di Giorgio Grisilla e Paolo Polli
In attesa di veder partire il più volte annunciato, in questi ultimi anni, servizio di trasporto marittimo passeggeri in partenza dal punto più a Nord del Mediterraneo e di veder solcare il mare la fantomatica motonave Audace che doveva sostituire il battello Adriatica, sfortunata protagonista di due stagioni nella tratta Grado Trieste, già dal 14 giugno, abbiamo cercato qualche notizia su altre navi che attraversavano il golfo trasportando lavoratori, bagnanti e turisti, sulle direttrici Trieste-Grado, ma anche Trieste Monfalcone.
Non occorre sicuramente ricordare le motonavi della compagnia Delfino Verde Navigazione che hanno rilanciato dal 2001 questa modalità di servizio nella nostra regione, assicurando sempre servizi di alta qualità, e che, ancora oggi, sono protagoniste del trasporto marittimo passeggeri nel golfo, tranne che per la linea Trieste Grado come era stato per tantissimi anni.
Il Delfino Verde fra l’altro, anni addietro, toccò, come prolungamento della linea Trieste Sistiana, anche Monfalcone con una coppia di corse salvo poi cessare causa lo scarso pescaggio del Canale Valentinis e le difficoltà di attracco e ormeggio.
Ma questa è storia recente; cosa succedeva invece in un passato neppure tanto remoto sulle varie rotte del golfo?
Monfalcone e Trieste
La più antica informazione in merito ai servizi di navigazione passeggeri tra Trieste e Monfalcone risale al 1841 quando l’allora Lloyd Austriaco emise un comunicato con il quale informava la cittadinanza di Trieste che il giorno 9 maggio (domenica) di tale anno ci sarebbe stata un’escursione con un battello a vapore da Trieste fino ad uno scalo di Monfalcone. Non è noto se detta “gita di piacere” ebbe successo o no né se venne ripetuta in seguito.

Ci sarà da attendere ancora parecchi anni prima di vedere un servizio di navigazione regolare tra le due località. Del resto le linee di navigazione costiera che si dipartivano da Trieste erano principalmente indirizzate verso le cittadine dell’Istria occidentale e, ancora più a sud, lungo la costa orientale dell’Adriatico, su itinerari che per via terra risultavano non agevoli e assolutamente non serviti dalla ferrovia. Tra Trieste e Monfalcone il collegamento via treno esisteva invece già dal 1860.
Nella seconda metà dell’800 vi furono comunque alcuni tentativi di istituire un servizio di navigazione su questa tratta ma il tutto era finalizzato più al trasporto di merci e su un possibile traffico turistico da e per Sistiana, all’epoca comunque di modeste dimensioni, sfruttando i servizi di navigazione diretti a Grado o a Cervignano già esistenti.
Bisogna arrivare al 1906 per vedere un primo servizio regolare tra Trieste e Monfalcone, effettuato dalla Navigazione Isolana di Isola d’Istria.
Due anni dopo, nel 1908, avviene la grande svolta che caratterizzerà profondamente Monfalcone da allora in avanti. Inizia l’attività il Cantiere Navale Triestino, costruito per volere dei Cosulich, importanti armatori dell’Impero austriaco, i quali affiancano a questa attività anche quella di costruttori navali.
Uno stabilimento industriale di così grandi proporzioni richiama fin da subito molte maestranze e si presenta il bisogno di un servizio di trasporto comodo e rapido da e per Trieste. Nasce così la Società di Navigazione a Vapore Monfalconese, costituita dagli stessi Cosulich. Il fumaiolo delle unità è di colore rosso con una fascia bianca posta in alto sulla quale spicca il disegno di un falcone.
Il servizio inizia con tre vaporetti acquistati usati, i quali vengono battezzati rispettivamente MONFALCONE, BESENGHI e SISTIANA che ben presto però si dimostrano insufficienti.
Nel 1914 pertanto la “Monfalconese” decide di sostituire il vecchio MONFALCONE con uno nuovo, di più grandi dimensioni, al quale viene assegnato lo stesso nome del precedente.
Il nuovo MONFALCONE viene ovviamente costruito dal Cantiere Navale Triestino e dal 15 luglio 1914 entra in servizio sulla rotta Monfalcone-Trieste.
Neanche un anno dopo, però, si apre il fronte bellico con il Regno d’Italia e fin dai primi giorni del conflitto la città di Monfalcone si trova più o meno sulla linea dei combattimenti. Il Cantiere Navale subisce pesanti danneggiamenti e sospende ogni attività, anche perché ben presto la città passa in mano alle truppe italiane, e ovviamente il servizio di navigazione con Trieste viene a cessare.
Alla fine del conflitto la flotta della “Monfalconese” è così costituita:
il vecchio MONFALCONE risulta già radiato nel 1914 e viene demolito nel 1919;
il BESENGHI, posto in disarmo allo scoppio della guerra, viene demolito nel 1916;
il SISTIANA, in disarmo durante il conflitto, passa sotto bandiera italiana e dalla “Monfalconese” viene noleggiato alla Costiera, S.A. di Navigazione Marittima di Fiume per essere usato nel Quarnero; ritorna a Monfalcone soltanto nel 1923 ma, due anni dopo (1925) viene venduto ad una compagnia di navigazione di Spalato.
Il nuovo MONFALCONE, dopo aver trascorso gli anni di guerra per conto delle forze armate asburgiche e aver subito un urto da mina che lo danneggia, di fatto rimane l’unica unità della compagnia. Passato sotto bandiera italiana e rimesso in servizio sulla rotta precedente continua negli anni a fare il trasporto operai da e per il Cantiere.
Per inciso, va ricordato che per un breve periodo subito dopo la fine del primo conflitto mondiale, la “Monfalconese” si vede costretta a noleggiare il piroscafo GIANPAOLO, un vecchio natante della “Navigazione Municipalizzata” di Muggia.
Nel 1928 la Società chiude l’attività venendo incorporata nella “Istria-Trieste” Società di Navigazione a Vapore, di Trieste, la più grossa società armatrice per la gestione dei servizi costieri nel Golfo di Trieste e in Istria.
Nonostante il cambio di armatore, il MONFALCONE prosegue l’esercizio da e per la città dei Cantieri fino alla seconda guerra mondiale. Nel 1940 viene iscritto quale dragamine tra il naviglio ausiliario della Regia Marina, rimanendo comunque nelle acque di casa, anche durante il periodo di occupazione tedesca. Nel dopoguerra ritorna alla “Istria-Trieste” ma non verrà più utilizzato sulla rotta per Monfalcone, mai riattivata, fino alla sua radiazione e demolizione.
Nel secondo dopoguerra, ormai tramontata la rotta su Trieste, sostituita da servizi via ferrovia e, soprattutto, con autobus che raggiungono direttamente il Cantiere, bisogna attendere alcuni decenni per rivedere un battello tra le due località.
Agli inizi del secondo millennio, infatti, viene attivato un servizio estivo tra Trieste e Monfalcone integrando la linea marittima già esistente da Trieste a Sistiana mediante il prolungamento di quest’ultima con scali a Duino e a Monfalcone; il servizio viene svolto dalle motonavi della Delfino Verde di Navigazione di Trieste. E’ un collegamento di breve durata per le difficoltà di transito lungo il Canale Valentinis e di ormeggio sullo stesso, e il servizio viene limitato come in origine a Sistiana .
Grado e Trieste
Più importante rispetto a quello tra Monfalcone e Trieste risulta essere la rotta tra Trieste e Grado, anche dal punto di vista storico. Quest’ultima località oggi di fama turistico-balneare è di fatto un’isola e solo alla fine degli anni trenta del secolo scorso venne unita alla terraferma con la costruzione del ponte girevole che tutti conoscono. Appare chiaro, perciò, che i collegamenti tra Grado e le altre località siano avvenute via mare fin dai tempi più antichi, in particolare per il trasporto delle merci. Ovviamente il collegamento più importante è costituito dal servizio da e per Trieste e sono diversi gli armatori che nel corso dell’800 e primi del ‘900 immettono proprie unità su tale rotta, anche in concorrenza tra loro.


Solo nel 1907 il Governo austriaco decide una regolamentazione dei servizi tra le due località citate affidando l’esercizio alla sola “Istria-Trieste” la quale immette in linea, nel tempo, varie unità moderne e di grande capacità; tra queste va ricordata la m/n GRADO, prima unità dotata di motore diesel in tutta la marina mercantile austro-ungarica, nel 1914.
Dopo la prima guerra mondiale il collegamento continua ad essere svolto dalla “Istria-Trieste” con navi della propria flotta fino allo scoppio della seconda guerra mondiale e riprendendolo, cessate le ostilità, a partire dal luglio 1947, proprio con la M/n GRADO.
Vanno qui ricordate altre navi servite al collegamento con Grado, soprattutto da e per Trieste; fra queste il piroscafo a vapore Magdala, il Primero, il Timavo poi rinominato Capitano Sauro della omonima compagnia armatrice, il Trieste e da ultimo il Marconi.




Prima del Delfino Verde tutti, quelli di una certa età e gli appassionati, ricordano l’Ambriabella e la gemella Dionea spesso attraccate a Sistiana, ma pochi ricordano, invece, che a riprendere il servizio passeggeri fra il capoluogo regionale e l’isola del sole, dopo molti anni, nel 2001, fu il Fulgidus, un vecchio dragamine inglese riadattato a trasporto persone, di proprietà di Tripnavi & Sacomar.
La m/n FULGIDUS rappresenta, pur con una storia e in un contesto totalmente differente, il secondo periodo di servizi costieri a Monfalcone, rispetto a quello anteguerra.
Anche questa unità però ha un qualcosa di bellico nel suo DNA essendo stata costruita nel 1954 in Gran Bretagna presso il cantiere J. Samuel White & Co. di Cowes quale dragamine costiero per conto della Royal Navy con il nome di CRANHAM.
Dismessa dalla R.N., viene acquistata da un armatore di Trieste e nel 1972 riceve il nome di FULGIDUS; il suo utilizzo è prettamente turistico e non di linea. Nel 1983 viene ceduta alla Gon.Mar. Lines di Monfalcone e diventa conosciuta al pubblico che la utilizza per le numerose escursioni che effettua nel Golfo di Trieste e in Istria partendo anche da Monfalcone, porticciolo Nazario Sauro.
Nel 1992 subisce gravi danni a seguito di una tempesta alla foce del fiume Tagliamento ma viene ripristinata e nel 1996 viene ceduta all’estero passando sotto bandiera albanese. Nel marzo 1997 viene intercettata dalla G.d.F. nei pressi di Brindisi in quanto svolge il trasporto di stranieri irregolari verso le coste italiane; dicono ci fossero 400 persone a bordo ed era il periodo delle grandi fughe degli albanesi verso l’Occidente, verso l’Italia in particolare, a seguito della caduta della dittatura quarantennale di Enver Hoxha.
Successivamente, nel 1998, viene venduta all’asta e, ritornato sotto bandiera italiana, svolge dei servizi di trasporto passeggeri presso l’Isola d’Elba nel 1999 e l’anno successivo.
Nel 2001 passa alla Tripmare di Trieste e viene appunto utilizzata da APT spa Gorizia sulla rotta Trieste-Grado. Il Fulgidus fu attivo sulla tratta in Regione, per questo tipo di servizio, solamente per un anno, 2001, perché le nuove normative regionali conseguenti alla legge regionale 20/97 imponevano un rinnovamento per tutti i mezzi di trasporto passeggeri, ivi compreso quello marittimo. Regole fra l’altro che vigono ancora oggi per tutti i mezzi di trasporto pubblico. Quasi alla fine del medesimo anno viene venduta in Slovenia dove risulta tuttora in servizio con il nome di BURJA e bandiera slovena.

( foto locandina apt/tripmare )
Ritornando all’Ambriabella e al Dionea
Nel 1962, con il riordino dei servizi marittimi sovvenzionati, l’esercizio di questa linea, così come quelle per l’Istria, venne affidato alla Navigazione Alto Adriatico di Trieste alla quale passa lo stesso GRADO e altri natanti. Al fine di rinnovare la flotta, la nuova società armatrice ordina tre unità di nuova costruzione, una più grande e due gemelle più piccole al Cantiere Felszegy di Muggia, da destinarsi, la prima, alle linee dell’Istria, e le altre due ai servizi costieri, tra cui il collegamento estivo per Grado. Le tre unità ricevono rispettivamente i nomi EDRA, DIONEA e AMBRIABELLA.
E’ proprio quest’ultima che viene usata regolarmente per raggiungere Grado e che, assieme alle altre due unità, viene ricordata ancora oggi con piacere dalle numerose persone che ebbero l’occasione di viaggiarci.
Di queste tre motonavi la più sfortunata è stata proprio la AMBRIABELLA la quale viene venduta nel 1976 ad armatori ciprioti; successivi passaggi la vedono cambiare nomi e bandiera, da Cipro a Grecia, fino a quando, ormai destinata alla demolizione, viene recuperata vicino al Pireo e rimorchiata a Trieste con la prospettiva di trasformarla in uno yacht di lusso, come accaduto alla gemella DIONEA che, pur cambiando noleggiatori, rimase in servizio nel golfo fino al settembre del 1991, per diventare poi, dopo tanti anni di abbandono, un motor yacht da servizio charter di alto livello. Il lavoro di revisione del vaporetto nostrano fu fatto dal Cantiere Mariotti di Genova che rivide gli spazi interni ma non l’estetica originaria. Per l’Ambriabella il progetto non andò mai a buon fine e attualmente il suo relitto, per quanto ancora galleggiante, è visibile nel Canale Navigabile di Zaule, presso Trieste.

Foto Ambriabella in disarmo
Conclusione
Negli anni che seguono i servizi costieri passano dalla Navigazione Alto Adriatico al Lloyd Triestino e successivamente alla Adriatica di Navigazione, entrambe compagnie di proprietà pubblica (gruppo Finmare). Nel tempo anche le rotte vengono modificate dando sempre maggiore importanza ai collegamenti turistici tra Grado e la costa istriana.
Varie unità si sono succedute nel servizio tra Trieste e le località del Golfo di Panzano e fino a Grado e Lignano, tutte nelle sole stagioni estive, escludendo il servizio Trieste Muggia che è annuale. Attualmente, come scritto all’inizio di questo articolo, il servizio svolto sulla rotta Grado-Trieste per conto di APT Gorizia/ Tpl Fvg scarl viene utilizzata la m/n Adriatica, un natante utilizzato precedentemente nella laguna di Venezia, che ha avuto non poche difficoltà a mantenere un servizio regolare e che avrebbe dovuto venir sostituita dalla m/n Audace, di nuova costruzione, a partire dalla corrente estate ma che finora non si è vista proprio.
Le informazioni qui riportate, altre alla memoria degli estensori della presente nota, dai tanti appassionati, dai molti articoli sui giornali locali, provengono in gran parte dal volume di Giorgio Spazzapan(+) e Paolo Valenti(+) – “I VAPORETTI – Storia dei servizi costieri per passeggeri nel golfo di Trieste” – Associazione Marinara Aldebaran / Edizioni Luglio – Trieste – anno 2003.
Giorgio Grisilla,
studioso e ricercatore della storia dei trasporti – Associazione Marinara Aldebaran
Paolo Polli
Associazione culturale Apertamente