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Amore?

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di LT del 24/2/2022

Mi ritrovo a pensare ad una definizione che comprenda la miriade di emozioni che si prova ad essere genitore.

Non riesco a trovarla.

Le parole sgorgano come fiumi e cercano di definire qualcosa che non vuole e non può essere imprigionato, vincolato, limitato da quelle parole.

Ma le emozioni spingono, sono più forti della consapevolezza che qualsiasi termine venga espresso sarà comunque impreciso, fallace, misero, rispetto alla potenza delle emozioni stesse.

Ho letto da qualche parte che i figli rappresentano un bidone: il bidone rispetto alle aspettative che ogni genitore ha, quasi il figlio fosse una propria appendice…

ma ciò non impedisce che si provino amore, tenerezza, dolcezza, affetto, ammirazione, comprensione, (…e si potrebbe continuare all’infinito…) per quello “splendido meraviglioso unico bidone”.

Alle donne che chiamo figlie ho sempre detto tra lacrime e gioia che il mio “amore” – ma sì chiamiamolo pure con una parola così abusata e fraintesa – per loro è così senza limiti da accettare qualsiasi cosa loro possano fare.

E sono affermazioni decise, drastiche, totali, senza incertezze, a cui difficilmente crederei se dette da altri.

Razionalmente sarei portata a commentare: scherziamo?! esistono azioni per le quali non vi sono giustificazioni, che non perdoneresti a nessuno!

…ma queste donne sono figlie: così diverse tra loro eppure così uguali, così apparentemente distanti da me eppure a me così simili.

Conosco da dove sono partite, come sono cambiate, le loro fragilità, il loro dolore, il loro senso di solitudine e la consapevolezza di essere diverse, straniere in un mondo altro rispetto a loro.

Conosco, e riconosco, l’agitazione, a stento frenata, per qualcosa che non va e l’altra agitazione, totalmente diversa, per un successo inatteso.

Conosco, e riconosco, la tristezza e il dolore che compaiono negli occhi quando riaffiora all’improvviso un ricordo struggente.

Conosco, e riconosco, il senso di smarrimento nell’affrontare cose nuove e la soddisfazione di non tirarsi mai indietro, nemmeno nella sconfitta.

Conosco, e riconosco, gli occhi colmi di gioia per un riconoscimento tanto sudato e quelli colmi di stupore incredulo per un traguardo raggiunto senza apparente fatica.

Conosco, e riconosco, il tono di voce aggressivo di chi vuole affermare la propria esistenza nel mondo e quello fragile e incerto di chi ha paura di affrontarlo questo mondo.

…non lo so quale meccanismo scatti nell’essere umano, ma l’amore che ripongo in quelle due non l’ho mai provato per altro essere umano.

Sì, qualsiasi cosa facciate, anime mie, per quanto io possa essere in disaccordo, non cesserò mai di esserci…

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org