apertamente_logoapertamente_logoapertamente_logoapertamente_logo
  • Home
  • Statuto
  • Persone
  • Scrivono per noi
  • Attività
  • Premio Roberto Visintin
  • Contatti

Giudicare per non essere giudicato

Categories
  • Italia
Tags

di Davide Strukelj del 25/9/2020

Tommaso Maria Mamachi fu professore, prefetto e maestro di teologia. A lui dobbiamo, tra le altre cose, un interessante scritto sui diritti della Chiesa pubblicato nel 1766. Si tratta di 5 volumi piuttosto densi nei quali troviamo anche una preziosa interpretazione del famoso proverbio di Atenagora di Atene, anche noto come “meretrix pudicam”.

Scrive il Mamachi “La donna di mal affare mette, come dir si suole, le mani avanti, e prima che sia rimproverata la dissoluta sua vita, taccia la casta di laidezza; onde vien il proverbio greco la meretrice alla pudica”.

Atenagora, apologista cristiano nato intorno al 100 dopo Cristo e greco di nascita proprio come il Mamachi, si rifaceva naturalmente alla nota parabola del Vangelo di Matteo, meglio conosciuta come la parabola della pagliuzza e della trave. Dice Gesù “non giudicare per non essere giudicato… ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.

Il significato della parabola è più che noto, e non necessità di ulteriori spiegazioni. Se non fosse per una sottigliezza che non può lasciare indifferenti.

Si tratta di un problema di consecutio temporum, insomma di uno di quegli argomenti che ha riempito le ore degli studenti di latino.

Infatti, solo una visione semplicistica del precetto, in entrambe le sue formulazioni, può vedere una mera valutazione del presente, ma così non è.

La meretrice ben conosce la purezza conclamata della “casta”, qualità già dimostrata e nota, tanto da necessitare, per confutarla, di una esplicita e pubblica accusa di “laidezza”. D’altro canto la stessa “donna di mal affare”, ben conoscendo il suo passato e ciò che sarà il suo futuro, per evitare il rimprovero (che potrebbe arrivare un domani) non esita a distogliere l’attenzione accusando l’altra preventivamente.

Parallelamente, chi rimarca la pagliuzza nell’occhio del suo fratello è più che consapevole del trave nel proprio. Ed è altrettanto consapevole che quel trave rimarrà nel suo occhio a lungo. Per questo necessità di criticare ciò che è stato il passato dell’altro.

Quale è dunque lo scopo di chi esamina al microscopio l’altrui passata attività per cercare un (anche solo ipotetico e magari ininfluente) errore, quando comprende l’evidente pochezza del suo stesso operato? Il Vangelo di Matteo ce lo spiega molto bene: serve a “giudicare per non essere giudicato”.

Atenagora è stato più “colorito” di San Matteo, indubbiamente. Forse perché, uscendo dalla metafora del falegname che certamente Gesù conosceva bene, ha posto l’attenzione sulla qualità morale, merce rara e preziosa, valida in ogni campo dell’agire umano e particolarmente nella gestione della cosa comune.

Se vuoi evitare di essere giudicato ora e in futuro, giudica il tuo prossimo, possibilmente denigrando le qualità che egli possiede e di cui tu sei carente. È così che la meretrice ha salva la sua reputazione. Parola di Atenagora, apologista cristiano.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org