Fatto? Bene! Passiamo alla seconda fase.
Siete ora chiamati ad immaginare questa scena: vi trovate in un’aula durante un esame, e sul vostro tavolo avete a disposizione una matita e un plico di fogli bianchi. Dovete descrivere con la massima dovizia di particolari lo sciacquone di casa vostra. In particolare descrivete il funzionamento dei meccanismi e delle leve che lo fanno operare, inclusi disegni tecnici, ragionamenti di fisica, fluidodinamica, chimica dei materiali con specifico riferimento alla composizione delle acque passanti per l’impianto; descrivete col massimo dettaglio possibile le soluzioni ingegneristiche adottate per il riempimento del serbatoio, i sistemi di sicurezza per il troppo pieno, la scelta dei materiali per le guarnizioni utilizzate, il calcolo delle sezioni dei tubi per un flusso corretto e funzionale dell’acqua di scarico; utilizzando le necessarie formule di fisica, portate ogni evidenza necessaria a definire le altezze ideali del posizionamento del serbatoio, delle curve e dei gomiti delle condutture e cercate di dare rappresentazione schematica e tecnica al progetto dello sciacquone di casa vostra con specifico riferimento alle perdite di portata e alle cadute di pressione del liquido di scarico; di seguito fate una valutazione sui prezzi di ingegnerizzazione e prototipazione, incluso un dettagliato esploso di tutti componenti, nonché di design e promozione commerciale; valutate infine la durabilità e le scelte costruttive per permettere una manutenzione semplice e funzionale e un computo del numero di azionamenti possibili nei tempi di vigenza della garanzia di legge. Da ultimo eseguite una simulazione dei prezzi di produzione industriale, compresi i costi per gli stampi e gli approvvigionamenti dei materiali, e incluse le scelte sulla definizione delle strategie industriali di “make or buy” dei singoli componenti, del margine commerciale dei rivenditori e dei costi di trasporto e stoccaggio. Se vi avanzano energie, aggiungete qualsiasi altra valutazione sullo sciacquone di casa vostra che possa essere utile a dimostrare la conoscenza che possedete di questo semplice accessorio che avete azionato così tante volte.
Prendete pure tutto il tempo che vi serve …
Fatto? Ottimo.
Ultimo passaggio: ripete il punto uno alla luce del vostro elaborato di cui sopra, ovvero valutate con un voto da 0 a 10 la vostra conoscenza dello sciacquone di casa.
È tutto chiaro? In ogni caso state tranquilli: siete in ottima e numerosa compagnia.
Ora, la domanda è questa: al netto del voto che vi siete dati, prime e dopo, sulla vostra conoscenza dello sciacquone di casa, com’è pensabile che un popolo di esseri umani abbia una così modesta cognizione di un oggetto tanto semplice e di uso comune come uno sciacquone, e nel contempo possa valutare con tanta precisione il funzionamento di un vaccino?
Vi siete mai chiesti, come poco fa per lo sciacquone, cosa ne sappiamo esattamente di acidi ribonucleici e desossiribonucleici, di vettori virali, di adenovirus, di polymerase chain reaction, di cycle threshold, di ribosomi, di RNA polimerasi RNA dipendenti, di terminali 3’ e 5’ delle catene nucleotidiche, di struttura terziaria delle proteine, di alfa-eliche, di convergenza evolutiva, di mutazioni puntiformi, di immunoglobuline, di linfociti, di cascata citochinica, del complesso di istocompatibilità, di macrofagi, linfociti, eccetera, eccetera, eccetera? E questa sarebbe solo la parte che oggi va sotto il nome di “infodemia”, la sovra-diffusione di informazioni.
Poi c’è la parte che faccio afferire ad un ulteriore neologismo, l’”aritmodemia”, ovvero la sovra-diffusione di numeri. In altre parole, cosa ne sappiamo dell’uso scientifico dei numeri, ovvero di gaussiane, di test di Student, media e deviazione standard, intervallo di confidenza, incidenza e prevalenza, per non parlare degli studi di fase I, II e III, di validazione di dati, di significatività statistica, di covarianza, di variabili aleatorie e di test di verifica dell’ipotesi, oppure di campione rappresentativo?
Insomma, per farla più semplice, quando dovete partire per le vacanze e salite sull’aereo che vi condurrà alla meta tanto agognata, vi accomodate e fate i debiti scongiuri o pretendete di verificare i calcoli sulla portanza delle ali, le radiografie delle saldature della fusoliera e la check list dei tecnici addetti alle manutenzioni e, più di ogni altra cosa, esigete di controllare le procedure di decollo e atterraggio col pilota di turno? Sempre che diate per scontato che il pilota di turno abbia realmente acquisito le dovute abilitazioni… e soprattutto che non piloti gli aerei solo per guadagnarci!