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L’albero della pace in Europa piantato a Gorizia

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Il 9 maggio di ogni anno è una data che  riporta in mente due eventi storici di grande rilievo per l’Europa intera: la fine della seconda guerra mondiale con la sconfitta della Germania nazista nel 1945 e, cinque anni dopo, nel 1950, la solenne “Dichiarazione Schuman” con cui ebbe inizio la costruzione dell’Europa Comunitaria. Era stata, quella dichiarazione, il frutto di una intuizione dell’allora lungimirante Ministro francese Robert Schuman: assicurare una pace duratura tra Paesi europei che si erano combattuti ferocemente attraverso il mettere insieme le  loro risorse economiche e poi, gradualmente, costruire una politica di cooperazione intesa a formare, alla fine,  una vera e propria federazione europea. Questa nuova “patria” priva di mire espansionistiche e composta da popoli più che da stati, finito il comunismo e la contrapposizione tra est ed ovest, avrebbe dovuto estendersi dall’Atlantico agli Urali. Un sogno che purtroppo non si è  avverato, tanto più che oggi desta sempre maggior preoccupazione il rischio non solo di erigere un nuovo orrendo muro nel nostro continente, ma anche il pericolo di un  impiego crescente di armi di distruzione di massa. Proprio per questa ragione l’Accademia Europeista del F.V.G. e il Kulturni Dom di Gorizia hanno ritenuto di ricordare la data del 9 maggio in modo significativo piantumando un albero di cedro nel parco di Palazzo Alvarez, in centro città a Gorizia.

Perché un albero? Per la ragione che l’albero è sempre stato un simbolo di forte impatto nella vita sociale, oltre che nell’economia delle popolazioni di tutto il mondo. Sotto l’ombra frondosa di una pianta, le comunità umane si sono sempre riunite per trovare un momento di discussione, conforto e protezione. Ma soprattutto di condivisione e ricerca di soluzione e oblio di tanti problemi e pensieri negativi.

E’ quel che oggi manca all’Europa dove la tecnologia, l’intolleranza  e la violenza di armi sempre più sofisticate e distruttive sembra allontanare l’umanità dal senso dell’equilibrio, della speranza e del dialogo, ovvero della pace. Il giovane albero, sistemato in terra dal Presidente dell’Accademia Claudio Cressati, dal Direttore Pio Baissero e dal Presidente del Kulturni Dom Igor Komel, dopo la benedizione di Don Alberto Denadai, è stato accompagnato dalla lettura di alcuni temi scritti dagli alunni della Scuola Media “Locchi” di Gorizia, presenti alla cerimonia con i loro docenti e i cartelli colorati con la parola “Pace”.

Pio Baissero

Direttore dell’Accademia Europeista del FVG

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