di Paolo Polli del 14/4/2022
Le Monde aveva onorato la città della prima pagina. La Cnn aveva mandato una troupe per raccontare, tra le altre cose, il “miracolo” del bus transfrontaliero
Quasi venti anni fa è stato pensato e realizzato un servizio per i cittadini che aveva, a suo modo, anticipato il desiderio delle due Gorizie di collaborare, vivere insieme e guardare al futuro. A ottobre del 2002 iniziava il servizio transfrontaliero di bus che collegava la stazione dei treni di Gorizia e quella delle corriere di Nova Gorica. Furono anni di incontri fra commissioni bilaterali Italia -Slovenia, difficoltà, incomprensioni, permessi che non arrivavano. Si partì comunque, anche forzando i tempi e superando le difficoltà. Fu una giornata indimenticabile per chi l’ha vissuta, entusiasmo, persone che correvano dietro al bus, festa al di là del confine in via san Gabriele, con fiori e dolci, prime pagine dei giornali nazionali e della stampa estera, arrivarono perfino la CNN e la prima rete televisiva tedesca.
E’ nato come un servizio simbolico, prima ancora che utile, anche se poi si è dimostrato davvero importante per i cittadini delle due città. Romano Prodi lo volle provare nel 2004, attraversando il confine proprio su quel un bus che era diventato motivo di orgoglio al di qua e al di là del confine.
Vent’anni dopo, è al centro dell’attenzione di tutti un altro sogno raggiunto e da realizzare: Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025.
Se ne parla quotidianamente, sulla stampa locale, nazionale ed estera. Si dovrà lavorare tanto, la sfida è di quelle che fanno tremare i polsi ma i turisti stanno già arrivando perché il 2025 sarà non solo la conclusione del cammino intrapreso, ma anche una tappa di un percorso che dovrà poi continuare con la passione ed entusiasmo di tutti.
Purtroppo il simbolo che aveva anticipato tutto questo non c’è più. Il turista che arriva in treno a Gorizia o alla stazione degli autobus a Nova Gorica, non ha più il servizio transfrontaliero di servizio pubblico.
Non è proprio un bel biglietto da visita. Se non partiamo dalle piccole cose, se non riattiviamo ciò che si era rivelato importante e utile, sarà più difficile realizzare grandi progetti e cogliere un’occasione storica, unica per le Gorizie e per tutto il territorio.In questo caso non c’è niente da inventare ma da riprendere, magari aggiustando e perfezionando, ma senza cancellare ciò che già c’era di buono.