Bonaventura Monfalcone-28.01.2016 Serata per la giornata della memoria-Teatro Pio X-Staranzano-foto di Katia Bonaventura
di Alessandro Mezzena Lona del 29/1/2023
Pino Roveredo non era solo un sopravvissuto all’alcol, alla droga, al carcere e al manicomio.
E non era neppure lo scrittore arrivato inaspettatamente alle vette del Premio Campiello, nel 2005, con la raccolta di racconti “Mandami a dire” (Bompiani).
Perché lui, per tutti, era molto di più. Incarnava la speranza. Quell’alternativa per sopravvivere alle “Capriole in salita” che la vita ti obbliga a fare. Perché, diceva, c’è sempre un’altra via.
Adesso che un male inesorabile l’ha portato via, Pino Campiello, come lo chiamavano i vecchi amici delle notti inquiete, rimane vivo nei ricordi.
Come l’uomo che ha saputo fare del proprio successo letterario un potente megafono per parlare degli ultimi.
Dello spaesamento di chi fa fatica a trovare il senso dell’esistenza, quando sembra che tutto deva andare sempre male.