apertamente_logoapertamente_logoapertamente_logoapertamente_logo
  • Home
  • Statuto
  • Persone
  • Scrivono per noi
  • Attività
  • Premio Roberto Visintin
  • Contatti

Le peggiori pulsioni

Categories
  • Mondo
Tags

di Mauro Travanut

Premesso che non è certo mio costume affrontare temi, senza l’ausilio di un’adeguata preparazione scientifica e, almeno, un minimo di competenza tecnica, affermo di voler trattare la questione “Premierato”, da un punto di vista esclusivamente politico. L’apertura serviva a mettere un severo setaccio: non ci saranno quindi riferimenti di carattere giuridico, né di diritto costituzionale e nemmeno di tecnica parlamentare.

Vado pertanto subito al sodo. Al giudizio perentorio; dichiarando la mia totale ostilità alla proposta del governo attuale.

Va da sé, che la presa di posizione dovrà essere motivata. Non ci piove. L’irrazionalismo non mi appartiene e, senza indugi, cercherò di mettere in luce le cause che mi spingono a dichiarare la radicale contrarietà all’intento meloniano.

Qual è il punto da cui partire?  Quello storico.

La ragione è presto detta, purtroppo, da parecchio tempo, è disciplina trascurata e impietosamente lasciata ai margini.

Comparare, mettere a confronto, guardare scarti e sfasature, obbliga a riflettere.

“L’uomo solo al comando”, nella storia contemporanea, ha svelato soltanto immonde nefandezze; da noi, come tutti sappiamo, prima che in altri Paesi.

I padri costituenti, avevano viva e urticante l’ulcera nera del ventennio, quella provocata dal fascismo.

Sapevano come ammainare definitivamente e per sempre, quel purulento bubbone della dittatura fascista.

La “Repubblica parlamentare” avrebbe impedito e scongiurato il rischio di affidare, a un ceffo qualsiasi, la possibilità di ritentare la via, quella che potrebbe portare alla follia e ai deliri nefasti del capo.

Nel sottofondo, nelle parti retrive – di certa asfittica cultura – serpeggia sempre qualcosa d’oscuro. Riecheggiano, se ne avvertono sempre più evidenti i suoni, delle peggiori pulsioni.

Restando sul terreno storico, si possono mettere in rilievo alcuni capisaldi del pensiero – inizi anni 20 del Novecento – allora di gran moda.

Se da noi, negli anni bui, poteva trionfare, tanto il futurismo, quanto l’attualismo gentiliano, in Germania, invece, prendeva slancio la teoria del decisionismo di Carl Schmitt.

I fascismi avevano così trovato, nei rispettivi registri teorici, le fonti d’ispirazione, per offrire alla figura del capo, il terreno su cui piantare le proprie radici.

A guerra terminata, per qualche strano gioco, da addebitare sostanzialmente a spurie trasmissioni culturali, certe idee, del giurista/filosofo tedesco, hanno, in assurdi e insospettabili periodi, trovato ospitalità in aree non propriamente riconducibili alla destra in senso stretto.

Ora, che il provvedimento superi le quattro letture, in sede parlamentare, lo diamo per scontato. Meloni passerà quel vaglio, ma s’infrangerà inesorabilmente contro lo scoglio democratico, che fieramente gli imporrà il voto referendario.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org