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Biscotti di pietra

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di Massimo Schiavo del 29/3/2021

Nuova piazza a Monfalcone?

Stiamo leggendo, da parecchi mesi a questa parte, che l’attuale amministrazione della città dei cantieri si appresta a rinnovare completamente la piazza centrale della città per sollevarla da famoso “degrado” lasciato da “quelli di prima” e promuovere l’attrattività turistica e commerciale. Le notizie, come ormai siamo abituati a leggere ed a vedere dappertutto (dalla stampa locale ai social network), sono state davvero molte. Forse è necessario ripercorrere le tappe di questa storia e tentare di fare un po’ di chiarezza.

La piazza attuale è stata realizzata, dopo un concorso di idee che aveva visto numerosi partecipanti, durante il primo mandato del sindaco Pizzolitto. Ricordiamo che purtroppo la vecchia piazza, il famoso “biscotto”, era in realtà un triste parcheggio asfaltato circondato da automobili in cerca di sosta. A quel tempo solo un tratto di via Sant’Ambrogio era già pedonale e la nuova piazza avrebbe dotato la città di un interessante centro a misura di cittadino. Da Viale San Marco fino a Piazza del Mercato (attuale Galleria Espositiva) ci sarebbe stata una sola vasta area pedonale, a servizio di pedoni e ciclisti, fruibile anche da persone con ridotta mobilità.

La nuova piazza, va detto, non ha avuto una storia semplice, la pietra d’Aurisina voluta dalla Soprintendenza ha mostrato diversi cedimenti, tanto che sul lato verso monte, dopo un contenzioso vinto dall’amministrazione, il manto è stato rifatto così come quello dell’intero Corso del Popolo.

Si rammenta tuttavia che parecchie piazze “moderne” hanno mostrato analoghe difficoltà, come ad esempio Piazza Vittoria a Gorizia.

La piazza oggi ha dunque una quindicina d’anni, svolge degnamente le sue funzioni di area pedonale, c’è una cortina arborea che la separa da via Rosselli; un tempo aveva anche importanti panchine e, fino al 2016, non si poteva parcheggiare, garantendo continuità visuale dell’Ex Pretura (con i nuovi uffici comunali) e, soprattutto, alla Salita dei Granatieri. La piazza era stata costruita con l’intenzione di lasciare un vasto spazio per eventi e manifestazioni di vario genere. Solo una leggera cortina arborea separava gli ampi spazi lastricati dalla viabilità esistente, tale da non ostacolare la visuale ma di segnare comunque la separazione dalla viabilità carraia.

Purtroppo, tra i primissimi interventi della giunta a trazione leghista, abbiamo visto la riproposizione della sosta sul lato “a monte” verso la Salita dei Granatieri, pochi posti che non servono certo al commercio ma in compenso deturpano il paesaggio (e le pietre). Ma come non bastasse, con un gesto tristemente noto a molte giunte di destra, a segnare il nuovo corso venivano espiantate le ampie e moderne panchine collocate sul lato dell’edificio municipale. Sulle panchine sedevano infatti troppi immigrati!

La sete iconoclasta non è d’altra parte ancora sopita, le tracce di quelli di prima devono essere definitivamente eliminate, la “città nuova” deve mostrare il segno del passaggio dei nuovi amministratori. Non serve sistemare le parti di città che ne hanno davvero un grande bisogno. Si decide di spendere danaro pubblico dove era già stato speso, e possibilmente di rimuovere le tracce di chi ha amministrato precedentemente.

Ovviamente l’indicazione principale è quella nota, quella che i social acclamano a gran voce: deve tornare il “biscotto”!

Anche in questo caso si organizza un concorso d’idee, questa volta però non viene vinto da due giovani architetti della marca Trevigiana freschi di studi. Ad aggiudicarsi il progetto sono due stimati ed indubbiamente capaci professionisti locali, un docente universitario ed un architetto che ha sviluppato progetti a scala urbana anche in Cina! È la loro rivincita: la nuova piazza dei monfalconesi sarà progettata da monfalconesi. Non si può certo dire che manchi l’impegno progettuale e la competenza professionale però, per mettere insieme le indicazioni dell’amministrazione saranno necessari infatti parecchi mesi.

Con tutta probabilità però lo staff tecnico-progettuale ha fin da subito rilevato qualche problema. Come si fa a riproporre il “biscotto”? Devono tornare le macchine in piazza? Questo deve essere sembrato anche a loro davvero un po’ troppo!

No, niente macchine in piazza e biscotto sì ma segnato solo dal colore delle pietre.

Ma allora? Quale potrebbe essere il segno davvero nuovo? Beh, si può togliere la cortina arborea su via Rosselli e metterci al suo posto una fontana, che a dir il vero sembra una piscina. E poi, per ricordare le tradizioni a cui i bisiachi sono così legati, sarà riposizionato il “pilo”. Un fanale a tre braccia che, si narra, sia all’origine della Cantada (noto rito del carnevale monfalconese). E questi sono i primi dettagli.

Meglio dunque eliminare definitivamente il parco giochi vicino alla chiesa, l’orrendo parco giochi voluto sempre da “quelli di prima” dove le mamme del Bangladesh portano volentieri a giocare i loro bimbi. Tanto possono andare in quello nuovo, costruito nel Parco della Rimembranza vicino alla rotatoria della Marcelliana.

Tutto qui? No, le idee corrono: togliamo il vialetto di lecci che copre il percorso della vecchia roggia e togliamo anche il golfo per la sosta dei bus.

Quindi, sull’asse stradale di via Rosselli, dopo aver tolto la corsia preferenziale dell’altro lato, si toglie anche il controviale carraio, così i bus che si fermeranno sulla carreggiata ridurranno inevitabilmente la corsia riservata alle automobili in transito. Ed i taxi? Davanti al Monumento ai Caduti, già “valorizzato” dalla tristissima cancellata.

Ricapitoliamo dunque, percorrendo via Rosselli verso l’Anconetta avremo; a sinistra sosta, in centro corsia per le auto, a destra bus. E se uno pensasse davvero di sostare? Ovviamente metterebbe in difficoltà le auto che transitano e, contestualmente, le manovre e la sosta dei mezzi di trasporto pubblico.

I progettisti così giustificano la scelta: “Non si possono mantenere gli elementi degli anni ’50 quando la mobilità del futuro vede invece, grazie a nuove tecnologie, mezzi sempre più piccoli e punti di hub anziché stazioni vere e proprie: un’incongruenza lasciare riservata l’intera corsia interna” (Il Piccolo – 2 febbraio 2021).

Quando però il progetto comincia a prender forma, e probabilmente le bozze cominciano a girare nel palazzo comunale, a qualcuno viene qualche dubbio: teme che ci sia qualcosa che non va. Dopo aver detto ai commercianti di via Rosselli che la corsia dei bus andava tolta per favorire la sosta, ora si tolgono i parcheggi sull’altro lato per far stazionare i bus (ma tanto sono solo “punti di hub”). Forse non è proprio così che si aumenta l’attrattività del centro città. Ma l’amministrazione trova subito la soluzione: ricaviamo qualche posto macchina negli spazi della Biblioteca Comunale, ma chi conosce la città sa già quanto complicata sarà la loro fruibilità.

Sul giornale e sui social cominciano a comparire i primi rendering ed anche qualcun altro comincia a sospettare. Legambiente ad esempio, come sempre solerte e puntigliosa, nota che forse il sacrificio del verde è un po’ eccessivo, via gli alberi sul fronte piazza, via i lecci del vialetto, restano solo quelli piantati al posto del parco giochi (il Goriziano, 22 Febbraio 2021, ilgoriziano.it).

Grande apertura del Comune alle osservazioni finché in Giunta il giorno 18 di febbraio si vota il progetto che segnerà la Monfalcone “rinnovata” ma con alcune significative ed interessanti prescrizioni. Si dovrà infatti…

Eliminare la seduta prevista lungo tutta la curva sud del biscotto verso Sud

Mantenere l’area pavimentata su Piazza Unità per manifestazioni

Mantenere le alberature di pregio lungo via f.lli Rosselli

Prevedere vialetti pedonali di attraversamento del verde

Prevedere studio dei percorsi per passaggio mezzi pesanti per manutenzioni, mezzi di soccorso e per mezzi di allestimento eventi e spettacoli, anche in riferimento alla portata delle pavimentazioni

Ripristinare i parcheggi a nord della piazza prevedendo delle fioriere verso la piazza stessa per come quinta scenica per mascherare la presenza delle automobili in parcheggio [..]

Mantenere la passeggiata pedonale con i due filari di lecci tra la via Rosselli e la corsia dei bus di via Rosselli interna

Giunta Comunale di Monfalcone – Delibera n°48 dd. 18 febbraio 2021

Quindi? “È metamorfosi urbana…” (sempre Il Piccolo – 2 febbraio 2021) “«non si tratta di mera cosmesi». Individuando nell’attuale piazza «un effetto straniamento» dettato dallo scollamento con gli edifici presenti e l’assenza di una netta definizione perimetrale, [il progetto] si propone di «ridare un ritmo» allo spazio con un ribaltamento di prospettiva e cioè proiettando, sul giallo d’Istria nello sfondo ruggine, «pietra tra le più durevoli e resistenti, di cui per esempio è fatto il centro di Ragusa» le linee degli immobili che si affacciano sulla piazza.”

Ma sempre sulla stampa locale si legge che “la fontana tuttora esistente dovrà restare di forma circolare mentre quella rettangolare ipotizzata verso via Rosselli […] sarà ancora oggetto di studio anche in relazione ai lavori di Iris Acqua sulla roggia” (il Piccolo, 8 marzo 2021).

Quindi adesso abbiamo qualche elemento in più:

Le automobili in piazza restano (con una bella mascheratura)

La fontana su via Rosselli non si sa

I lecci vengono mantenuti

Via Rosselli interna viene eliminata in buona parte

La sosta su via Rosselli drasticamente ridotta

I bimbi monfalconesi andranno a giocare vicino alla rotatoria della Marcelliana

Non tornerà il “biscotto” ma solo il suo fantasma

Tornerà l’ottocentesco fanale detto “pilo”

E tutto ciò a che prezzo?

Le cifre sono sempre un po’ incerte: in maggio dello scorso anno sembrava fossero 5,4 milioni di euro di cui 1,9 di contributo regionale! (Il Piccolo – 28 Maggio 2020). Qualche giorno fa lo stesso giornale non cita più gli 1,9 assegnati dalla Giunta Fedriga, (Il Piccolo – 2 febbraio 2021).

Ma il quadro economico passato in Giunta sembra parlar più chiaro:

A) Totale somma lavori a base d’appalto progetto generale        € 3.730.000,00

B) Totale somme a disposizione dell’amministrazione                     € 1.670.000,00

Totale opere (A+B)                                                                    € 5.400.000,00

Per ora si procederà alla realizzazione dei primi due lotti funzionali per un totale di:

Primo                                                                                         € 1.900.000,00

Secondo                                                                                    € 1.500.000,00

Il terzo lotto si farà quando ci saranno i soldi (la delibera recita testualmente “contributo regionale € 300.000,00, risorse proprie € 100.000,00, e € 1.600.00,00 in fase di concertazione”. Che vorrebbe dire che i soldi ancora non ci sono, o che ce ne sono pochi.

I primi due lotti sono finanziati con € 1.900.000,00 di contributo regionale ed € 1.500.00 come contributo della Camera di Commercio.

Le conclusioni forse non servono ma se dovessero servire non potrebbero essere che assai amare: dopo un anno di pandemia, il commercio e l’artigianato in città in pesantissima crisi ed il futuro industriale non del tutto sgombro da nubi, questa spesa pare indubbiamente eccessiva!

Era di questo che aveva bisogno la città? L’ossessione del biscotto sarà pagata assai cara dai monfalconesi. E non serve dire che gran parte dei fondi non derivano dal bilancio comunale, sono tutti soldi pubblici e questo è solo uno spreco.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org