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L’amianto, una questione sociale per il territorio isontino e regionale

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di Diego Moretti del 23/6/2020

Da diversi anni, il 28 aprile si celebra la giornata mondiale delle vittime dell’amianto.

E’ la giornata in cui la parola “amianto” viene messa al centro: lo si fa per parlare delle conseguenze mortali sulle persone utilizzatrici e di chi ne veniva in contatto, per ricordare le decine di migliaia di persone morte in nome di un profitto fine a sé stesso, per non dimenticare e per essere vicini alle persone esposte che ancora oggi vivono tale situazione con preoccupazione e paura.

Il nostro territorio vive da decenni questo dramma che interessa, direttamente o indirettamente, migliaia di famiglie su diversi fronti, da quello delle sofferenze personali, ai processi che stanno accertando le responsabilità penali, alla questione dei risarcimenti, fino alla necessaria definizione di nuovi percorsi, che ad esempio veda un nuovo impegno dello Stato ad investire in sanità, ricerca, prevenzione.

Fondamentale, in questo senso, il “fattore tempo”: dai 25-30 anni che sono passati tra le prime conoscenze sulla pericolosità del materiale (anni ’60-’70) e la presa di coscienza generale (fine anni ’80), alla norma che nel 1992 ne ha previsto il divieto di utilizzo, ha fatto sì che la distanza tra il dire “siamo tutti contro” e le azioni politiche per farlo, ha generato tra gli esposti una sorte di sfiducia sempre crescente. Questo ci insegna a non ripetere gli errori del passato.

Sul tema negli ultimi tempi un po’ di tensione è calata, per cui è necessario riprendere in mano, da parte delle Istituzioni e della politica, alcune questioni.

Ecco perché credo utile e necessario, anche in questa sede, formulare una serie di proposte concrete in grado di dare risposte ad una serie di questioni ferme da troppo tempo:

. riconoscere finalmente (sono passati invano due anni di promesse a vuoto da parte del Presidente Fedriga e del suo vice Riccardi) Centro Regionale Unico Amianto – CRUA – operante presso l’Ospedale di San Polo, quel ruolo di riferimento regionale che oggi sta solo nel nome, ma non certo nelle competenze e nelle funzioni, ancora legate ad un’Azienda Sanitaria;

. prevedere che la ricerca sull’esposizione all’amianto sia resa strutturale con piani di investimento statale e regionali (in collaborazione con gli Istituti Universitari);

. proporre al GECT GO un progetto transfrontaliero, con fondi europei, che sviluppi la ricerca di nuove tecnologie alternative all’amianto, nell’ottica di implementare piani di sviluppo economico e sociale in modo sinergico ed efficace per il territorio;

. dare seguito alle linee guida regionali già esistenti, prevedendo verso gli ex esposti una sorveglianza sanitaria “multidisciplinare” con cure, assistenze dignitose, percorsi prioritari (PDTA). In questo senso, considerata anche la fase post-COVID 19 che dovrà vedere una riorganizzazione del SSN e dello stesso sistema sanitario regionale nell’ottica del potenziamento della sanità territoriale, nella presa in carico dell’esposto all’amianto va prevista l’implementazione di figure sanitarie quali lo psico-oncologo, il pneumologo, il fisioterapista respiratorio, nell’accompagnamento dell’esposto e dei familiari verso un fine vita dignitoso, che operino anche  presso il domicilio del malato. Non dimentichiamo che gli esposti sono le persone che hanno contribuito a ricostruire il nostro Paese, hanno lottato per i diritti e la dignità di ciascuno di noi, hanno costituito una parte importante della nostra Società: glielo dobbiamo, sono i nostri padri. Persone, storie, un patrimonio umano immenso, che ogni giorno perdiamo in modo definitivo. Tutti siamo sempre più poveri.  I numeri attuali – 32/34 morti all’anno, 1 ogni 11 giorni (con il picco previsto verso il 2025/2030), ci dicono che un intero paese sparirà. 

Cosa deve ancora succedere perché ciò sia considerata emergenza?

. applicare ai prodotti sostitutivi dell’amianto – in primis le fibre artificiali vetrose (FAV) – il cosiddetto “principio di precauzione”: a tale proposito giova ricordare la Sentenza n. 2495 del Consiglio di Stato, sezione V, che ha precisato che “…Ogni qualvolta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri deve tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali”. Giova ricordare, in questo senso ,il lavoro svolto nei primi anni 2000, grazie ad un accordo tra Fincantieri e organizzazioni sindacali, del team formato da ISPESL, ASS 2 Isontina, ASL di Venezia, ASUR di Ancona, Fondazione Maugeri, dal quale è stato elaborato il documento INAIL delle “buone pratiche” per la prevenzione nelle lavorazioni della coibentazione. Successivamente, nel 2015 – sempre sullo stesso tema (FAV) – è stato definito un Documento specifico tra Stato e Regioni, nel 2017 la Regione FVG ha organizzato una giornata di studio a Monfalcone, nel febbraio del 2018 la Giunta regionale ha approvato il Piano regionale amianto, tuttora vigente. Necessario quindi, per una fattiva prevenzione, riferirsi alle buone pratiche INAIL e al cosiddetto “principio di precauzione”;

. prevedere, in questa fase 2 del COVID-19, controlli sanitari accurati agli esposti amianto a carico del CRUA di San Polo.

Gli elementi sopra evidenziati (conoscenza dei prodotti utilizzati, prevenzione, controlli accurati) diventano centrali, e su questi temi si misura l’impegno sull’amianto: il resto sono slogan, monumenti, targhe e medaglie.

Dopo quello che la città di Monfalcone e il territorio isontino hanno pagato in termini di sofferenze e lutti per l’amianto, va superato questo assordante oblio.

Ecco perché è quanto mai urgente che le istituzioni, gli enti locali, il sindacato, i partiti, il mondo del volontariato, il mondo sanitario e quello universitario si ritrovino assieme e facciano sì che lo slogan “mai più amianto” diventi una “QUESTIONE SOCIALE” per tutto l’isontino.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org