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L’autunno che verrà

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di Paolo Polli del 24/8/2023

Si prospetta un autunno difficile, non sappiamo se sarà caldo o meno, ma sicuramente difficile.

Lo scenario internazionale è compromesso dalle tante crisi locali e da una guerra vicina a noi, non solo geograficamente, che ha arrestato la ripresa economica dopo gli anni bui del Covid. Una guerra di cui non si vedono spiragli di uscita per ammissione degli stessi attori sul campo.

Le ripercussioni sono evidenti a tutti: con l’inflazione che taglia il potere di acquisto delle famiglie, allargando sempre più la forbice fra coloro che possono e quelli che ormai non arrivano alla fine del mese. I dati Istat per l’anno 2022 usciranno fra ottobre e novembre, in ragione dei cambiamenti intervenuti nei parametri statistici, ma già nel 2021 più di un quarto della popolazione (25,2%) era a rischio di povertà ed esclusione sociale, e le prospettive non sembrano essere migliori.

In questo scenario e in tali prospettive stiamo discutendo, con la contrarietà del governo di destra di Meloni, Salvini e Santanchè, di un salario minimo garantito di nove euro, lordi, al mese, per combattere il fenomeno, in grave crescita, della povertà lavorativa. 

E’ giusto allora, oggi, sostenere la petizione in corso a sostegno della proposta di legge, presentata dalle forze di opposizione, per introdurre il salario minimo. Una proposta che dà seguito anche alla direttiva UE 2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativa a salari nell’Unione e finalizzata a garantire l’adeguatezza dei salari minimi, condizioni di vita e di lavoro dignitose, e una riduzione delle disuguaglianze contributive. Una situazione ben presente anche nella nostra realtà cittadina.

Nel nostro Paese, fra l’altro, è stato recentemente abolito, in fretta come in fretta era stato introdotto, il Reddito di cittadinanza che, pur con tutte le sue storture, difetti, pochi controlli e tanti, troppi, furbetti, aveva rappresentato una grande occasione di contrasto alla povertà, uno strumento presente nei più grandi ed evoluti Paesi europei.

Si prospetta un autunno difficile, dicevamo, con un interlocutore governativo vicino alla gente solo a parole e solo nei periodi elettorali.

Sta a noi costruire, partendo dal basso, le condizioni per una svolta di progresso, di crescita economica e sociale. Dobbiamo farlo affrontando le questioni che preoccupano e incidono sulla carne viva della vita degli italiani: il lavoro, la scuola, la sanità. Dobbiamo ridare speranza ai tanti che non ne hanno più. Per farlo ci vuole la concretezza delle azioni e l’unità delle forze di opposizione e la battaglia sul salario minimo e un primo è significativo passo in questa direzione.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org