si fanno attendere, e il Türkische Gemeinde chiede espressamente protezione alle istituzioni per chi potrebbe potenzialmente essere vittima di violenza. Nessuno dovrebbe diventare oggetto di persecuzione, o perché ritenuto migrante, o di altra religione, o di genere, o perché non corrispondente all’ immagine di cittadino ideale propagata dai gruppi di estrema destra. Lo Stato non può aspettare, aggiunge il Bundesforsitzender Gökay Sofuoglu. L’ appello dei cittadini turchi in Germania giunge come un avvertimento, alla vigilia di un cambiamento epocale: e nel programma di 156 pagine di Alternative für Deutschland, divise in 16 capitoli che comprendono le 302 misure del Manifesto di Magdeburgo, riguardanti l’Europa, l’euro, l’energia, il clima, il welfare, la famiglia, la politica estera e il rapporto con la Russia, la zampata finale è stata assestata, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, dallo scottante capitolo “istruzione”.
La Scuola, materia sulla quale in Germania i Länder hanno ampi poteri. E se pur lontano dal modello ampiamente inclusivo della scuola italiana già in vigore da tempo nel nostro paese, in Germania grandi resistenze avevano riscontrato le più recenti indicazioni, cioè la possibilità per gli allievi con disabilità di frequentare le stesse scuole e le stesse classi degli altri bambini, pur potendo contare sul necessario sostegno. Un tentativo giudicato sostanzialmente fallito: secondo l’AfD gli alunni con disabilità non riceverebbero nelle classi inclusive l’attenzione di cui hanno bisogno, avrebbero difficoltà a inserirsi e finirebbero per rallentare l’andamento delle lezioni. Da qui la promessa: “…porremo immediatamente fine all’inclusione e potenzieremo le scuole speciali”. In sostanza, viene riproposto il sistema preesistente delle Förderschulen, gli istituti specializzati per gli studenti con particolari necessità educative.
Il programma dei cento giorni sostenuto dal trentacinquenne Ulrich Siegmund, sorrisi, birre in mano, moto e comunicazione vincente via social, che prevede un piano d’azione rapido e radicale concepito per essere applicato immediatamente in caso di vittoria alle elezioni regionali del 6 settembre, ha buone probabilità di andare dritto al cuore del sistema educativo e del tema “remigrazione”, fortemente sentiti in questo momento dalla cittadinanza. Afflusso record alle urne, un trionfo che fa clamore: una lunga notte, e un futuro incerto in Germania, da questo sette settembre, per chi crede nell’inclusione. “,,,abbiamo già scritto la storia..” festeggia oggi “l’uomo più pericoloso della Germania”, secondo Der Spiegel. E, forse, non si sbagliava.