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La destra e il potere

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Italian Prime Minister Giorgia Meloni attends a session in the Chamber of Deputies, as she reported to the Lower House ahead of the European Council taking place in Brussels on 21 and 22 March, Rome, Italy, 20 Marcxh 2024. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Ma perché la destra si scandalizza quando la segretaria del PD dice che quando la loro parte politica va al potere le libertà individuali e quella di stampa sono in pericolo? 

La Storia è lì a ricordarci come è nato il fascismo e non deve essere un ricordo che dura lo spazio di qualche celebrazione, ma un monito da avere presente nella vita di ogni giorno: quando si cercano di limitare le libertà individuali, contrastare la libertà di stampa o quando il potere si concentra in poche mani allora la democrazia e la libertà sono in pericolo. 
I Padri della Repubblica, nella stesura della Costituzione, erano stati bene attenti a equilibrare i vari poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario ciascuno esercitato da organi distinti e indipendenti. 
La Presidente del Consiglio, a volte dimentica di rappresentare l’intero paese per assumere la figura del comiziante o del teatrante; si scatena quando qualcuno le ricorda i principi sui quali si fonda la nostra democrazia; finge di dimenticare su quali valori l’Italia è stata ricostruita, si è data una democrazia e ha ottenuto un posto di rilievo nel mondo libero.  
Certamente la storia non si ripete sempre nella stessa maniera, sono passati tanti anni; l’Europa e il Mondo sono profondamente cambiati dalla prima metà del novecento anche se venti di guerra, che speravamo di non rivedere più, sono alle porte di casa e governi illiberali, proprio al centro dell’Europa, si sono nuovamente affacciati. 
In questi anni quando la destra ha preso il potere in Ungheria come in Brasile, negli Stati Uniti o in Israele, ha cercato di forzare le regole della democrazia; ha tradito quel patto tra i diversi attori che, pur nelle differenze della lotta politica, trovava nel rispetto delle regole e delle libertà un valore comune per tenere insieme la società.
Ricordiamo ancora Trump che istiga degli scalmanati ad assaltare il Congresso degli Stati Uniti per ribaltare l’esito elettorale; la stessa cosa ha tentato di fare in Brasile Bolsonaro, abbiamo qui vicina l’Ungheria di Orban con i ripetuti tentativi di mettere nelle mani del governo la giustizia e i media, le leggi liberticide contro le minoranze, il disprezzo per il sistema democratico.
È così dappertutto: non abbiamo più di fronte la destra di un tempo, i conservatori che, come Churchill o De Gaulle, si opposero al nazifascismo; abbiamo davanti aspiranti autocrati che pensano che guidare uno Stato voglia dire comandare e non governare, incapaci di ogni dialettica civile, buoni solo a occupare ogni spazio di potere per perpetuare il loro.
In Italia il Governo ha avviato la cosiddetta riforma del premierato che non è altro che il tentativo di concentrare il potere in poche mani.

Cambiare la Costituzione si può, e può essere pure utile per aggiornarla ai tempi nuovi e renderne più efficace l’applicazione dei principi, ma lo si deve fare con il più ampio consenso, coinvolgendo tutti.
Le regole generali, i fondamenti della nostra Repubblica, devono essere patrimonio comune e non l’imposizione di una parte.
Alle ultime elezioni politiche, nel 2022, il centrodestra al governo ha ottenuto il 44% sul 64%  dei votanti, rappresentando così solo il 28,16% dell’intero corpo elettorale. 
Dovrebbero ricordarsi questi numeri coloro che ci governano e la Presidente del Consiglio, invece di fare la vittima, di dileggiare l’opposizione politica e tutti coloro che non la pensano come lei, se ne è capace, provi a occuparsi di lavoro, sanità, diritti, di tutti i suoi compiti che non sono quelli di fare solo una continua e incessante propaganda. 

La democrazia, la libertà, le nostre istituzioni, l’Italia, valgono molto di più dei destini personali di qualche leader politico, e sarebbe bene che se ne ricordassero.

Red azione

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