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Harvey Milk, attivista fino in fondo

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di Caterina Falchi del 1/11/2022

E’ inutile negare che le vicende politiche degli ultimi mesi hanno fatto vacillare pericolosamente le certezze relative al rispetto dei diritti civili che rendono un paese aperto, democratico, attento e rispettoso delle diversità.

Ricollegandomi all’articolo del mese di agosto, oggi voglio parlarvi di un film del 2008.

Il film si intitola “Milk” e ha come protagonista un favoloso Sean Penn che per questa sua magistrale interpretazione vinse l’Oscar nel 2009.

Il film narra la vita di Harvey Milk, omosessuale americano che negli anni 70 divenne il simbolo della lotta per i diritti civili della comunità gay in un’America chiusa e ostile nel confronti di una sessualità diversa.

Harvey Milk, fu un leader visionario dei diritti civili e umani e  nel 1977 diventò uno dei primi funzionari apertamente omosessuali eletti negli Stati Uniti.

La sua proclamazione impenitente e autentica ad una carica pubblica diede una grande speranza a lesbiche, gay, bisessuali e transgender in un momento in cui la comunità stava incontrando ostilità e discriminazioni di ogni tipo.

Milk nacque nel 1930 a Woodmere, New York da una famiglia ebrea di origine lituana.

Dopo la laurea si arruolò in Marina e si dedicò all’attività subacquea ma nel 1955 si dovette dimettere dopo essere stato ufficialmente interrogato sul suo orientamento sessuale.

Terminata l’esperienza militare entrò nel mondo del lavoro civile e in pochi anni collezionò diverse esperienze lavorative prima di trasferirsi a San Francisco nel 1972 dove aprì un negozio di macchine fotografiche in Castro Street.

Castro Street si trovava nel cuore della nascente e sempre più frenetica comunità gay di San Francisco.

Già dalla fine della seconda guerra mondiale, San Francisco era diventata la casa di moltissimi omosessuali che avevano dovuto lasciare l’esercito a causa del loro orientamento sessuale e che avevano preferito non fare ritorno a casa per non far fronte all’ostracismo al quale sarebbero stati costretti.

Milk ben presto diventò il principale portavoce politico della vivace comunità gay di Castro, lottando contro soprusi e discriminazioni.

Con altri imprenditori e a seguito di una vicenda che vide protagonista una coppia gay alla quale si volle impedire l’apertura di un’attività, riuscì a fondare la Castro Village Association, la prima nella nazione a organizzare attività prevalentemente LGBT.

Nel  1974 organizzò la Castro Street Fair per attirare più clienti nelle attività commerciali della zona.

Il suo successo rese la Castro Village Association un’efficace base di potere per i commercianti gay e divenne il primo e innovativo progetto per altre comunità LGBT negli Stati Uniti.

Il suo caro amico e alleato sindaco George Moscone, lo nominò membro del Board of Permit Appeals della città, facendo di Milk il primo commissario cittadino apertamente gay negli Stati Uniti.

Dopo una campagna elettorale frenetica e innovativa venne nominato supervisore della contea di San Francisco il 9 gennaio 1978, una vittoria importante e simbolica per la comunità LGBT e un trionfo personale per Milk.

Il suo ambizioso programma di riforma includeva la protezione dei diritti degli omosessuali(avrebbe sponsorizzato in seguito un importante disegno di legge contro la discriminazione) così come la creazione di asili nido per le madri lavoratrici, la conversione delle strutture militari della città in alloggi a basso costo,riforme fiscali innovative.

Si adoperò per migliorare i servizi per Castro come i servizi bibliotecari e la polizia di prossimità. Inoltre, riuscì ad influenzare questioni statali e nazionali di interesse per le persone LGBT, per le donne, le minoranze razziali e altre comunità emarginate.

Si occupò di quella che era la Proposition 6 (o Briggs Initiative), che avrebbe imposto il licenziamento degli insegnanti gay nelle scuole pubbliche dello stato. Con una forte ed efficace opposizione da parte di Milk e altri attivisti, la Proposition 6 non venne approvata in un momento in cui altri attacchi politici contro i gay venivano condotti con successo negli Stati Uniti.

Milk era un leader, era un comunicatore, era un attivista con la a maiuscola.

“Per i gay, non conquisteremo i nostri diritti rimanendo in silenzio nei nostri armadi.

…Stiamo uscendo per combattere le bugie, i miti, le distorsioni. Stiamo uscendo per dire la verità sui gay, perché sono stanco della cospirazione del silenzio, quindi ne parlerò. E voglio che tu ne parli.

Devi uscire”.

Grazie alle sue qualità aprì la strada alla costruzione di coalizioni tra diversi gruppi sociali,  donne, asiatici, ispanici, disabili.

Il 27 novembre 1978 Milk venne assassinato insieme al sindaco Moscone.

Quella notte migliaia di persone si riunirono spontaneamente in Castro Street e marciarono verso il municipio in una silenziosa veglia a lume di candela riconosciuta come una delle risposte più eloquenti  di una comunità di fronte alla violenza.

Al tempo Milk riceveva quotidianamente minacce di morte ed era consapevole della probabilità che potesse essere assassinato.

Il suo assassino venne condannato a meno di otto anni di prigione e il 21 maggio 1979, il giorno prima di quello che sarebbe stato il 49° compleanno di Milk, la notizia di questa blanda condanna diede il via ad una serie di rivolte conosciute come The White Night Riots.

Cittadini infuriati presero d’assalto il municipio e file di auto della polizia vennero date alle fiamme.

La città subì danni alle proprietà e gli agenti di polizia reagirono facendo irruzione nel Castro, vandalizzando le imprese gay e picchiando le persone per strada.

Fino ad oggi diverse scuole pubbliche sono state intitolate a Milk negli Stati Uniti, la Harvey Milk High School a New York City e la scuola elementare nel suo vecchio quartiere di Castro.

A San Francisco, un edificio federale presso il Job Corps Center e’ stato intitolato a Milk, insieme ad un centro ricreativo pubblico, una filiale della biblioteca pubblica e una piazza.

Una targa commemorativa recita: “La sua vita è fonte di ispirazione per tutte le persone impegnate per le pari opportunità e la fine del bigottismo”.

Nel 2012 la città di San Diego in California, ha intitolato a Milk  la strada che conduce alle porte del centro LGBT e la città di Long Beach, in California, ha dedicato l’Harvey Milk Oceanside Promenade and Park.

Milk è arrivato anche nel nostro paese, il centro della comunità gay nella città di Verona prende il nome da Milk (https://www.pianetamilk.it/)

Harvey è stato incluso nell’elenco della rivista Time delle “100 persone più importanti del 20° secolo”.

Una statua di Milk è stata inaugurata nella rotonda centrale del municipio di San Francisco nel 2008.

Il 12 agosto 2009, il nipote di Harvey, Stuart Milk, ha accettato la medaglia della libertà assegnata postuma dal presidente Barack Obama, che ha elogiato il “coraggio visionario e la convinzione nella lotta alla discriminazione”.

Il Harvey Milk day viene celebrato il 22 maggio di ogni anno.

Harvey Milk credeva che il governo dovesse rappresentare gli individui e assicurare l’uguaglianza a tutti i cittadini fornendo al contempo i servizi necessari.

Ha parlato a favore della partecipazione delle persone LGBT e di altre minoranze al processo politico.

Più le persone gay uscivano allo scoperto, credeva, più le loro famiglie e i loro amici avrebbero sostenuto le protezioni per i loro pari diritti.

Negli anni successivi all’assassinio di Milk, l’opinione pubblica iniziò a pronunciarsi sui matrimoni omosessuali, sulla presenza degli omosessuali nell’esercito, e centinaia di funzionari pubblici si sono apertamente dichiarati omosessuali in America.

Il lavoro però non è finito, l’attenzione deve sempre rimanere alta.

La Harvey Milk Foundation, fondata dal nipote Stuart Milk  è impegnata a realizzare la sua visione di uguaglianza e autenticità per tutti, ovunque.

Concludo lasciandovi un link al discorso più famoso di Harvey Milk, Il Discorso della Speranza (The Speech of Hope – 1978) che riassume in sé tutto ciò che Milk era e tutto ciò che Milk voleva trasmettere,

Parole potenti, parole intense da assaporare con lentezza e per credere ancora in una speranza per il futuro.

Parole potenti che ci fanno capire quanto l’attivismo sia importante e fondamentale per tenere viva una comunità.

https://www.mfa.org/exhibitions/amalia-pica/transcript-harvey-milks-the-hope-speech#:~:text=Hope%20for%20a%20better%20world,%2Des%22%20will%20give%20up.

Qui la versione italiana:

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org