di Nevio Costanzo
In Italia, circa l’80% dello spazio stradale urbano è destinato alla circolazione e alla sosta delle automobili, nonostante queste restino parcheggiate per oltre il 90% del tempo. Questo modello inefficiente di utilizzo dello spazio pubblico si riflette direttamente sui dati relativi alla mobilità e alla sicurezza stradale.
Dati sulla motorizzazione
Trasporto pubblico in calo
Nel 2023 si è registrato un forte calo dei passeggeri trasportati: da 21 per abitante nel 2022 a 13 nel 2023, con una diminuzione del 38%.
I dati ufficiali del 2024 non sono ancora disponibili, ma le stime indicano un possibile recupero parziale della domanda. Tuttavia, mancano dati confrontabili con gli anni precedenti.
Mobilità ciclabile e sicurezza stradale
Le infrastrutture ciclabili restano carenti. Secondo FIAB, l’Italia è al quartultimo posto in Europa per dotazione ciclabile.
A peggiorare il quadro, il numero crescente di vittime tra i ciclisti: a ottobre 2025 si contano già 187 decessi sulle strade italiane (ASAPS).
Favorire la mobilità ciclistica con infrastrutture adeguate e interconnesse potrebbe convincere molti cittadini a usare la bici non solo per svago, ma anche per gli spostamenti quotidiani. La bicicletta è ideale per fare la spesa nei negozi locali, contribuendo al commercio cittadino, migliorando la salute e liberando parcheggi per chi non può fare a meno dell’auto.
Se si riservasse alla rete ciclabile la stessa attenzione oggi dedicata ai parcheggi, probabilmente non servirebbe costruirne di nuovi. Ogni automobile richiede almeno quattro parcheggi: a casa, sul lavoro, per la spesa e per il tempo libero — talvolta anche per accompagnare i figli a scuola.
Un modello di mobilità basato quasi esclusivamente sull’auto privata comporta un enorme consumo di spazio, spesso a scapito della qualità urbana e ambientale.

Parcheggi e trasporto integrato
L’utilità dei parcheggi scambiatori tra treni, bus cittadini ed extraurbani non è in discussione. A Gorizia, ad esempio, la riqualificazione dell’ex deposito dei tram come sede espositiva, comprendente il parcheggio, è positiva.
Tuttavia, tali parcheggi dovrebbero sorgere fuori dal centro urbano e collegarsi a una rete di trasporto pubblico efficiente — magari gratuita per alcune fasce d’età — e a una rete ciclabile servita da bike sharing, per incentivare l’uso dei mezzi pubblici in modo inclusivo.
Traffico e asfaltature
L’aumento delle asfaltature riflette anche il maggiore peso delle automobili moderne: il confronto tra la vecchia “Nuova 500” e la sua erede è emblematico. Ridurre il traffico “parassita” generato dalla ricerca del parcheggio è fondamentale, poiché contribuisce all’inquinamento urbano e distorce il concetto di mobilità sostenibile. Investire in nuovi parcheggi in centro per ridurre il traffico finisce spesso per incentivare ulteriormente l’uso dell’auto, con l’effetto opposto.
Verso una mobilità sostenibile
Serve un approccio olistico che includa:
A Gorizia, il Biciplan non è ancora stato approvato in Consiglio comunale e non si è considerata l’attuazione del Bike-to-Work. La rete ciclabile esistente, per lo più ciclopedonale, è mal manutenuta, poco coordinata e in conflitto con altri utenti.
Alcuni tratti non garantiscono alcuna sicurezza, come l’incrocio tra via Kugy e via Scuola Agraria.
Sarebbe un peccato se la parte della CEC 2025 dedicata alla mobilità venisse ricordata solo come: “GO! 2025… parcheggi!”, ignorando la proposta della Ciclovia della Cultura.