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di Alessandro Mezzena Lona del 24/05/2020 –

France è fuggita quando le ha detto: “Ti amo”

Tanto arrabbiata da urlare: “Odio gli uomini”.

Alcune sere dopo l’ha vista scopare in macchina con il suo capo.

L’arrivederci di Brus sembrava sincero.

Era la vigilia di Natale del 2017.

Prometteva “a prestissimo”.

Da allora non ha più risposto ai messaggi.

Deli tremava mentre gli sussurrava: “Sei un amico”.

Lui aveva appena finito di riscriverle il romanzo di debutto.

Quello che, adesso, sta vendendo milioni di copie.

Così assicura “Librilandia”.

Con Frankie avevano fatto un sogno.

Scalare in bicicletta lo Stelvio, soltanto loro due.

Ne parlavano da cinque anni.

Questa mattina lo ha visto su Love Yourself.

Pedalava in un video, fino in cima alla salita.

Accanto a lui c’era l’Impiccione, il collega che diceva di odiare.

Però Viveg non l’ha presa male.

Anzi, gli è venuta un’idea.

Se quel filmato orribile ha incassato duemila icone.

Con il simbolo delle labbra che scoccano un bacio.

Lui poteva aspettarsene almeno il doppio.

Che cosa avrebbe raccontato al popolo del web?

La verità.

Viveg stava morendo.

E la sua storia metteva i brividi.

Perché lui, le aveva provate tutte per non ammalarsi.

Quando la città era piena di gente infetta.

Positiva all’epatite E.

Quella portata dai ratti.

Frantuma il fegato senza darti il tempo di capirlo.

Si era subito chiuso in casa.

Barricato dentro.

Non faceva entrare nemmeno l’omino delle pizze.

Due mesi di astinenza.

Un record per uno come Viveg, che vivrebbe di pasta e focacce.

Ma, un giorno, si era dovuto arrendere.

Davanti a una squadra di operai.

Vestiti come palombari.

Con celate in plexiglas, tute integrali e guanti.

Dovevano montare la libreria nuova.

“L’ha ordinata lei, signore”.

E si era fatta pure aspettare.

Otto mesi.

Mentre i libri, sul pavimento, formavano grattacieli.

Poteva tirarsi indietro?

“Di quel rumore mi sono accorto subito”, scrive in rete.

Il popolo di Love Yourself drizza le antenne.

Era come un raspare, dentro lo scatolone

“Sono le scansie che si assestano”.

L’uomo nello scafandro sembrava convinto.

E invece no, aveva ragione Viveg.

Tra ripiani, viti e tasselli si era intrufolata una pantegana.

Sgusciata fuori di notte, mentre lui dormiva, era saltata sul letto.

Lo aveva fiutato. Assaggiato.

Ecco, adesso Love Yourself si scuote. Approva con più di mille baci.

“Volevo solo dirvi addio”, scrive Viveg.

Un fremito di compassione attraversa il web.

Le bocche color rosso fuoco si centuplicano.

E non è tutto.

Perché Viveg può calare i suoi quattro assi.

“A France, Brus, Deli, Frankie: non dimenticatemi”.

L’ultimo messaggio, la più raffinata delle vendette.

Gli occhi si gonfiano di lacrime, dietro gli schermi.

Che fanno quei disgraziati, non rispondono?

Qualcuno, rapido, digita “vergogna”. Con tre punti esclamativi.

Poi arrivano le parole tanto attese.

“Ti ho sempre amato”.

“Amico, ci vediamo più tardi”.

“Il mio romanzo nuovo lo dedico a te”.

“Conquisteremo Re Stelvio insieme”.

Su Love Yourself diluviano manine che battono felici.

Viveg ha totalizzato cinquantamila baci.

Mai nessuno, prima, ne aveva incassati così tanti.

La foto del suo profilo verrà incorniciata.

Da una bordura in oro zecchino.

Sarà il suo simbolo per i prossimi sei mesi.

A Viveg restano due settimane da vivere.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org