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Nonturismo a Ussita (Marche)

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Di Andrea Bellavite del 30/7/2020

Una viandante giunge ad Aiello, prima tappa dell’Iter aquileiense, bell’itinerario di dieci giorni a piedi, da Aquileia al Monte Lussari. Conosce chi scrive queste note e dopo qualche mese lo invita ad Ancona, a parlare, in un affollato e avvincente festival, della bellezza del camminare. A cena gli viene presentata l’esperienza della costruzione collettiva di guide nonturistiche, iniziata un paio d’anni prima. Al suo entusiasmo risponde la delusione di non aver ancora trovato un editore coraggioso, pronto ad affrontare la sfida di dare pubblica concretezza a tale operazione. Ci si mette in moto e la strada si spiana, c’è chi accoglie la proposta a braccia aperte. E così, il 18 luglio 2020, in una piazza assolata tra le montagne nel cuore degli Appennini, al confine tra Marche e Umbria, il libro esce e nello stesso tempo prende avvio l’avventura del “nonturismo”.

Cosa è il nonturismo?

E’ un’idea che è diventata concretezza, grazie all’incontro efficace fra Sineglossa creative ground, C.A.S.A (Cosa Accade Se Abitiamo) ed Ediciclo. La prima è un’esperienza di co-working, con sede ad Ancona, un gruppo di lavoro che sostiene e consente la realizzazione di efficaci situazioni di lavoro condiviso, in ogni parte d’Italia. Il secondo è l’acronimo che identifica una comunità di persone che vive nel territorio del Comune di Ussita, un agglomerato di frazioni sparse sulle pendici dei Monti Sibillini. Ediciclo è una nota casa editrice di Portogruaro, specializzata soprattutto, ma non solo, in proposte di itinerari o riflessioni riguardanti i percorsi in bicicletta o i cammini a piedi.

Per una serie di fortuiti incontri, il rapporto fra queste diverse realtà si è concretizzato recentemente nella pubblicazione di una guida, la seconda della specifica collana, resa possibile appunto da Ediciclo. Il nonturismo ha alcune caratteristiche che vale la pena di sottolineare, alcune riguardanti il territorio ospitante, altre connesse con le esigenze dei visitatori.

Dal primo punto di vista, risulta indispensabile una capacità di lettura del proprio ambiente da parte dei residenti e di altri che desiderano dare una mano per favorire la socializzazione e l’espressione dei diversi punti di vista. Nel caso in questione, la guida Ussita, Monti Sibillini. Deviazioni inedite raccontate dagli abitanti, è il frutto di un lavoro durato due anni, nel corso dei quali bambini, giovani e anziani, si sono confrontati sul passato, sul presente e sul futuro della loro zona. Si è trattato di un’attività particolarmente coinvolgente e importante, anche perché Ussita fa parte della zona terremotata delle Marche. Dagli eventi sismici del 2016 le realtà locali hanno sofferto molto, sia per la lentezza della ricostruzione che ovunque evidenzia ritardi e permanenza di sofferenze di ogni tipo, sia per il blocco di tutte le attività precedentemente ordinarie, in particolare il turismo invernale sulle belle stazioni sciistiche dei Sibillini ed estivo, alla ricerca della bellezza dei paesaggi e della bontà della gastronomia locale. Incontrarsi ogni settimana per due ore, in tutte le stagioni, nell’ottica della decisiva collaborazione tra i professionisti di Sineglossa e l’associazione locale C.a.s.a., ha significato cercare un senso alla tragedia, ma anche trovare una speranza e un’apertura verso il futuro. In questo lungo periodo sono state riscoperte località dimenticate, intervistate persone straordinarie, riaperte vie di accesso alle più alte montagne. Tutto questo lavoro è confluito nella coraggiosa stampa della bellissima guida, con i testi supportati da un’ottima grafica e da disegni illustrativi d’autore. Il libro è anche interattivo, consentendo non solo la lettura ma anche l’ascolto digitalizzato delle più importanti testimonianze.

Dal punto di vista del visitatore, invece, occorre acquisire la mentalità del nonturista che non cerca anzitutto “cosa c’è da vedere”, ma “chi c’è da incontrare”. Può essere un personaggio del passato vissuto in un palazzo nobiliare – nel caso di Ussita per esempio il card. Gasparri, noto per aver sottoscritto i patti lateranensi del 1929 – o un semplice pastore che ha vissuto nell’estrema povertà dei pascoli sotto le cime.  Oppure è un abitante attuale, in grado di accompagnare il gradito e atteso ospite nei siti più significativi, dal punto di vista antropologico, conoscendo le attività lavorative, le proposte artistiche, la naturale poesia dei più piccoli e dei più anziani. E c’è spazio anche per uno slancio verso il futuro, ovvero l’incontro con la speranza degli autori di essere dei pionieri, convinti di poter dimenticare, insieme ai brutti residence resi inagibili e ormai abitati solo dalle tortore, anche una presenza di sciatori o escursionisti non sempre rispettosi – o almeno curiosi – della storia, dei diritti e delle prerogative dei residenti. Chi acquista la guida non si deve aspettare quindi la classica illustrazione dei luoghi ritenuti più significativi dall’autore, ma la relazione profonda con una realtà viva, dove la vicenda dell’Uomo si misura e confronta con la potenza della Natura, individuando modalità sempre nuove per sopravvivere all’isolamento e per fare in modo che esso diventi risorsa di crescita per tutti. L’interattività consiste anche nella capacità d’ascolto e di confronto. Il dialogo che con grande naturalezza si viene a creare consente una reciproca trasmissione di saperi, cosicché dai cammini proposti – si tratti di brevi passeggiate tra le vie dei paesi o dell’innalzarsi con gli esperti del luogo verso la vetta del sovrastante Monte Bove – nasce il miracolo della reciprocità, non soltanto il nuovo arrivato viene invitato a cambiare il proprio atteggiamento di fronte alla vita, ma anche l’ospitante si scopre modificato nella propria essenza dall’esperienza sempre rivoluzionaria dell’autentico incontro.

Per questi motivi la presentazione di un libro nel cuore di montagne bellissime e sconosciute, se non fosse per l’antro della Sibilla o per le lenticchie della meravigliosa piana di Castelluccio di Norcia, diventa un’esperienza interessante anche per chi non ha mai sentito parlare di Ussita e delle sue frazioni. Il testo, frutto di una straordinaria scrittura collettiva, può diventare il modello per tutti i territori, anche per le belle realtà del Friuli-Venezia Giulia dove non mancano certo piccole o grandi località che si potrebbero cimentare nel medesimo sforzo. La scrittura di una guida potrebbe essere l’occasione per creare una nuova forma di coesione sociale, favorire una maggior conoscenza della propria storia e invitare gli amanti dei viaggi – dall’Italia e dall’estero – a diventare nonturisti, affamati di conoscere i misteri della vita individuale e comunitaria e attraverso di essi le bellezze paesaggistiche e artistiche che ogni territorio è in grado di offrire. Forse non sarà necessario prevedere la stampa di qualche decina di migliaia di copie – come ottimisticamente immaginano gli anziani di Ussita – ma di offrire il modo di viaggiare in ogni parte d’Italia e del mondo, anche attraverso l’incontro con l’altro che può verificarsi in una semplice e amena lettura, seguita dall’avvio di una corrispondenza portatrice di nuovi orizzonti e di nuovi obiettivi esistenziali.

Per chi vuole saperne di più: AAVV. Ussita, Monti Sibillini. Deviazioni inedite raccontate dagli abitanti, Ediciclo 2020.

Andrea Bellavite, storieviandanti.blogspot.com

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org