Organizzato dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dall’ Associazione culturale Apertamente, con la collaborazione di èStoria, si terrà, domenica 18 febbraio alle 11, presso la sala del Consiglio comunale di Gradisca d’Isonzo, un incontro nella ricorrenza del Giorno del Ricordo.
Ospite dell’iniziativa sarà il prof. Andrea Zannini che tratterà La complessa vicenda del confine orientale e l’esodo giuliano dalmata; porterà il saluto la Sindaca Linda Tomasinsig mentre l’introduzione sarà a cura di Giulia Castellan, vice presidente di Apertamente. Le letture saranno affidate a Cinzia Benussi.
L’incontro si avvarrà anche del sostegno della Fondazione Roberto Visintin.

La legge istitutiva n.92 del 30 marzo 2004, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 13 aprile 2002, n.86 prevede infattiche sia “ altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero».
Nel marzo 2004, con un voto pressoché unanime, il Parlamento ha approvato l’istituzione della giornata del ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, fissando la data al 10 febbraio, giorno in cui nel 1947 è stato firmato il Trattato di pace che ha assegnato l’Istria, Fiume e le isole quarnerine alla Jugoslavia.
Da allora il tema è stato sdoganato e ha smesso di essere politicamente “indicibile”, ma non per questo si è trasformato in coscienza nazionale condivisa: molti continuano ad ignorarne il significato, non manca qualche irriducibile del negazionismo che ne contesta l’esistenza e chi lo ha usato e lo usa come strumento di propaganda politica.
In realtà, la vicenda e la sua rimozione è uno spaccato della storia d’Italia, che evidenzia le sue contraddizioni e ipocrisie intellettuali e politiche.
Associazione culturale Apertamente