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Libertà per il dottor Hussam Abu Safiya

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Un appello che facciamo nostro.

L’Associazione culturale Apertamente aderisce e rilancia l’appello promosso da Amnesty International per chiedere l’immediata liberazione del pediatra palestinese Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia di Gaza.

Secondo quanto riferito dal suo avvocato, che ha potuto incontrarlo dopo settimane di isolamento, il medico versa in condizioni di salute estremamente gravi.

Il legale ha denunciato segni evidenti di maltrattamenti e un forte deterioramento delle sue condizioni fisiche. Anche i familiari hanno espresso una crescente preoccupazione, riferendo che Abu Safiya avrebbe gravi difficoltà respiratorie.

Il dottor Abu Safiya è diventato un simbolo della dedizione del personale sanitario di Gaza. Fino all’ultimo è rimasto accanto ai suoi pazienti nell’ospedale Kamal Adwan, continuando a prestare cure anche durante l’assedio della struttura. Nel dicembre 2024, durante un’operazione dell’esercito israeliano che ha portato alla chiusura dell’ospedale, è stato arrestato. Da allora è detenuto in Israele.

Il 16 giugno la Corte Suprema israeliana ha stabilito che la sua detenzione proseguirà almeno fino al mese di ottobre. Organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra cui Amnesty International, chiedono che gli siano garantiti immediatamente cure mediche adeguate, il pieno rispetto dei suoi diritti fondamentali e, in assenza di accuse fondate e di un processo equo, la sua scarcerazione.

La vicenda del dottor Abu Safiya richiama l’attenzione sul dramma vissuto dagli operatori sanitari nella Striscia di Gaza. Medici, infermieri e soccorritori, che dovrebbero essere protetti dal diritto internazionale umanitario, continuano invece a lavorare in condizioni estreme, spesso diventando essi stessi vittime del conflitto.

Dall’inizio della guerra seguita agli attacchi del 7 ottobre 2023, la popolazione civile della Striscia di Gaza ha pagato un prezzo umano devastante.

Secondo le autorità sanitarie di Gaza, il numero delle persone uccise ha superato le 70.000; tra loro vi sono migliaia di bambini e adolescenti.

Organizzazioni internazionali e agenzie delle Nazioni Unite hanno più volte denunciato una crisi umanitaria senza precedenti, con ospedali distrutti o gravemente danneggiati, una popolazione allo stremo e continue violazioni del diritto internazionale umanitario.

Di fronte a questa tragedia non possiamo abituarci all’indifferenza.

Chiediamo che siano tutelati i diritti del dottor Hussam Abu Safiya, che gli sia garantita assistenza medica immediata e che venga liberato se non sussistono le condizioni per una detenzione conforme al diritto internazionale. Chiediamo inoltre che cessino gli attacchi contro la popolazione civile, che sia garantito l’accesso agli aiuti umanitari e che tutte le parti in conflitto rispettino il diritto internazionale.

Aderire a questo appello significa difendere un principio universale: la dignità della persona, il diritto alla vita e la protezione di chi dedica la propria esistenza a curare gli altri.

Apertamente invita tutti i cittadini, le associazioni e le istituzioni a non voltarsi dall’altra parte e a sostenere ogni iniziativa volta alla tutela dei diritti umani, della pace e della giustizia.

Il silenzio di fronte alla sofferenza non è mai neutralità. Difendere i diritti umani significa difenderli sempre, senza eccezioni, indipendentemente dall’identità delle vittime o dei responsabili.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org