apertamente_logoapertamente_logoapertamente_logoapertamente_logo
  • Home
  • Statuto
  • Persone
  • Scrivono per noi
  • Attività
  • Premio Roberto Visintin
  • Contatti

La montagna soffre. E anche chi la ama

Categories
  • Mondo
Tags

di Simonetta Lucchi

La montagna, soffre. E anche chi la ama? È di questi giorni, la notizia dell’autentica sofferenza dello  scrittore Paolo Cognetti, il cantore della montagna, che ha dato notizia di aver subito un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Depressione, pensieri suicidi e alcolismo. Oggi appare dimagrito, senza la consueta barba, ha tinto i capelli di rosso tiziano:«Sì, ho sbagliato colore. Cercherò di trovarne uno più simile al mio naturale», dice. E dispiace davvero, per chi ama le montagne al punto di scriverne l’anima e le vicende. Non è semplice, la solitudine. Che si può vivere in una capanna del bosco da restaurare con pochi mezzi, o anche nell’  appartamento di una grande città. La solitudine è qualcosa di profondamente interiore, è, anche, incomunicabilità, o perdita del senso di identità. Come quello di molte comunità montane che, forse l’hanno modificata troppo bruscamente. O addirittura, ne vivono la perdita ripetutamente ogni anno, tra periodi di pressoché totale chiusura delle attività e il ritrovarsi, infine, distanti: alternati da improvvisi sbalzi nel caos più totale delle alte stagioni di un turismo performante ed aggressivo, tra eserciti di tute da sci e scarponi che avanzano in formazione compatta. A Livinallongo da alcune settimane si verificano episodi preoccupanti agli impianti di innevamento. Nell’ultimo, una punta di trapano è stata trovata nel cavo che alimenta il sistema. La società impianti ha segnalato il caso alle forze dell’ordine e ha potenziato il sistema di videosorveglianza. Ma certo…”L’alta montagna sta diventando un autentico luna park, con elicotteri che scorrazzano per i cieli trasportando turisti, pseudo rifugi che offrono notti a 400 euro e cene gourmet a base di pesce, cabinovie che offrono aperitivi e cene serali, piste aperte anche di notte, malghe con musica a tutto volume e adesso esposizione di automobili che di certo non sono accessibili alle tasche di tutti”.
Così in questi giorni il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Zanella, in una presa di posizione sul caso di due Lamborghini parcheggiate davanti al rifugio Comici, in Val Gardena. “Sono convinto che anche questa volta le auto siano state trasportate in elicottero per fare pubblicità o trainate da gatti delle nevi, troviamo scandaloso l’uso che viene fatto dell’alta montagna…”. Inquinata, ormai fin sulle più alte vette, ma soprattutto nell’anima. Quella che forse anche nella sensibilità degli scrittori è difficile ritrovare. Auguriamo che si riesca, in questo Natale di mercatini scintillanti e blindati, di attentati e guerre lontane, ma anche vicine…chi ce le ridarà, se nessuno saprà più raccontarle?

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org