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Quando il rosso del fuoco lascerà spazio al rosso dello scotano

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Di Lucio Ulian.

Ogni estate il Carso torna al centro dell’attenzione. Le immagini degli incendi riempiono i notiziari, i social media e le discussioni pubbliche. Il fuoco che avanza, il lavoro incessante dei forestali, dei volontari, dei vigili del fuoco e della Protezione Civile, la preoccupazione delle comunità locali generano, comprensibilmente, una forte tensione mediatica. È il tempo dell’emergenza, delle decisioni rapide e dell’impegno straordinario di chi opera sul territorio.

Tutto questo è necessario. Ma non è sufficiente.

Gli incendi boschivi che interessano il Carso non rappresentano un fenomeno nuovo né imprevedibile. La loro ricorrenza ci ricorda che non possiamo limitarci a intervenire quando le fiamme sono già visibili all’orizzonte. Se vogliamo affrontare seriamente il problema, dobbiamo imparare a lavorare soprattutto quando degli incendi non parla più nessuno.

La vera sfida inizia infatti dopo che l’ultima squadra è rientrata, quando le telecamere si sono spente e l’interesse pubblico si è spostato altrove. Sono questi i “tempi di pace”: i mesi nei quali occorre programmare, studiare, monitorare, manutenere e prevenire. Sono i periodi in cui si costruiscono le condizioni per ridurre il rischio futuro e migliorare la capacità di risposta del territorio.

La prevenzione non possiede la forza narrativa dell’emergenza. Non genera immagini spettacolari e raramente conquista le prime pagine. Eppure, è proprio la prevenzione a rappresentare l’investimento più importante. Significa gestire il patrimonio boschivo, progettare il territorio tenendo conto di questo elemento, mantenere efficienti le infrastrutture antincendio, promuovere la collaborazione tra enti, valorizzare la ricerca scientifica e diffondere una cultura della tutela del territorio.

Il Carso è un territorio particolare, caratterizzato da un equilibrio delicato tra natura e presenza umana. La sua tutela richiede continuità e una visione di lungo periodo. Nessuna comunità può considerarsi realmente preparata se concentra tutte le proprie energie esclusivamente durante l’emergenza.

Tra qualche mese il rosso delle fiamme sarà sostituito dal rosso dello scotano (la cosiddetta Foiarola), uno degli elementi più caratteristici del paesaggio carsico autunnale. Sarà un’immagine rassicurante, quasi un ritorno alla normalità. La natura continuerà il proprio ciclo e il territorio mostrerà nuovamente la propria straordinaria bellezza.

Sarebbe però un errore permettere che, insieme al fumo, svanisca anche la memoria degli incendi. Le lezioni apprese nei momenti più difficili devono accompagnarci durante tutto l’anno. Perché la resilienza di un territorio non si misura soltanto dalla sua capacità di reagire alle emergenze, ma anche, e soprattutto, dalla determinazione con cui si prepara ad affrontarle.

Quando il rosso del fuoco lascerà spazio al rosso dello scotano, sarà quello il momento più importante. Il momento in cui decidere se l’esperienza vissuta diventerà conoscenza e prevenzione, oppure soltanto un ricordo destinato a riemergere la prossima estate.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org