di Massimo Schiavo del 1/5/2021
Il costosissimo intervento sulla testata del Canale Valentinis a Monfalcone
Antonio Cividini – “Canale e strada in costruzione”, s.d.
(immagine tratta da “Cantiere di Vetro – L’attività fotografica dello studio Cividini”,
CCPP Editore, Ronchi dei Legionari, 1994)
In questo pezzo cercheremo di capire in che cosa consista il faraonico e costosissimo progetto dell’attuale amministrazione cittadina per il cosiddetto “Punto più a Nord dell’Adriatico”.
Per i monfalconesi il porticciolo Nazario Sauro è sicuramente un luogo della memoria. È il luogo dove la città si salda con la sua fabbrica, quello dove il centro si salda con Panzano, dove tra l’altro la città incontra un brandello di quel mare che da Monfalcone non si vede mai.
Frequentato da parecchie generazioni, diciamo dall’inizio del novecento, da quando cioè, conclusa la realizzazione del Canale d’Irrigazione dell’Agro Monfalconese, l’amministrazione di allora decise di renderne navigabile l’ultimo tratto.
L’allora podestà, Conte Eugenio Valentinis, esponente del partito liberal-nazionale, intendeva infatti sì imprimere una svolta allo sviluppo del vecchio “Porto di Rosega” ma contestualmente portare il mare in città, allargando l’ultimo tratto del canale voluto dal cavalier Antonio de Dottori degli Alberoni, membro eminente della I.R. Società Agraria e promotore del Consorzio Acque dell’Agro Monfalconese. L’operazione avrebbe consentito ai battelli di raggiungere Viale degli Ippocastani [1] (attuale Viale San Marco) strettamente connesso al centro della cittadina. Il porto-canale sarebbe servito al trasporto delle persone così come a quello dei prodotti agricoli delle campagne del territorio.
“Le istanze del Consorzio Acque dell’Agro Monfalconese, che riuniva dal 1865 in una concentrazione di interesse politico-economico i proprietari terrieri del mandamento, trovarono un’adeguata promozione nell’operato del nobile Antonio de Dottori, deputato alla Dieta provinciale, consigliere di tutti i comuni del territorio e membro eminente della Società Agraria Goriziana”[2].
I lavori del canale d’irrigazione erano iniziati già 1894, con lo sbarramento di Sagrado (la rosta), secondo il progetto redatto dall’ing. Giovanni Schiavoni [3] che aveva rielaborato l’originario progetto di Raffaele Angelo Vicentini.[4]
Ma solo il 5 luglio 1901 il ministero approvava il progetto di dettaglio, “per una spesa di 450.000 corone, di cui 164.000 assunte a carico di Municipio e Consorzio e il resto dal governo. La sovvenzione statale sarebbe stata liquidata in 4 rate annuali a partire dal 1902. Al Comune venne dato l’incarico di espropriare i fondi necessari all’impresa; il Consorzio avrebbe ceduto i propri fondi lungo il tracciato e si sarebbe impegnato a contribuire all’impresa in una misura pari a quella preventivata per il tratto conclusivo, sino al mare, del canale irriguo”[5].
Le due opere dopo durissime polemiche, furono comunque completate. Il canale del Consorzio fu inaugurato nel 1905 ed il canale navigabile fu completato nel 1907. “Misurava in lunghezza 2.100 metri sino al porto di Rosega, 3.800 allo sbocco in mare; la larghezza massima raggiungeva gli 85 metri, quella media era più che dimezzata”[6].
Ma perché abbiamo raccontato tutta questa storia? Perché crediamo sia giusto capire la genesi di quel luogo per coglierne appieno la complessità.
È forse la parte di tessuto urbano che rappresenta quasi simbolicamente la matrice storica della nucleo abitato di Monfalcone e del territorio circostante: un’opera infrastrutturale creata per l’agricoltura che diventa anche porto-canale, un’infrastruttura idraulica su cui si insediano le centraline delle Officine Elettriche dell’Isonzo. Ed ancora, è proprio sulla parte navigabile del Canale che i Cosulich, a partire dal 1907, realizzeranno il Cantiere Navale Triestino.
Purtroppo la tumultuosa espansione urbana ed un sistema poco ordinato della mobilità pesano oggi su quell’area, aggiungono alla complessità elementi difficili da governare. La viabilità è probabilmente l’aspetto più gravoso. Dalla realizzazione del ponte sul canale costruito per connettere la città a Panzano, a quella dell’asse di via Boito che deve oggi reggere la mobilità di un livello territoriale sovraurbano, possiamo sicuramente affermare che non sono sempre state mani delicate e lungimiranti quelle che hanno disegnato il nostro territorio.
Infatti è proprio il sistema della mobilità che deve essere affrontato con cura e pazienza per restituire oggi ai cittadini quel pezzo di città. Dove per mobilità si deve intendere sia quella privata su gomma sia, ma per la vita dei cittadini dovremmo dire soprattutto, quella ciclabile e quella pedonale.
Con l’auspicio di costruire una viabilità urbana di scorrimento alternativa all’autostrada, è stata avviata negli anni passati la realizzazione della Circonvallazione Sud, un sistema di assi e rotatorie di cui si è spesso parlato.
Il nodo più critico di questo sistema è sicuramente l’incrocio detto “del Porticciolo”.
I progettisti della citata Circonvallazione, quando hanno pensato all’infrastruttura viaria hanno sempre immaginato che l’unica risposta possibile fosse una grande rotatoria per connettere i quatto assi principali presenti ed eliminare il pesantissimo impianto semaforico. L’amministrazione comunale di allora ha sempre chiesto che venisse migliorato l’accesso al Porticciolo Nazario Sauro e, contestualmente, massa in sicurezza la mobilità ciclabile e pedonale all’area. Le rotatorie purtroppo sono una buona risposta ai problemi della mobilità automobilistica ma peggiorano le altre modalità.
Il progetto nella sua versione preliminare, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Monfalcone già il 27 settembre 2010 [7], prevedeva una grande rotatoria con un foro centrale studiato per aerare ed illuminare il sistema sotterraneo di percorsi ciclabili e pedonali. Questi ultimi avrebbero consentito di attraversare in sicurezza l’incrocio, di raggiungere Panzano e, non ultimo il Porticciolo Nazario Sauro, con la chiara ed esplicita intenzione di saldare nuovamente la città col suo piccolo porto, pensando anche a chi si muove senza automobile.
Stazione appaltante per questa infrastruttura viaria, secondo la delegazione amministrativa assegnata dalla Regione FVG, era allora ed è ancora oggi la società a capitale interamente pubblico Friuli Venezia Giulia Strade [8]. In base al finanziamento originario pari ad € 7.600.000.- per tutto il sistema, si può dire che la per la grande rotatoria del porticciolo denominata “R1: SS14 Rotatoria al km 126+735 – Incrocio con Viale Cosulich” erano stati previsti circa € 3.100.000,00.-
Ma perché allora non si passò velocemente alla progettazione definitiva ed esecutiva, e quindi alla gara ed alla realizzazione? Due sono le risposte possibili.
La prima purtroppo è sin troppo ovvia: fino al 2008 la regione era governata da Riccardo Illy, ma dal 2008 al 2013 la maggioranza passò al centro-destra con l’elezione di Renzo Tondo. L’amministrazione Tondo non si prodigò certo per sollecitare il lavoro di FVG Strade nel nostro territorio; va detto, ad onor del vero, che nulla fu definitivamente fermato, ma altre opere nel resto della regione marciarono molto più velocemente e “sorpassarono” nella rapidità progettuale ed attuativa l’opera cardine della viabilità monfalconese.
La seconda questione, sicuramente altrettanto importante, è quella che riguarda la presenza di un cavo sotterraneo dell’alta tensione, posizionato parecchi anni fa da Enel ed oggi di proprietà di Terna S.p.A [9], che attraversa parte dell’incrocio. Secondo gli atti depositati in municipio, Enel si sarebbe impegnata a spostare il citato cavo in caso di necessità. Operazione davvero non semplice e nemmeno economica, ma assolutamente indispensabile per mettere in sicurezza pedoni e ciclisti e per connettere il centro città con la testata del canale.
La stazione appaltante, Friuli Venezia Giulia Strade, non ha mai mostrato entusiasmo nel seguire questa impervia strada e conseguentemente nemmeno nel procedere con le fasi successive della progettazione.
Con le successive elezioni e la sconfitta del centro-destra, fu più semplice far partire le altre opere ma purtroppo non questa. Furono avviate la rotatoria di Via Portorosega, Quella di Via Timavo e si seguì la progettazione di quella di Via Romana e della Bretella Via Dei Canneti – Via dell’Agraria.
L’amministrazione comunale attuale, eletta nel 2016, inaugurò le opere già in fase avanzata di progettazione ma non si preoccupò più di tanto della realizzazione della grande rotatoria e tantomeno di affrontare possibili contenziosi con Terna.
Molto più semplice ovviamente rinunciare ai passaggi più complessi accettando di eliminare con grande superficialità i percorsi ciclopedonali dal centro verso il porticciolo ed ovviamente il grande foro centrale. Si decide quindi di realizzare un solo lungo tunnel sotterraneo dal viale verso i giardini e Panzano! Anche in questo il pubblico plaudente dei social si accorgerà con estremo ritardo degli errori commessi e della cesura con la città che non sarà più possibile sanare!
Inquadrato per quanto possibile il problema, passiamo ora alla “lettura” del progetto relativo al cosiddetto “Punto più a Nord dell’Adriatico” [10], appellativo davvero un po’ grottesco se si pensa che non è certo un tratto di mare quello del Canale Valentinis. Altrimenti, con questa logica si potrebbero anche risalire i fiumi per trovare punti ancora più a Nord!
Tornando a noi, le fasi della costruzione si articolano in cinque momenti:
La prima fase, che nel nome non ha numeri perché solo propedeutica sarà finanziata con una parte del finanziamento della nuova rotatoria per € 678.312,00 “in quanto comunque necessaria all’esecuzione dell’intervento proposto nel progetto definitivo”
Per la seconda, quella chiamata “Stralcio uno”, dicamo la parte più eclatante del progetto si prevede una spesa pari ad € 3.000.000,00,-
Per la terza fase, lo “Stralcio due”, € 404.153,00.-
Per la quarta fase, lo “Stralcio tre” € 4.729.642,00.-
Per la quinta fase, lo “Stralcio quattro” altri € 478.613,00.-
Allora mettiamo un po’ a posto i conti: l’opera, rotatoria esclusa, ha un costo preventivato pari ad 8.612.408,00.-
Ma voi davvero pensate che costi così poco, ma certo che no! Non può essere così!
Al progetto è allegato anche il Quadro Tecnico Economico relativo al primo stralcio, quello della piazza a gradoni e della testata e che “dovrebbe” costare € 3.000.000,00.-
Bene! In realtà la base d’asta, comprensiva di Oneri per la sicurezza e Somme a disposizione è pari a ben € 4.700.000,00.-
Se volete dilettarvi con i conti provate ora a fare le debite proporzioni, si si così come abbiamo imparato a scuola! Scoprirete che applicando questi rapporti sugli otto milioni e rotti citati prima troverete una cifra complessiva pari a circa € 13.500.000.- arrotondati.
Tutto qui? No!
Ci manca la rotatoria, quella che hanno lasciato i soliti “di prima”, ma senza un pezzo fondamentale perché non si è avuto il coraggio di spostare il cavo di Terna.
Quanto costa? Per questo dobbiamo andare a spulciare le delibere della Regione.
Nella Delibera n°114 del 29 gennaio 2021 della Giunta Regionale [11] si legge la seconda verità, si perché quando si amministra si parla con gli atti non con le dirette video sui social per ricevere i soliti applausi della claque!
Nella delibera sii legge appunto che “la società delegataria [FVG Strade ndr] ha trasmesso il progetto definitivo relativo all’intervento alla rotatoria ‘R1: SS 14 Rotatoria al km 126+735 – incrocio con via Cosulich’ che presenta un quadro economico pari a complessivi € 4.700.000,00 comprensivi di I.V.A.“
Inoltre “ha riassunto il costo a consuntivo dei quattro interventi conclusi che evidenzia una disponibilità residua di € 3.663.731,52” [che tradotto vuol dire che dalle gare d’appalto degli altri lavori relativi alla Circonvallazione Sud è rimasta questa cifra ndr].
Ed ancora “ha conseguentemente evidenziato che l’impegno non è sufficiente a coprire il costo dell’intervento R1 ed ha richiesto una disponibilità finanziaria per ulteriori € 1.036.268,48.-”
Perché ovviamente “l’aumento dei costi è conseguente al recepimento di nuove necessità e richieste da parte del Comune di Monfalcone tra cui:
– la realizzazione di una rotatoria provvisoria durante l’esecuzione dei lavori al fine di ridurre l’impatto sulla viabilità coinvolta;
– rivisitazione ed adattamento del progetto definitivo ai contenuti della proposta vincitrice del concorso d’idee “Riqualificazione del punto più a nord del Mediterraneo, costituito dal canale Valentinis ed aree limitrofe” promosso dal Comune di Monfalcone;
– aggiunta di un attraversamento pedonale con specifica isola spartitraffico centrale lungo il braccio della rotatoria costituito dalla via Boito [visto che sotto non si passa, mandiamo i pedoni ed i ciclisti tra le macchine ndr];
– attualizzazione del computo metrico estimativo, aggiornamento della stima degli indennizzi per espropri, aggiornamento dell’aliquota IVA”
… e così via.
Insomma vogliamo finalmente fare i conti “definitivi”?
Abbiamo visto che per la realizzazione della rotatoria sarà disponibile un importo (questa volta tutto compreso) pari ad € 4.700.000,00.-
Per la gradonata altri € 4.700.00,00,- (sempre tutto compreso)
E per il resto, con tutta probabilità, facendo come abbiamo visto le debite proporzioni, circa € 8.800.000,00.- (sempre comprendendo tutto)
Diciamo che le somme che dovranno essere messe a disposizione nel corso degli anni per questa follia del “punto più a nord” saranno circa € 18.800.000,00.-, sempre a base d’asta ed IVA compresa, perché potrebbe anche esserci qualche ribasso!
Ma per quelli come me, con i capelli bianchi… sono circa 36 miliardi e mezzo delle vecchie lire! Direi che davvero dovremmo parlarne parecchio.
Ancora una perla?
Ci sarà la stazione per il trasporto marittimo, per anni svolto dal Delfino Verde (tratta Trieste – Grado), così dopo un largo giro attorno alla rotatoria i cittadini di Monfalcone potranno andare alla stazione marittima del porticciolo e da li partire per Grado o per Trieste. Con il piroscafo come ai vecchi tempi! Sarebbe stato ancor meglio a vapore in nome delle tanto acclamate tradizioni!
Ma anche in questo caso non si fanno bene i calcoli. Sfogliando le cronache locali scopriamo che Apt (Azienda provinciale trasporti della ex provincia di Gorizia) ha emanato un bando in data 4 febbraio 2021 riguardante una ”procedura aperta per l’affidamento del servizio di noleggio di una motonave completa di equipaggio per le stagioni estive 2021-2029”, la scadenza del bando era prevista per il giorno 1 marzo 2021 [12].
Si tratta della ricerca di una nave a noleggio che dovrà assicurare “per un periodo di 90 giorni ogni anno, tre viaggi giornalieri andata e ritorno tra le due località (sei giorni alla settimana) per un totale di 540 tratte annue. Il periodo stabilito è tra il 1 giugno e il 15 settembre”. L’azienda appaltante, “dal suo canto, offre per il servizio 5,229 milioni di euro per il periodo 2021-2029, con possibilità di ulteriori proroghe” [13].
Benissimo dunque, la tratta non comprende per ora Monfalcone, ma appena la stazione marittima sarà pronta, potremo anche noi accogliere i piroscafi con tanto di Gran Pavese spiegato, così finalmente i Bisiachi potranno nuovamente fruire del bellissimo servizio!
Peccato che la vicenda non si sia conclusa proprio nel migliore dei modi, “nessun operatore ha risposto alla ‘chiamata’ di Apt Gorizia per la linea marittima estiva tra Trieste e Grado”, così recita il portale Shipping Italy [14]. Ed ancora “negli anni scorsi il servizio era stato operato dalla compagnia Delfino Verde, che però nel 2020 […] aveva avuto motivi di attrito con Apt Gorizia proprio in relazione agli importi, a suo dire via via decrescenti, messi a disposizione dall’ente per operare il servizio”.
Tutto perfetto dunque! Ah no?
Ma ormai la recita la conosciamo: Chi sa fa… La colpa è di quelli di prima… Abbiamo ereditato una situazione pesante… Per vent’anni non si è fatto niente…
[1] In alcune cartografie, sia di Dante Fornasir che (probabilmente) di Max Fabiani – Archivio Storico del Comune di Monfalcone (anni 20) il viale viene citato anche come “Viale Valentinis”
[2] Angelo Visintin – La bonifica dell’Agro e il canale Valentinis – http://www.mucamonfalcone.it/
[3] Giovanni Schiavoni – L’agro monfalconese e la sua irrigazione – Consorzio Acque dell’Agro Monfalconese – Ronchi 1906. Lo storico volume di grande interesse può essere visionato presso la sede del Consorzio Culturale del Monfalconese
[4] Renato Duca – L’Agro Monfalconese, sviluppi storici del territorio e bonifica – Grillo 1981
[5] Angelo Visintin – cit.
[6] Angelo Visintin – cit.
[7] Delibera n°53 del Consiglio Comunale di Monfalcone del 27 settembre 2010 – Variante 37 al PRGC: approvazione progetto preliminare per la realizzazione di opere di viabilità da parte di FVG Strade, ai sensi dell’art.11 c.2°del D.P.Reg.n. 86/200
[8] Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A – https://www.fvgstrade.it/
[9] https://www.terna.it/
[10] Due sono i documenti a cui ci siamo riferiti:
– Delibera del Consiglio Comunale dd 4 febbraio 2020 n°5 avente per oggetto: “Approvazione del progetto di fattibilità tecnico economica per la riqualificazione del Punto più a Nord del Mediterraneo costituito dal Canale Valentinis e aree limitrofe in variante n. 61 al PRGC. CUP G41D19000010006”
– Delibera del Consiglio Comunale dd 22 giugno 2020 n°23 avente per oggetto: “Variante n. 61 al PRGC – progetto di fattibilità tecnico economica per la riqualificazione del Punto più a Nord del Mediterraneo costituito dal Canale Valentinis e aree limitrofe- APPROVAZIONE”
[11] Delibera n°114 del 29 gennaio 2021 della Giunta Regionale FVG – “LR 14/2002, Art. 51 Comma Tre – Autorizzazione all’utilizzo di quota parte, parti ad € 1.036.268,48 delle economie conseguite dalla realizzazione dell’intervento “Riqualificazione della viabilità dalla SR 177 alla SR 463 – […]”
[12] https://www.aptgorizia.it/ – Società trasparente – Bandi di gara e contratti – Attivi – “04/02/2021 – AVVISO PUBBLICO – procedura aperta per l’affidamento del servizio di noleggio di una motonave completa di equipaggio per le stagioni estive 2021-2029 prorogabile eventualmente e ad insindacabile giudizio della stazione appaltante per ulteriori 5 anni – lotto unico -CIG[86197781d5]
[13] https://www.triesteallnews.it/ – “Trieste-Grado, Apt Gorizia mette a gara il collegamento per l’estate 2021” – Zeno Saracino – 9 febbraio 2021
[14] https://www.shippingitaly.it/ – “Deserta la gara per il collegamento marittimo estivo fra Trieste e Grado” – 10 marzo 2021