di Paolo Polli del 2/6/2020
Dopo un lungo periodo protetto, quasi di isolamento, necessario per affrontare e,auspicabilmente, fermare il contagio, cerchiamo di ripartire. C’è ancora tanto timore per il futuro, per coloro che devono contare sugli ammortizzatori sociali e sull’assistenza, per l’economia che già prima soffriva, per il lavoro fermo o che manca, per le tante piccole imprese commerciali e artigiane che vivono la drammaticità del momento, per le scuole e le attività culturali ferme e per la nostra vita quotidiana ancora limitata negli spostamenti e negli affetti. Così, in una fase piena di pericoli e difficoltà, torniamo a muoverci all’esterno, con un necessario grande senso di responsabilità e con una fiducia che comunque non deve mancare. Sarà dura, durissima, con un debito enorme cui dovremo mettere mano chiedendo a ognuno di fare la propria parte, con serietà e responsabilità, toccando sacche di privilegio e il male dell’evasione fiscale che va combattuto con tutte le forze a disposizione di uno stato democratico, un fenomeno terribile che, secondo le stime del Ministero delle finanze ruba risorse per oltre cento miliardi di euro all’anno.
Si dovrà evitare che si allarghino le diseguaglianze, invertendo una tendenza che da tempo mina la nostra società e che rischia, nel breve, di creare tensioni pericolosissime.
Si tratterà, dunque, di ripensare il nostro sistema economico, anche radicalmente. Puntare a uno sviluppo basato sulla giustizia sociale, sui servizi, sull’efficienza ma che abbia al centro la persona, il cittadino.
Il governo sta lavorando, bisogna darne atto, nonostante le straordinarie difficoltà e l’Unione europea sta dando, finalmente, qualche segnale di vita con i provvedimenti annunciati.
Ma serve un’altra marcia, servono provvedimenti che modernizzino il paese perchè sappia dare risposte in tempo reale alle necessità di questa enorme crisi che si è aggiunta alla situazione prepandemica già grave. Tutto è tanto difficile in questo paese che soffoca di burocrazia e norme su norme spesso contrastanti fra di loro. Servono sì le risorse ma è necessario che queste arrivino velocemente alle imprese e alle famiglie e che non si fermino dietro alle difficoltà di procedure già difficili da comprendere nella normalità incomprensibili e condannabili nell’eccezionalità del momento.
C’è bisogno che sia ridata la centralità necessaria ai servizi pubblici, a partire da quello sanitario, c’è bisogno, soprattutto, che l’economia sia indirizzata al progresso del Paese e non solo al profitto e al consumo.
Per questo ci vuole di una politica seria e capace, non di beghe inutili e di campagne elettorali permanenti, di soli proclami fatti da politici che messi alla prova abbandonano per primi la nave.
C’è quindi bisogno di una classe dirigente all’altezza, che sappia ascoltare, programmare e studiare e pensi agli interessi collettivi e non solo ai pezzi di società che godono di maggiore ricchezza e privilegi.
Per fare ciò tutti possiamo dare un contributo. La nostra associazione da anni promuove discussioni, approfondimenti, studi e confronti sui temi della buona politica e del governo, come su quelli della cultura in generale. Anche noi abbiamo dovuto rallentare le nostre iniziative, quelle pubbliche, ovviamente, ma abbiamo continuato ad aggiornare il nostro sito che, sempre più seguito da tanti lettori, ha continuato a offrire spunti di riflessione e proposte. Ora stiamo programmando le nostre prossime uscite pubbliche e sarà il nostro contributo a una riflessione profonda che tutti dovremmo fare perché il futuro che abbiamo davanti, pieno di incognite ma ricco di opportunità, non dovrà essere come il nostro passato.