di Carlo Pegorer e Massimiliano Pozzo del 7/9/2021
Le elezioni comunali sono arrivate. Si voterà in 38 Comuni , con Trieste e Pordenone in testa e con altri due Comuni sopra i 15.000, dove sarà possibile il ballottaggio al pari dei due capoluoghi.
C’è un dato, però, che colpisce leggendo le cronache locali che hanno presentato negli scorsi giorni liste e candidati delle varie realtà interessate all’appuntamento elettorale.
Al netto dei 4 Comuni sopra i 15.000 abitanti, dove qualche segno di visibilità viene parzialmente mantenuto, o di qualche altro Comune, come nel caso di San Giorgio di Nogaro, il centro sinistra sembra non esserci per niente, al punto che in alcuni casi si presenta irrimediabilmente frammentato: San Vito al Tagliamento, in particolare.
Si dirà che in via generale si è scelto il civismo come spazio su cui costruire una possibile alternativa politica a un centro destra ormai dominante in regione tra paura dell’immigrazione, neo fascismo dei valori, individualismo dei ricchi e dei forti.
Insomma, un Centrosinistra dissolto nelle nubi del non siamo con nessun partito.
Candidati spesso intimoriti solo dalla possibilità di essere riconosciuti e magari giudicati di sinistra o che arrivano a definirsi neutrali da ogni schieramento, dopo anni di militanza in uno di quei partiti probabilmente del tutto insoddisfacente per le proprie ambizioni.
A noi tutti, che magari non conosciamo nel dettaglio la storia e le vicende delle singole realtà, ci aiuta solo qualche cronaca di giornalisti di vecchia data e scuola a ricordarci, se non l’appartenenza a quello schieramento, magari la storia di qualche candidato o candidata.
È davvero un difficile momento per coloro che in questi anni hanno creduto possibile anche in una regione tradizionalmente orientata a destra di potere giocare una partita per una politica progressista, ferma nei valori della lotta alla povertà e all’affermazione di una società che sostiene le persone, e a queste corrisponde, a partire dai bisogni di salute, di lavoro, d’istruzione, di pari dignità e opportunità tra uomo e donna.
È ormai definitivamente lontano il tempo di un centro sinistra in grado di contrastare l’egemonia della destra friul-giuliana?
Ora, in ogni caso, sembra rinchiuso nella foresta del si fa quel che si può, e guai a mostrare i propri simboli.
Non resta che aspettare il passaggio anche di questa tornata elettorale, ma dopo sarà davvero il caso di metterci cuore e testa, tutti insieme.
C’è posto per tutte e tutti, infatti, basta mettersi in cammino, magari rinnovando davvero riti e consuetudini del passato, in un impegno da e di squadra.
Per chi non si rassegna a consegnare la politica ai ragionieri del potere, si tratta di rimboccarsi le maniche, perché non c’è tempo da perdere.