di Stefano Pizzin
Si può non partecipare, è uno dei vantaggi della democrazia. Non si è obbligati a prendere posizione, si può restare fermi, ignavi, pronti a subire le decisioni altrui. Ma che vita è?
La libertà, la democrazia, possono spegnersi per inedia, per disinteresse, perché non praticate e lasciate cadere.
Certo, in questi ultimi anni a molti è parso che la politica non decidesse o, meglio, non avesse la forza per farlo, troppo debole, inadeguata, davanti alla forza dell’economia.
E’ sembrato, e nemmeno a torto, che tutto venisse deciso da un’altra parte, dove pochi muovono la finanza e le risorse del mondo, dove il voto e la partecipazione non servono a nulla.
Il nostro Paese più di ogni altro è stato vittima di questo sentimento: le urne sono disertate ormai da quasi la metà degli elettori e nelle consultazioni referendarie ancora di più.
Si è detto che troppo spesso i referendum sono stati usati a sproposito, su temi troppo specifici, troppo tecnici per attirare l’interesse dei cittadini. Eppure, anche stavolta, quando si parlava di diritti del lavoro e di diritti civili, temi che toccano la quotidianità di milioni di persone, in moltissimi hanno disertato le urne.
Non è un problema di leggi elettorali o di regolamenti, c’è qualcosa di più profondo che attiene al rapporto degli italiani con le istituzioni, la politica e la democrazia.
Forse a qualcuno andrà bene così, a chi ritiene che una volta vinte le elezioni si possa fare tutto, che la democrazia, la partecipazione, siano solo una perdita di tempo perchè è solo il capo che decide per tutti.
Abbiamo già visto come vanno a finire queste cose. Gli altri, coloro che credono nella partecipazione, nella politica intesa come vivere collettivo, il sistema con cui una comunità si costruisce il futuro, devono agire, trovare strade nuove, ridare alla politica il suo ruolo nel determinare le regole del vivere civile.
Non è un appello che riguarda solo la politica, ma anche la cultura, l’informazione e tutti coloro che sono o aspirano a essere classe dirigente.
E’ un imperativo per tutti quelli che vogliono vivere compiutamente e non farsi determinare il futuro dagli altri.
Stiamo attenti: la libertà, la democrazia, sono come l’aria, te ne accorgi di quanto è importante solo quando non c’è più e allora è troppo tardi.
Stefano Pizzin