di Loredana Panariti – Associazione culturale Apertamente
Abbiamo appena festeggiato la nostra Repubblica, “fondata sul lavoro”, democratica e antifascista, nata grazie a un referendum che l’ha scelta tale, che da più parti, anche da chi riveste ruoli istituzionali apicali, arriva l’indicazione di non andare a votare o andare e non ritirare la scheda. Hanno torto (e dovrebbero vergognarsi), oggi più che mai e necessario andare a votare e votare 5 convinti Sì. In un Paese sempre più autoritario e disattento nei confronti delle disuguaglianze e delle persone vulnerabili la vittoria dei Sì ricostruirà fiducia nella democrazia e spazi di discussione importanti. I 4 referendum sul lavoro e il quinto sulla cittadinanza riguardano milioni di persone che ogni giorno scontano sulla propria pelle la riduzione della sicurezza, il precariato, l’incertezza del posto di lavoro e un percorso burocratico per ottenere la cittadinanza che è simile a una lunghissima corsa a ostacoli con aste sempre più alte da superare. In questo nostro territorio abbiamo sempre criticato la mancanza di tutele e di diritti di molti lavoratori, spesso, ma non solo, di origine migrante. Allora è arrivato il momento di far sentire la nostra voce, di, se necessario, informarci e approfondire per ribattere punto per punto a chi sostiene che le cose non cambieranno o peggioreranno. E ognuno di noi, di chi valuta che il lavoro, così come lo intende la nostra Costituzione, sia davvero l’elemento centrale del nostro essere Paese, cerchi di convincere chi gli sta vicino e sta pensando di non votare. Dobbiamo raggiungere il quorum, dimostrare che la democrazia ci sta a cuore, che vogliamo un Paese più giusto e solidale.
Stop ai licenziamenti illegittimi, più tutele per i lavoratori delle piccole imprese, riduzione del lavoro precario, più sicurezza sul lavoro, pieno accesso alla vita democratica e istituzionale del nostro Paese dopo un periodo più breve. Non sprechiamo questa occasione così importante. Votiamo e convinciamo a votare Sì.