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Le favole della transizione ecologica e dell’economia circolare

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di Fabio Balocco da pro-natura.it

Questa storia della transizione ecologica e dell’economia circolare più che una storia pare una favola adatta ad essere raccontata ai bimbi.

Transizione ecologica. A tacere del fatto che potrebbe essere tardi per correre ai ripari, e cioè per bloccare l’aumento delle temperature globali (basta guardare l’ultimo rapporto dell’IPCC),

https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2013/10/v-rapporto-sul-clima-ipcc-l2019uomo-responsabile-al-95-del-cambiamento-climatico

ma poi come si opera fattivamente per superare l’economia dei combustibili fossili? Ed è questo realistico? Partiamo, a caso, dagli impianti solari che, in assenza di una normativa al riguardo, in Italia in particolare vengono piazzati a terra su terreni agricoli o vergini. Quindi, a fronte di una produzione di energia elettrica pulita (ma lo è poi davvero?), abbiamo un consumo secco di suolo. Una contraddizione in termini. Si guardi alla Tuscia, in quella regione Lazio che, come diceva argutamente Andrea Scanzi, è guidata dal cognato della moglie del commissario Montalbano. La provincia di Viterbo detiene già il triste primato di maggior consumo di suolo per abitante grazie al fotovoltaico, e 51 progetti di nuovi campi sono previsti per una superficie complessiva di 2100 ettari di terreni agricoli e boschi.

Il Tar Lazio dà il via libera agli impianti fotovoltaici di Tuscania, Montalto di Castro e Canino

Sarebbe questa la transizione ecologica? Discorso del tutto simile per la Puglia, ma gli impianti a terra crescono come funghi in ogni regione. È quello che Stefano Deliperi, del Gruppo di Intervento Giuridico, definisce “un Far West”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/25/regione-lazio-da-il-via-libera-a-686-ettari-di-impianti-fotovoltaici-nel-viterbese-mibact-sindaci-e-ambientalisti-suicidio-ambientale/5969156/

Ma, a parte questa contraddizione in termini, quella che viene prodotta è davvero energia pulita? Per capirlo dovremmo risalire a monte e andare a vedere come si realizzano i pannelli fotovoltaici, le pale eoliche, e anche le batterie delle auto elettriche, e i microchip di cellulari e p.c. Ci accorgeremmo che è in atto in tutto il mondo una corsa all’accaparramento di nuovi metalli, con effetti spesso devastanti per l’ambiente. Un’inchiesta approfondita riguardante lo sfruttamento di terre rare, metalli rari, litio è stata condotta da Guillaume Pitron nel suo illuminante libro “La guerra dei metalli rari”,

La guerra dei metalli rari

che sarebbe forse da aggiornare alla luce di quello che ora accadrà in Afghanistan, che appunto di litio e terre rare ha ampi giacimenti.

https://www.trend-online.com/tecnologia/tessoro-afghanistan-minerali/

La morale è che per produrre l’energia pulita, per viaggiare, per connetterci, per fare smart working, si devono estrarre in tutto il mondo grandi quantità di minerali. E il riciclo è un’utopia.

Economia circolare. È nel sito del Ministero della Transizione Ecologica che troviamo la definizione: “Il concetto di economia circolare risponde al desiderio di crescita sostenibile, nel quadro della pressione crescente a cui produzione e consumi sottopongono le risorse mondiali e l’ambiente. Finora l’economia ha funzionato con un modello “produzione-consumo-smaltimento”, modello lineare dove ogni prodotto è inesorabilmente destinato ad arrivare a “fine vita”… La transizione verso un’economia circolare sposta l’attenzione sul riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti. Quel che normalmente si considerava come “rifiuto” può essere trasformato in una risorsa.”

https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/economia_circolare/ce_economia_circolare_depliant.pdf

Già il fatto che l’economia circolare sia legata all’ossimoro della crescita sostenibile ne decreta l’impraticabilità. Ma poi – non sono un fisico – ma mi sento di affermare che una circolarità perfetta è impossibile in quanto cozza contro il secondo principio della termodinamica.

https://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/fisica/Calore-e-termodinamica/La-termodinamica/L-entropia.html

Ma poi ancora, parliamo in concreto: un’economia che vuole limitare al massimo gli sprechi è un’economia che contrasta gli allevamenti di animali cosiddetti “da reddito”, dove gli sprechi sono più evidenti. È un’economia che mira a sostenere solo ed esclusivamente l’agricoltura estensiva e non già quella intensiva. È un’economia che non si fa promotrice essa stessa di sprechi, come in Italia è il foraggiamento di grandi opere. Insomma, mentono sapendo di mentire i politici a qualsivoglia livello.

E veniamo infine, ma non in ordine di importanza, ad un elemento che vede connettersi le due panzane della transizione ecologica e dell’economia circolare. Davvero si può pensare di non estrarre più petrolio? E tutta la plastica che si continua a produrre ed anzi si produce ancor di più con la pandemia, plastica non riciclabile e che tra l’altro ci salva la vita?

https://www.scienzainrete.it/articolo/pandemia-di-plastica/camilla-tuccillo/2021-02-01

Senza contare comunque che il riciclo, della plastica in particolare, non è infinito e comunque le microplastiche non le puoi certo riciclare. Notizia ANSA: “Sui parchi nazionali e le aree naturalistiche protette dell’Ovest degli Stati Uniti piovono letteralmente più di mille tonnellate di microplastiche all’anno, l’equivalente di 123 milioni di bottiglie.” Io dice sempre che nella nostra epoca, il realismo non lascia neanche più spazio al pessimismo.

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