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Gli Italiani nella Resistenza Jugoslava

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di Anna Di Gianantonio del 17/5/2021 – Il 24 maggio alle ore 17.30 presso il Kulturni dom di Gorizia si terrà la conferenza “Gli Italiani nella Resistenza Jugoslava”. Relatore Jože Pirjevec, uno dei più importanti storici sloveni, membro dell’Accademia delle Arti e delle Scienze di Slovenia e ricercatore presso il Centro di ricerche scientifiche di Capodistria. A introdurre la discussione saranno Mirko Primožič,  ANPI Gorizia e Anna Di Gianantonio, IRSREC Fvg. Il relatore, autore di numerose e importanti monografie sulla Resistenza jugoslava, sulla figura di Tito e sulla questione delle foibe parlerà della lotta di liberazione in Jugoslavia e del ruolo che vi ebbero gli Italiani come combattenti dell’Esercito di liberazione (Eplj).

Si discute oggi molto in Italia sulla fine del mito del “buono italiano”, ricordando i crimini dell’invasione della Jugoslavia dell’aprile 1941 e la mancata riconsegna dei criminali di guerra; si ricordano di meno gli italiani che aderirono alla lotta di liberazione in Jugoslavia, combattendo accanto ai partigiani di Tito dopo l’8 settembre del 1943. Si trattò di oltre 40.000 persone che facevano parte della Divisione di fanteria da montagna «Venezia» che nell’ottobre del 1943 passò al completo nel II Korpus dell’Eplj e della la Divisione alpina «Taurinense»  che diedero  vita – come ricorda Giacomo Scotti –  alla Divisione Partigiana Italiana «Garibaldi». Accanto a queste formazioni combatterono in Jugoslavia la Divisione partigiana «Italia» che operò in Bosnia, in Serbia e poi in Croazia fino alla liberazione di Zagabria, la Divisione partigiana «Garibaldi-Natisone»che operò in Slovenia dove combatterono pure le brigate autonome «Triestina d’Assalto» e «Fratelli Fontanot», oltre ad altri battaglioni presenti in Istria. Circa la metà di questi combattenti persero la vita negli scontri e per le dure condizioni di vita. Si tratta di un aspetto poco noto della Resistenza che mette in evidenza la solidarietà antifascista internazionale che indusse a schierarsi per la liberazione del nostro paese partigiani di ben 50 diverse nazionalità e che vide combattere in Jugoslavia militari che avevano conosciuto la brutalità dell’esercito cui appartenevano e che si batterono a fianco di coloro che fino a quel momento erano stati i loro nemici. A ricordare il loro sacrificio nel 1983 il presidente della Repubblica Sandro Pertini inaugurò il Memoriale di Pljevlja in Montenegro.

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