Di redazione.
La ricorrenza del 12 agosto 1944 ci richiama ogni anno di fronte a una delle pagine più tragiche e buie della nostra storia: la strage di Sant’Anna di Stazzema, in cui le truppe naziste, con la complicità dei fascisti locali, trucidarono 560 vittime innocenti, tra cui donne, anziani e moltissimi bambini.Ricordare oggi diventa un monito per il PresenteOggi più che mai, le parole del Presidente della Repubblica assumono il valore di un severo e urgente richiamo alla responsabilità. Di fronte a un contesto globale segnato dal ritorno di guerre devastanti, dal riemergere di pericolose derive autoritarie, dai tentativi di revisionismo storico tesi a sminuire le responsabilità del nazifascismo e dalle spinte che minano l’unità dell’Europa, la memoria non può ridursi a un mero esercizio formale.La Memoria come Antidoto: ricordare non significa soltanto rendere omaggio alle vittime, ma comprendere che la democrazia, la libertà e i diritti civili non sono conquiste definitive. Ciascuna generazione ha il dovere etico e politico di difenderli e rinnovarli.La Deriva dell’Intolleranza: il riaffacciarsi di nazionalismi aggressivi, del razzismo, della cultura dell’odio e della volontà di erigere nuovi muri dimostra come l’abisso della barbarie sia sempre in agguato quando si smarrisce il senso del pluralismo e del rispetto della persona umana.Costruire vs Distruggere: come ci insegnano le macerie di ieri e le tensioni di oggi, la distruzione è un atto rapido e cieco, mentre la costruzione della pace, della democrazia e dell’integrazione europea richiede fatica, coraggio e costante vigilanza.L’Impegno dell’AssociazioneL’Associazione rinnova il proprio impegno contro ogni rigurgito fascista, contro il negazionismo e contro la normalizzazione della violenza. Custodire la memoria di Sant’Anna di Stazzema significa alzare la voce per dire che il futuro non appartiene a chi fomenta l’odio e calpesta la dignità umana, ma a chi sa scegliere la via della giustizia, della democrazia e della pace.Le parole del Presidente della Repubblica”La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti – donne, anziani, bambini – uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità. In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica. La mattina del 12 agosto 1944 – ricorda – i reparti delle SS, con la complicità dei fascisti, diedero inizio alla strage. Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento.””Le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite. Sono più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori. Sono capaci di respingere violenza, odio, il disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell’identità delle persone. Fare memoria, oltre che atto di responsabilità è atto di liberazione che si rinnova. La vittoria sul nazifascismo aprì la strada della rinascita. Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte. I loro presupposti etici, le ragioni di impegno, vanno rinnovati e rinsaldati. La comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia, con l’Italia e l’Europa che hanno riscattato con la pace, la libertà, la democrazia, con i diritti eguali e universali, con la progressiva integrazione, quanto di più terribile la storia aveva prodotto.”