di Marzio Lamberti del 26/7/2021
1991-1994: crisi politica, dimissioni di due Sindaci, scioglimento del Consiglio comunale, elezioni anticipate
Trent’anni fa, a Gorizia, un Consiglio Comunale con una maggioranza di 30 consiglieri su 40, guidata da una DC da quasi cinquant’anni al governo della città, espressione di un governo esteso e capillare, esercitante una egemonia culturale, politica e organizzativa ampia e diffusa, nel giro di poco tempo si sgretola; va in crisi, due sindaci si dimettono, arriva il commissario e si va a elezioni anticipate. Come è potuto accadere? È potuto accadere perché le vicende goriziane si sono succedute all’interno di eventi epocali, all’interno di una “rivoluzione più grande” dentro la quale si sono mossi gli attori goriziani.
Ripercorriamo brevemente la storia di quegli avvenimenti di trent’anni fa.
Negli anni 1991-1994 si scontrarono due diverse concezioni del futuro della città. Da una parte un pensiero dirigistico (tipico dello spirito dell’allora sindaco Dc Antonio Scarano) che vedeva lo sviluppo economico della città legato principalmente all’intervento dello Stato sia in forme assistenziali (zona franca, Fondo Gorizia) che con grandi opere (Ospedale a Gorizia, Caserma della Guardia di Finanza all’aeroporto, tangenziale ovest lungo l’Isonzo con 300 miliardi di lire in ballo) attorno alle quale si erano consolidati forti interessi economici e politici che facevano perno a livello politico sulla destra Dc e sul Psi. Dal’altra uno schieramento di salvaguardia e riutilizzo del patrimonio esistente (strutture e paesaggio) che si richiamava alle tradizioni storiche ed economiche della città e alla centralità di Gorizia in un comprensorio che dal Cervignanese andava sino alle valli dell’Isonzo e del Vipacco,
Forse senza rendercene conto all’epoca, questo scontro avveniva dentro una “rivoluzione più grande” dentrouna rivoluzione mondiale: il crollo del muro di Berlino, la fine della guerra fredda, la trasformazione del Pci in Pds e la fine dell’esclusione del Pci, la frantumazione della Jugoslavia, l’indipendenza della Slovenia, la fine dell’Urss, tangentopoli, la fine della Dc, la sparizione del Psi e la nascita di Forza Italia e poi la fine della prima repubblica e, dulcis in fundo, la discesa in campo di Berlusconi. Insomma una rivoluzione che aveva raggiunto tutti e tutto. Anche a Gorizia dove il muro contro muro tra Dc e Pci che aveva contrassegnato la città per 45 anni era saltato e reso possibile un incontro tra la sinistra e le parti popolari della Dc. Il contesto internazionale della guerra fredda non c’era più. Con la conseguenza che il blocco Dc perdeva la sua ragion d’essere e la chiusura di un’poca offriva elementi di liberazione al sistema politico. Era nato il PdS e il passaggio dal Pci scuoteva il panorama politico perché la sua trasformazione metteva fine ad un’epoca contrassegnata dalla contrapposizione totale tra Dc e Pci riflesso della contrapposizione tra Usa e Urss
Finite le ideologie emergevano i problemi reali: si formarono come prima accennato due schieramenti uno per le grandi opere e uno per un tipo di sviluppo più attento al territorio e a uno sviluppo programmato.
Le conseguenze di questa rivoluzione non furono capite dal sindaco Scarano che continuò a governare sperando che le vecchie alleanze potessero ancora reggere. Così non fu. E perse e dovette dare le dimissioni. Due anni dopo venne sciolto un Consiglio comunale in cui la Dc aveva avuto per quasi cinquant’anni una amplissima maggioranza. Fatto inaudito. E cadde sotto la spinta di un’alleanza chiamata “i trasversali” (Pds, Pri, Us, una parte della Dc, Verdi) resa possibile dai nuovi scenari maturati in quegli anni. Quell’alleanza si scontrò aspramente con la destra Dc e il Psi e i corposi interessi attorno alle grandi opere. Sul No alla caserma all’aeroporto vinsero i trasversali. Sull’ospedale unico vinse invece chi propugnava due modesti ospedali purché vicini a casa, uno Gorizia e l’altro a Monfalcone, con i risultati che si vedono ancor oggi. Ma vinse anche chi riuscì a bloccare la tangenziale ovest sull’Isonzo.
I ritardi nello scioglimento del Consiglio comunale sia da parte di Antonio Scarano che del subentrato Erminio Tuzzi (due anni) impedirono al centro sinistra di presentarsi vincente alle elezioni. Permisero invece al centro destra di riorganizzarsi e di trovare un sostituto alla Dc, al Psi, al Psdi e al Pli spazzati via da tangentopoli. Furono organizzati da Forza Italia che li arruolò in blocco. Il giovane Ziberna subito scese in campo, in prima fila “per salvare Gorizia”, trenta anni fa come adesso. Con la riforma degli Enti Locali che introdusse l’elezione diretta del Sindaco, Gaetano Valenti sostenuto da Forza Italia e Alleanza Nazionale vinse il ballottaggio contro Bruno Crocetti che rappresentava il centro sinistra. Questo schieramento sarà poi negli anni successivi alla base della formazione dell’Ulivo che vinse le elezioni del 2002 e poi del Partito Democratico che nascerà nel 2008.
Le tappe
1991: a maggio si diffonde la notizia della prossima realizzazione di una scuola-caserma della Guardia di finanza all’aeroporto (comprensivi della scuola, di alloggi, negozi e servizi su 32 ettari) su iniziativa del sindaco Dc Antonio Scarano che con lettera del 19/12/90, aveva offerto l’area ai Ministeri competenti. Immediata la reazione nella città che chiede la salvaguardia dell’aera e propone di insediare la scuola-caserma in un’altra area. Nasce il Comitato per la difesa e la valorizzazione dell’aeroporto che propone di inserirla in una caserma dismessa. In quell’anno si raccolgono 10.000 firme contro la scuola-caserma all’aeroporto. Il 6 ottobre, 6.000 persone invadono l’aeroporto in una grande festa popolare per la sua salvaguardia. Il 6 novembre il Consiglio Comunale (dove Scarano poteva contare su una maggioranza di una trentina di consiglieri) approva un odg che stabilisce di ricercare altri siti per quell’insediamento e ribadisce la piena salvaguardia dell’area. In quella occasione furono 19 i no alla scuola caserma all’aeroporto con la conseguente ricerca di altri siti e 17 i sì cioè i favorevoli all’insediamento all’aeroporto. Il sindaco Scarano si dimette ma poi rientra.
1992 3500 cittadini chiedono al Comune un referendum sul destino dell’area ma il Comitato dei garanti del Comune non ne autorizzava l’effettuazione perché ravvisa nella scuola-caserma un’opera militare e quindi non sottoponibile a controlli comunali né tanto meno a referendum popolari.
Lo scontro sulla scuola-caserma diventava politico. In Consiglio comunale nasce un’alleanza trasversale (Pds, Pri, Us, una parte della Dc, Verdi) che si scontra con l’altra parte formata dalla destra Dc, dal Psi. Uno degli scontri più duri si ebbe il 7 settembre nel corso di una riunione durata ininterrottamente dalle 18 alle ore 8 del giorno dopo. Quell’alleanza crea le condizioni per un durissimo scontro in Consiglio comunale che porta alle dimissioni del sindaco Scarano e alla nomina a sindaco del Dc Erminio Tuzzi.
1993 La maggioranza scende da 30 a 23/24 consiglieri. Il Pds chiede un cambio di rotta e propone una nuova maggioranza oppure elezioni. Il MSI si offre a stampella della Giunta.
Su Gorizia si abbatte tangentopoli. Vengono inquisiti il direttore dei lavori Gelserino Graziato per concorso in corruzione, Antonio Scarano, Mario Del Ben, sindaco e vicesindaco, e Bruno Brunello Presidente della Sdag per abuso d’ufficio e illeciti amministrativi. Il bubbone sono le grandi opere in ballo: 300 miliardi di lire. Al centro il rapporto tra politica e affari a fronte di un nuovo ruolo della magistratura (Mani pulite). Tre consiglieri DC escono dalla maggioranza. Il sindaco d’accordo con parte della maggioranza rimanda le dimissioni per evitare di andare al voto. Ma il neosindaco Tuzzi non è in grado di governare un Consiglio comunale spaccato con due assessori indagati e uno già in carcere a Trieste. Un consigliere lascia il Pri. La maggioranza rappresenta ormai solo un terzo del Consiglio. A settembre Tuzzi non ce la fa più e a ottobre da le dimissioni. Arriva un Commissario che porterà il comune al voto anticipato ma appena a maggio.
1994 Le elezioni anticipate si tengono a maggio 1994. Dalle dimissioni di Scarano sono passati quasi due anni. Da quelle di Tuzzi quasi un anno. Ritardi che saranno pagati cari. Infatti in questo arco di tempo la Dc si frantuma e il Psi viene azzerato dagli scandali. Soprattutto questo tempo serve al centro destra di riorganizzarsi con la discesa in campo di Berlusconi. Alle elezioni anticipate vince Valenti sostenuto da Forza Italia e Alleanza Nazionale. L’alleanza trasversale che aveva prodotto il terremoto perde al ballottaggio.
1995 Nel febbraio 1995 il giornale Il Piccolo organizza un referendum sulla scuola-caserma all’aeroporto che così si esprime: 562 i favorevoli (22,4%) e 1.942 i contrari (77,6%). Sempre in quell’anno un sondaggio della società SWG da i seguenti risultati: il 63,6% contro l’insediamento all’aeroporto e 24,9% a favore.
1996. Il 6 giugno una catena umana di centinaia e centinaia di persone circonda l’area della caserma di 32 ettari all’aeroporto. Per effetto di questa grande mobilitazione popolare finalmente alla fine del 1996 dopo gli appelli ai ministri del Lavori pubblici Di Pietro e dell’Ambiente Ronchi, l’allora sottosegretario Mattioli comunica al Sindaco Valenti l’alt alla costruzione della scuola-caserma.Con il DL 96/669 viene “posto termine” alla realizzazione della scuola-caserma all’aeroporto da dove tutto era cominciato.