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Henry Kissinger: una storia lunga un secolo.

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di Cosimo Risi del 30/11/2023

Molte vite in una. Quella di Henry Kissinger è la sintesi della storia del Novecento, benché egli sia mancato nel Duemila alla veneranda età di un secolo. Attivo fino all’ultimo, di lui ricordiamo il recente viaggio in Cina. A Pechino viene accolto con tutti gli onori ed ai massimi livelli, anche da chi, all’epoca della sua prima missione nei Settanta, aveva incarichi periferici.

La sua fu la missione del disgelo fra Stati Uniti e Repubblica Popolare. La costruzione del mito del Grande Diplomatico anche per gli avversari politici ed i critici della prima ora. I suoi libri sono manuali di ars diplomatica , al pari delle gesta di Charles-Maurice de Talleyrand, il predecessore cui probabilmente amava rassomigliare.

Era un ebreo tedesco, fuggito dalla Germania per le persecuzioni razziali, un destino comune ad altri illustri connazionali, si pensi ad Albert Einstein rifugiato a Princeton. E già questo spiega l’impoverimento culturale dell’Europa a favore degli Stati Uniti.

Il suo periodo d’oro coincide con gli incarichi nell’Amministrazione di Washington. Prima Consigliere per la sicurezza nazionale e poi Segretario di Stato. In quanto nato fuori dagli USA, non poté candidarsi alla presidenza, malgrado l’immensa popolarità dovuta al Nobel per la pace. L’origine tedesca si tradiva dalla durezza del suo inglese. In Germania e in Israele amava ritrovare i segni del tempo. Sua fu la mediazione che portò alla pace fra Egitto e Israele.

Irridente verso i deboli, rispettoso dei forti. Suona come epitaffio alle nostre ambizioni quanto scrive a proposito dei dirigenti italiani. Nel migliore dei casi:  involuti e noiosi. Dell’Unione europea non riusciva a trovare il numero di telefono. Soggetti senza lo spessore internazionale che consenta loro di contare sulla scena mondiale.

Gli interlocutori sono altrove: nella ritrovata Cina e nella sempiterna Unione Sovietica-Russia. Sulla Russia di Putin le sue dichiarazioni hanno fatto rumore. Non che giustificasse l’aggressione all’Ucraina, valutava i rapporti di forza sul campo ed i precedenti. Ambiguo era riguardo alla promessa americana di non allargare la NATO oltre i limiti naturali.

Una recente ricostruzione tende a scagionarlo dall’accusa di aver ordito il colpo di stato contro Salvador Allende in Cile. La vicenda rimane fra le pagine buie della sua gestione.

Ha scritto fiumi di libri, alcuni perspicui, altri meno. Di recente ho recensito il suo Ordine mondiale, il libro del 2014 ripubblicato in Italia nel 2023 a commento predittivo dei fatti che insanguinano l’Europa Orientale e il Medio Oriente. A proposito dell’assegnazione di Expo a Riad si leggano le pagine sul Regno di Arabia Saudita prima dell’avvento del Principe Mohammed bin Salman.

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