di Massimo Schiavo del 21/8/2021
Un’infrastruttura per la Città Mandamento.
1. Il quadro di riferimento
Il sistema della mobilità del territorio monfalconese è, come sicuramente noto, particolarmente articolato e comprende vari sottosistemi e nodi: la mobilità locale, quella autostradale e ferroviaria, due importanti zone industriali, il porto e l’aeroporto.
Da sempre la mobilità urbana è stata aggravata dalla sovrapposizione e dalla compenetrazione di diverse tipologie di spostamenti: da e verso le residenze ed i servizi urbani e da e verso le attività produttive.
È soprattutto per questi motivi che a partire dal Piano Generale del Traffico Urbano di Monfalcone del 2003/2004 (che si occupava soprattutto della parte centrale della città) l’amministrazione condotta da Gianfranco Pizzolitto, ritenendo che non fosse possibile dare risposta ad alcuni di questi problemi a scala essenzialmente urbana, ha voluto avviare un percorso con le amministrazioni contermini che inquadrava in un unico ragionamento le questioni della mobilità territoriale, intesa come mobilità di area vasta.
Nel 2005, sfruttando i finanziamenti derivati dalla cosiddetta “carbon tax”, i comuni di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano decidevano di comune accordo di redigere un Piano del Traffico Intercomunale. L’incarico, dopo un serrato confronto, veniva affidato allo studio Honsell-Catalano di Udine.
In sede di accordi per la redazione del Piano del Traffico Intercomunale, con la precisa consapevolezza che le questioni più rilevanti andassero affrontate a scala “comprensoriale” si chiedeva ai progettisti di analizzare in parallelo, ma con particolare attenzione, il sistema della mobilità dell’intero Monfalconese, ovvero di quella porzione di territorio racchiuso tra il fiume Isonzo, le colline carsiche ed il litorale.
Già nel maggio 2006 lo studio incaricato consegnava il suo lavoro, denominato “Programma di interventi sulla viabilità dei comuni della Città Mandamento”.
L’elaborato prodotto dai progettisti comprendeva opere già finanziate, come il progetto per la risistemazione di via Grado (nel Comune di Monfalcone) e la bretella di collegamento tra la rotatoria dell’aeroporto e via Grado che costituivano sicuramente i primi importantissimi elementi per una rivisitazione complessiva del sistema viabilistico. Ciò che mancava era forse una “visione” organica della complessità delle connessioni che gravavano sul nostro territorio. Va ancora rammentato come fosse già assai concreta la previsione di realizzare il nuovo scalo ferroviario in prossimità dell’Aeroporto con le aree di sosta ed i sistemi di movimentazione dei passeggeri.
2. Il “programma” mandamentale
Nello studio, come rammentavamo, venivano finalmente individuate alcune rilevanti debolezze della rete viabilistica mandamentale e, soprattutto, si fornivano importanti indicazioni per affrontarle. Tra gli elementi di maggiore criticità vi erano sicuramente l’asse delle vie Boito e Colombo a Monfalcone, il ponte di Sagrado e quello di Pieris.
Con tutta probabilità il suggerimento più rilevante, e che rappresentava la maggiore novità, era quello di mettere in connessione i due accessi autostradali al nostro territorio (il casello di Redipuglia e quello del Lisert).
L’idea fondamentale delineata dall’ing. Honsell era quella di migliorare, con un nuovo sistema di rotatorie e l’eliminazione totale dei semafori, tutto il percorso che andava dalla costruenda rotatoria di Bistrigna fino al porticciolo Nazario Sauro e poi da questo fino al casello del Lisert.
L’insieme delle operazioni venne presto battezzato col nome di “circonvallazione Sud”, anche se con la storica idea di circonvallazione come viabilità esterna ad un nucleo urbano e ad alto scorrimento, forse non aveva grandi attinenze.
Per consentire poi un coretto collegamento anche delle attività della Zona Industriale Schiavetti Brancolo con l’autostrada si delineava la necessità di realizzare una bretella di collegamento tra via dell’Agraria e via dei Canneti, bretella che avrebbe anche consentito la prosecuzione verso via Grado ed in una fase successiva, attraversando la zona artigianale di Staranzano, verso la nuova rotatoria di Bistrigna.
Con la realizzazione di questa “bretella” si intendeva canalizzare la mobilità pesante da e verso le zone industriali Schiavetti Brancolo e Storica (comprendendo ovviamente la zona artigianale di Staranzano) su percorsi che non coincidessero necessariamente con quella dedicata alla residenza ed alle aree del litorale.
Sulla base del lavoro di Honsell i sindaci dei comuni del Mandamento avviavano una serie incontri con la Regione FVG, in particolare con l’allora assessore Sonego, per ribadire l’importanza strategica delle opere in questione e, soprattutto, l’interesse regionale che queste rivestivano, considerando anche la valenza territoriale delle attività produttive e le infrastrutture di trasporto presenti.
3. Piano operativo regionale del 2006
L’esito di questo dialogo fu l’inserimento di parti di questo progetto nella delibera n° 919 della Giunta Regionale del 5/5/2006. Con questo provvedimento la Giunta approvava il “Piano operativo regionale 2006. Capitoli 3670, 3671 e 3700. Programmazione regionale (€ 89.232.000,00)”. Finalmente tra le previsioni si ipotizzava una delegazione amministrativa ad Autovie Venete, di importo pari ad € 8.700.000, per la sistemazione della SP 19, SS 14 ed SS 305 nei comuni di Monfalcone e Ronchi dei Legionari per l’anno 2008. In realtà, come vedremo più avanti, le cose presero una direzione sensibilmente diversa.
4. La nascita di FVG Strade
Nel 2007, per volontà della Giunta Illy, la Regione FVG costituisce la Società Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A., in forza del combinato disposto di cui all’articolo 4 comma 87 della Legge Regionale 22 del 20 agosto 2007 e dell’articolo 63 della Legge Regionale n° 23 del 20 agosto 2007.
Nello stesso anno la Giunta Regionale riorganizza i finanziamenti suddividendo le opere “per competenza” e stipula con la Provincia di Gorizia ed i comuni di Città Mandamento un protocollo d’intesa a parziale modifica della precedente delibera 919/2006, confermando nella sostanza sia le opere che i finanziamenti (anche se in parte saranno attribuiti alla Provincia di Gorizia)
Nel febbraio del 2008, con delibera 361 la Giunta Regionale approva il “Programma di interventi di viabilità stradale e ferroviaria 2009-2012” con cui si affidano in delegazione amministrativa intersoggettiva “€ 6.000.000,00 alla S.p.A. Friuli Venezia Giulia Strade per il completamento della circonvallazione di Monfalcone e la sistemazioni di viabilità nell’area della Città Mandamento”.
Nell’aprile del 2008 alle elezioni regionali il centrosinistra viene sconfitto, Renzo Tondo viene eletto alla Presidenza e nomina Riccardo Riccardi assessore alla “Pianificazione Territoriale, Energia, Mobilità ed Infrastrutture di Trasporto” ed il percorso verso la realizzazione delle opere subisce un rallentamento.
Dopo i primi necessari contatti con la nuova Giunta Regionale, non essendo state perfezionate tutte le pratiche, sembrava che i finanziamenti potessero essere messi in forte difficoltà: molteplici e non sempre facili furono i contatti da parte di molti soggetti del nostro territorio con la Regione per evitare che l’intera operazione potesse interrompersi. Anche forze dell’opposizione locale (ma di maggioranza in Regione) si spesero per la realizzazione del progetto, valutando positivamente l’insieme degli interventi.
Il 21 ottobre del 2008 la Giunta Tondo modifica il vecchio programma di Sonego e, con la delibera 2155, affida in “delegazione amministrativa” alla recentemente costituita Società FVG Strade le opere per la “sistemazione SP 19, SS 14 e SS 305 nei comuni di Monfalcone e Ronchi d.L.” per € 7.600.000, di cui € 1.300.000 sul capitolo 3700 ed € 6.300.000 sul capitolo 3761
Nel gennaio 2009 il Presidente di FVG Strade (Polli) relaziona sullo stato della società e sui programmi futuri in IV Commissione del Consiglio Regionale, ed individua tra le opere di rilievo anche la “sistemazione SP 19, ss 14 e ss 56 nei comuni di Monfalcone e Ronchi dei Legionari”.
Era l’attesa conferma che le opere sarebbero state (prima o poi) realizzate.
Il decreto per la delegazione amministrativa è fu emanato appena il 3 dicembre del 2009 e successivamente FVG Strade affidò gli incarichi per la progettazione preliminare.
5. I progetti preliminari e le varianti
Tra il 2010 ed il 2011 il Consiglio Comunale di Monfalcone approvava tutte le delibere di Variante Urbanistica sulla base delle progettazioni preliminari presentate dagli studi incaricati da FVG Strade.
6. Lo stallo
Purtroppo, nonostante l’atteggiamento apparentemente costruttivo della Giunta Tondo, FVG Strade in quegli anni non sembrava intenzionata a prodigarsi per imporre un forte impulso alle opere del mandamento, si dovette attendere il 2013 e le nuove elezioni regionali per poter riavviare il processo.
La prima opera realizzata, anche se non faceva strettamente parte della circonvallazione Sud, è stata la rotatoria di via Galvani, che andava a completare il sistema viabilistico del polo ospedaliero, migliorando l’accesso alle aree di sosta e, soprattutto, al Pronto Soccorso.
La Giunta comunale guidata da Altran riuscì ad inaugurare, visti gli ostacoli frapposti, solo alcune delle opere previste: la rotatoria di via Portorosega, quella di via Timavo ed il sistema di connessione tra via Valentinis e la viabilità per Trieste.
Già con queste opere venivano però completamente eliminate le intersezioni a raso semaforizzate, alleggerendo in maniera drastica i tempi di percorrenza e le lunghe attese.
Il progetto della rotatoria di connessione con via Romana fu inaugurato soltanto dall’amministrazione successiva. Stessa sorte toccò alla cosiddetta bretella di via dei Canneti – Agraria, che avrebbe eliminato il traffico pesante da Panzano, e di cui l’attuale Giunta Comunale si è fatta ripetutamente vanto, aperta al pubblico nel 2018.
Questo racconto, lungo ed articolato, intende soprattutto sottolineare quanto faticosi possano essere i processi per realizzare opere pubbliche di un certo rilievo. Ma vuole essere anche un appello, rivolto a chi si occupa di territorio, a non demonizzare e disprezzare con facilità il lavoro degli anni passati.
7. Lo scempio
A questo proposito voglio ricordare due importanti recenti episodi.
Il primo è quello della realizzazione della rotatoria di accesso al supermercato Lidl ed alla contestuale eliminazione dello spartitraffico su via Boito.
Il secondo quello della progettata gradonata sul porticciolo Nazario Sauro e la contestuale realizzazione della rotatoria di viale San Marco.
I due episodi vanno inseriti nello stesso contesto di scarsa capacità amministrativa, poca competenza tecnica e totale autoreferenzialità di chi guida oggi la città.
Nel 2016, il progetto della rotatoria del porticciolo era già, come abbiamo visto, da parecchio tempo finanziato, la variante urbanistica adottata ed approvata e contestualmente anche la progettazione preliminare. Prevedeva una grande rotatoria, due percorsi ciclopedonali: uno dal centro verso Panzano ed uno verso il porticciolo. Un grande foro centrale doveva contribuire ad arieggiare e ad illuminare i percorsi sotterranei. Un cavo interrato dell’alta tensione sotto la sede stradale rendeva però necessario un progetto con Terna, ma soprattutto la capacità di affrontare una faticosa battaglia forse anche legale. Senza la rimozione del cavo però il passaggio ciclopedonale verso il porticciolo sarebbe stato definitivamente eliminato, rendendo sì assai più semplice il percorso amministrativo, cancellando però definitivamente la possibilità di un collegamento diretto tra il centro città, Viale San Marco, ed il porticciolo Nazario Sauro.
Va rammentato che gli attraversamenti ciclabili e pedonali in prossimità delle rotatorie sono sempre assai problematici, e da questo punto di vista la gradonata verso il canale prevista dal faraonico progetto dell’attuale Giunta (definita pomposamente: Punto più a Nord del Mediterraneo) sarà facilmente raggiungibile da Panzano ma non dal centro di Monfalcone. E questo per sempre!
Ovviamente si è preferito far passare cinque anni inutilmente, affrettarsi a progettare faticosissime pubbliche e non risolvere il problema degli accessi.
Insomma l’attuale Giunta monfalconese è riuscita a devastare questo progetto ed a compromettere definitivamente la possibilità di raggiungere in sicurezza la testata del Canale Valentinis eliminando il relativo percorso
All’insegna del “chi sa fa”, invece di proseguire il faticoso percorso amministrativo per spostare il cavo dell’alta tensione sotterraneo, si è preferito nascondere la questione con estrema superficialità.
Ma, come ormai sanno tutti gli automobilisti che transitano verso Trieste, questo non è l’unico scempio compiuto da amministratori superficiali nei confronti di un’opera intercomunale, faticosa e complicata da realizzare come la Circonvallazione Sud. Non contenti dei ritardi nella realizzazione dell’opera fondamentale non hanno esitato ad assestare un altro duro colpo alla viabilità: hanno fatto realizzare agli imprenditori di Lidl Italia (come opera di compensazione a corredo dell’ampliamento dell’attività commerciale) una minuscola rotatoria, utile sì a chi entra nel negozio ma assai problematica per tutti i mezzi diretti al capoluogo regionale, ed in particolare per i mezzi per il trasporto di persone e tutte le tipologie di mezzi di soccorso.