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Delle trattative sulle competenze nelle Province Autonome: i compiti a casa, sono stati fatti?

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di Simonetta Lucchi  Bolzano

Ma che cosa significa “ripristino dell’autonomia”? La domanda sorge spontanea, ricordando le promesse della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “tempi brevi” per la conclusione delle trattative, e risultati certi “entro novembre”.  Ora, andiamo a dicembre.

“Noi i compiti a casa li abbiamo fatti:” reduci dall’incontro del tavolo di lavoro sulla riforma dello Statuto di autonomia del 18 novembre, i rappresentanti della provincia di Bolzano non nascondono l’irritazione. “Noi abbiamo portato tutte le formulazioni necessarie, quando non c’erano più argomentazioni per dire di no hanno detto che era necessario chiedere i pareri dei ministeri rispettivamente competenti. Oggi non ci sono i pareri e a Roma sono ancora titubanti”. Sembra semplice… 

Come nel comizio elettorale di Meloni del 2022: “Abbiamo poco tempo, veniamo da Trento e dobbiamo ripartire…ma Bolzano non me la sarei mai persa…”. Lontano anche il 24 maggio 2015, al Giuramento sul Piave insieme a Fratelli d’Italia: “Trentino Alto Adige che non espone bandiera italiana se ne vada a vivere in Austria”. Ora, è tempo di intese. Ma tornando al punto: che cosa si chiede a Roma? Perché lo Statuto d’Autonomia è la carta costituente della Regione Trentino- Alto Adige e rappresenta la base della sua intera architettura. E quello oggi in vigore è precisamente il Secondo Statuto, ulteriormente ampliato rispetto a quello già presente dal 1948, che ha trovato piena applicazione nel 2001, con la riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione, quella che regola i rapporti tra Stato, Province e Regioni. Insomma, un grande cantiere in continua evoluzione.

Il tema è quindi poco risolvibile con un “andare in Austria”. E nemmeno liquidabile in poco tempo, se non di interesse transnazionale. Sul tavolo sta ora il “ripristino delle competenze tolte nel 2001”. Quali competenze esattamente? Con la bozza di riforma presentata a Meloni nel 2023 il governo provinciale punta a ripristinare le competenze provinciali per come erano prima della riforma del 2001, perché da allora, secondo i promotori del testo, le sentenze della Corte Costituzionale hanno troppo spesso eroso gli ambiti normativi delle Province di Trento e Bolzano. Ed è proprio intorno a questa bozza di riforma che si formò l’accordo di coalizione provinciale tra destra italiana (FdI e Lega) e la Volkspartei, fondata con l’obiettivo di far approvare a Roma la riforma dello Statuto. Ma ora, date le titubanze, appare forse più lontana l’opzione di includere nelle richieste anche ciò che va oltre il ripristino stesso, ad esempio la clausola di intesa, che impedirebbe cambiamenti unilaterali sullo Statuto a Parlamento e Province.

“La riforma dell’autonomia rischia di portare l’Alto Adige a diventare una sorta di Villaggio di Asterix e Obelix, deciso ad erigere mura alte centinaia di metri pur di resistere alla conquista romana?” Questo in sintesi il tono del dibattito, a cui prendono parte giuristi di alto livello: alcuni favorevoli, altri contrari.

Da notare inoltre, che, all’inizio di ottobre 2024, il Governo ha deciso di cambiare il proprio approccio alla riforma degli Statuti di autonomia: le trattative non saranno più basate su un unico disegno di legge costituzionale per tutte e cinque le regioni a Statuto speciale, bensì su proposte distinte per ciascuna regione. Per prime, quelle del Trentino-Alto Adige/Südtirol. 

Lo Statuto di Autonomia, legge costituzionale, può essere attualmente modificato unilateralmente dal Parlamento con la maggioranza prevista per le modifiche costituzionali, salvo la funzione tutrice dell’Austria ed i limiti internazionali; allo stesso modo, se c’è una proposta di modifica provinciale, nulla impedisce poi al Parlamento di cambiarla. 

Dovesse però ottenersi il principio d’intesa come scritto in riforma, se Roma o la Provincia non fossero più d’accordo su una modifica dello Statuto questa non potrà essere approvata. 

“Ci siamo spinti al limite di quello che uno Stato può concedere…”. E, fa notare il prof. Francesco Palermo, il diavolo sta spesso nei dettagli: “La possibilità di negare l’intesa da parte del nostro consiglio provinciale sarebbe a maggioranza assoluta… la maggioranza assoluta significa che possono bastare i consiglieri di lingua tedesca”.

Occorre dedicare tempo ai dettagli ma anche alla sostanza.

“Riappropriarsi” delle competenze attribuirebbe esplicitamente alla Provincia di Bolzano tutte le competenze (ed anche qualcuna in più) su cui la Corte Costituzionale si era espressa nel 2001 a sfavore dell’autonomia, come gli orari di apertura dei negozi, l’urbanistica, l’ordinamento degli uffici compresi il rapporto di lavoro e la contrattazione collettiva, l’ambiente, la gestione della fauna selvatica (orsi e lupi), e altro.

 “Per Toutatis!”: come direbbe Asterix. 

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