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Chi guardano le panchine?

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di Bianca Della Pietra del 21/12/2021

Come spesso succede, quando si cambia panorama, anche se per poco tempo, al rientro si vedono le cose con occhi diversi. Così succede a me quando ho la possibilità di visitare altri luoghi.

Berlino in particolare offre sempre spunti interessantissimi, sia perché è una città in costante evoluzione (anche con i molti problemi che questo comporta), sia perché io mi soffermo ad osservare elementi differenti.

In particolare, dopo essere diventata nonna la mia attenzione viene richiamata spesso dai giardini pubblici. Senza dilungarmi sulle attrezzature per i bambini e sugli elementi di arredo urbano che, a volte, sono davvero strabilianti per creatività coniugata con funzionalità, questa volta mi è capitato di notare un semplice giardino, non molto grande.

Le panchine sono rivolte verso il centro dove si trovano delle strutture gioco per bambini. Mi sono immaginata i vari adulti che seduti osservano i loro piccoli, magari chiacchierando tra loro.

Si coniugano così autonomia ed esplorazione con lo sguardo vigile, ma non opprimente: se si può stare seduti, si può riposare, depositare l’eventuale bagaglio, far merenda, socializzare,…

A Monfalcone sono stati recentemente messi a posto 2 aree verdi: una in via dei Longobardi (zona campo sportivo comunale di via Boito) e una di fronte al Commissariato di polizia e poi il giardino Fallaci.

Questi tre giardini hanno tutti la stessa struttura: un percorso di accesso che porta ad una zona rotonda centrale prativa (o semirotonda). Ci sono intorno a questa delle panchine che guardano…il prato.

Mi è venuto da pensare che questi sono giardini solo per adulti, da cui i bambini sono esclusi. Non si può correre in bicicletta, non ci sono strutture-gioco.

Direi che sono un ottimo punto d’incontro per le badanti che, nelle loro ore libere, possono trovarsi e godersi un po’ di relax e questa è un’ottima cosa. Ma secondo me l’organizzazione di questi spazi sottolinea che siamo una città di persone anziane.

Questo si colloca nella tendenza nazionale che vede “il bilancio demografico del 2020, con un arretramento della popolazione residente nell’anno di 400mila unità, che prosegue con una ulteriore perdita di 170mila persone nei primi nove mesi dell’anno corrente (il settimo anno di declino). La forbice con gli altri maggiori paesi europei si allarga. Negli ultimi due anni (tra l’inizio 2019 e l’inizio 2021) l’Italia ha perduto oltre mezzo milione di residenti (-0,9%); il Regno Unito ne ha guadagnati 600mila (+1%), la Spagna 400mila (+1%), la Francia 300mila (+0,4%), la Germania poco più di 100mila (+0,2%). Nell’arco dell’ultimo decennio, la popolazione italiana è restata praticamente stazionaria (-0,1%), a fronte di aumenti di 4,4 milioni (+6,9%) della Francia, di 4,3 milioni del Regno Unito (+6,8%), di 2,9 milioni della Germania (+3,7%), di 0,7 milioni della Spagna (+1,6%). “[1]

Secondo i ricercatori di Neodemos la rapida contrazione demografica è “dannosa, perché legata a doppio filo all’invecchiamento e allo squilibrio tra generazioni. Questa tendenza è poi aggravata dalla tendenza all’abbandono di  estese parti del territorio, quelle più interne e meno facilmente accessibili.”

Anche nella nostra regione la tendenza si conferma. Purtroppo i dati dell’Annuario regionale 2021 non sono accessibili (finestra bloccata), ma da altra fonte il saldo totale della popolazione al dicembre 2019 risulta in calo di 4198 persone, al 19esimo posto su 20 regioni per il saldo di natalità.[2]

A Monfalcone, nonostante un leggero incremento delle nascite (superato il 20%, +52 unità nel 2020), il saldo naturale della popolazione è comunque in passivo [3].

Le implicazioni potrebbero essere evidenti e potrebbero riguardare lo sviluppo di politiche pubbliche, da diffondere e praticare, attinenti la conciliazione della vita lavorativa, quella di cura e del tempo libero (che riguarda sia l’infanzia che l’età anziana), ma anche l’organizzazione degli spazi pubblici, chiusi (scuole, centri di aggregazione) e aperti.

I luoghi di socializzazione all’aperto, in particolare in questo tempo di pandemia che sarà molto più lungo di quanto inizialmente previsto, dovrebbero risaltare all’attenzione degli amministratori. Tutti sono molto strutturati e anche il contesto non urbano che ci circonda: abitazioni, strade oppure campi coltivati. Gli spazi di esplorazione e gioco di fantasia per i bambini non esistono. E gli adolescenti? si infilano negli angoli più impensati e a loro i giardini sono quasi preclusi o perché troppo esposti o perché troppo nascosti (v. giardino di Via Colleoni).

In conclusione, oltre a una visione complessiva, tipo veduta dall’alto, e ad un’analisi dell’esistente (collocazione, strutturazione), i giardini pubblici necessitano di ospitare tutti, dovrebbero essere inclusivi delle varie tipologie di persone e delle loro caratteristiche: vogliamo analizzarli dal punto di vista dell’accessibilità e degli stimoli offerti alle persone con disabilità? Oppure ai bambini tra 1 e 3 anni, quando hanno appena cominciato a camminare? Mettiamoci anche il giardino in città come area naturalistica e abitata dagli animali e abbellita con flora autotoctona che non necessita di grandi manutenzioni che non siano la potatura di contenimento?

Molto è stato fatto, bisogna riconoscerlo, ma a mio avviso soprattutto dal punto di vista estetico. Manca quel “mettersi nei panni degli altri” e una visione dell’infanzia per la quale il giardino pubblico diventa uno sfondo di gioco fantastico e dell’adolescenza che ha bisogno di incontri  e di intimità, il tutto sviluppando a livello culturale generale l’assunzione personale di responsabilità.

Ecco allora che va benissimo sedersi sulla panchina ma non a guardare il vuoto prato davanti, bensì a godere dello spettacolo della vita in movimento.


[1] https://www.neodemos.info/2021/12/17/litalia-la-popolazione-e-la-forbice-europea/

[2] https://ugeo.urbistat.com/adminstat/it/it/demografia/popolazione/friuli-venezia-giulia/6/2

[3] https://www.tuttitalia.it/friuli-venezia-giulia/98-monfalcone/statistiche/popolazione-andamento-demografico/

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org