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“Storia di una linea bianca. Gorizia, il confine, il Novecento”

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Esce in libreria il 25 settembre “Storia di una linea bianca. Gorizia, il confine, il Novecento” di Alessandro Cattunar, con le illustrazioni di Elena Guglielmotti.

“Storia di una linea bianca” racconta attraverso memorie e immagini la storia di quella linea tracciata a Gorizia nel settembre 1947. Un tratto bianco che ha diviso in due la città, la storia di una terra segnata dalla convivenza tra popoli e culture diverse. Una riflessione su quanto sia difficile scegliere da che parte stare, rinunciando a una parte di sé.
Il libro sarà presentato giovedì 26 settembre a Gorizia, Auditorium Formedil di via del Monte Santo, all’interno della rassegna Il libro delle 18.03, edizione autunnale.

Dal libro, per gentile concessione di  Bottega Errante Edizioni

UNA MUCCA

La nostra storia inizia dalla fine.

La nostra storia inizia da una scelta.

Anzi, da una protesta.

La nostra storia inizia da una mucca,

che decide di non scegliere, decide

di protestare.

La mucca è al centro di un cortile.

Sulla destra c’è la stalla. Nella penombra, se osserviamo bene, possiamo notare un ragazzo.

Sulla sinistra, dietro di lei, dietro la mucca, vediamo un mucchio di fieno e, sotto un pergolato, ci sono due giovani.

Uno sta raccogliendo l’uva, arrampicato su una scala, con un cestino di vimini

in mano.

L’altro è seduto e guarda dritto verso di noi. Fisso. Sembra non capire il motivo di tanto interesse.

Perché siamo lì a osservarlo?

Sotto la mucca è tracciata una linea bianca. Una linea di calce spessa circa dieci centimetri.

Una linea che, a un primo sguardo, potrebbe anche passare inosservata, un semplice segno sul terreno.

La mucca ha due zampe da una parte e due zampe dall’altra.

Dal suo punto di vista la situazione è la seguente: da una parte della linea c’è la possibilità di dormire tranquilla, al caldo e al riparo dalle intemperie. Dall’altra, c’è la possibilità di mangiare.

Pensare di dividere, separare, questi due elementi essenziali per la sua sopravvivenza le sembra quantomeno stravagante.

Rinunciare a una delle due cose, non

è un’opzione praticabile.

Ci piace allora pensare che quella mucca stia protestando, silenziosamente, tenendo volontariamente

due zampe di qua e due di là.

La nostra storia comincia da qui,

comincia dalla fine.

Da questa immaginaria protesta.

E racconta del perché quella linea bianca passi proprio in mezzo a questo cortile, dividendo il fieno dalla stalla,

Gorizia dai suoi sobborghi,

l’Italia dalla Jugoslavia.

Dividendo il mondo

a metà.

Alessandro Cattunar, goriziano di origine, è dottore di ricerca in storia contemporanea. Attraverso l’Associazione Quarantasettezeroquattro, di cui è presidente, racconta e illumina il confine tra Italia e Jugoslavia nel Novecento, servendosi di fonti orali. Tra le sue attività la pubblicazione di Il confine delle memorie e la curatela dei progetti Archivio della memoria dell’area di confine, Topografie della memoria. Museo diffuso dell’area di confine e del museo multimediale Lasciapassare/Prepustnica. Si occupa anche di produzioni audiovisive e teatrali, ed è condirettore del festival In/Visible Cities e Contaminazioni digitali.

Igor Devetak, Direttore del Primorski Dnevnik dal 2019 che ha collaborato con Radio Rai, quotidiani e periodici in lingua slovena e italiana. Ha iniziato la carriera di giornalista professionista al settimanale Novi glas di Gorizia, per poi passare al Piccolo di Trieste. Ha fatto parte del gruppo di lavoro che ha posto le basi alla candidatura di GO!2025

Elena Guglielmotti, director italo-slovena. Ha ricoperto il ruolo di visual designer presso agenzie di comunicazione e consulenza, in Italia e all’estero.

Associazione APERTAMENTE - Piazza Cavour 22, 34074 Monfalcone - info@ associazione-apertamente.org