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Filantropi e rotatorie

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di Massimo Schiavo del 15/4/2021

La Circonvallazione Sud ed i nuovi interventi sulla viabilità monfalconese

Abbiamo letto recentemente uno dei tanti post di annunci dell’attuale amministrazione della città che ci racconta come a breve (testualmente: comunque entro l’estate) verrà realizzata una nuova rotatoria in “via Valentinis, di fronte al punto vendita della Conad, sito in via Boito, 52”.

Si tratta, secondo l’estensore del post, di un “intervento importante e necessario che porterà ad una visibile riduzione del traffico, soprattutto quello pesante, nel centro della nostra città”.

Con questa perentoria affermazione l’autore, pur non avendo alcuna competenza tecnica, senza aver fatto parlare un tecnico del settore ed ancora senza utilizzare alcun sistema di simulazione della mobilità, si rivolge come sempre solo ai suoi sostenitori.

Viene totalmente ignorata qualsiasi consapevolezza del ruolo del propio comune all’interno del più vasto sistema territoriale mandamentale e regionale. Non è necessario infatti che l’opera sia utile alla comunità, la sua funzione è quella di scatenare il plauso sui social.

A questa amministrazione non servono assessori, non servono uffici tecnici adeguati, i professionisti migliori spesso se ne vanno. Basta la parola del capo, che con affermazioni gratuite e totalmente autoreferenziali, si fa garante della riuscita e delle bontà delle proprie azioni.

Il post va però letto nella sua interezza (a cui volentieri rimandiamo) per cogliere il senso del linguaggio solo apparentemente tecnico di chi lo ha scritto. Si sproloquia infatti di “sgravamento”, “mezzi pesanti”, “riduzione dei percorsi”, ecc… senza mai consentire alcuna verifica, senza portare un solo elemento concreto a sostegno del ragionamento. 

Qualsiasi esperto di mobilità ci avrebbe parlato di veicoli/ora, magari suddividendoli tra mezzi pesanti e veicoli ad uso individuale, forse anche di fasce orarie visto che la nostra è città che “respira” con porto ed industria. Ed avrebbe riportato con cura le simulazioni a dimostrazione della propria tesi. Il prima e dopo la cura insomma.

Ma l’ansia di produrre opere dopo un quinquennio di totale inattività progettuale ed attuativa, non consente tempi riflessione; il governo del fare impone fretta, non pensiero. Ed impone soprattutto grande superficialità nei riguardi del patrimonio pubblico. Tanto ci è stato consegnato da quelli di prima ed oggi è più importante marcare il disprezzo che misurare la reale efficacia degli interventi.

Il post del capo però è ricco di buone notizie per i cittadini: non si spenderà un euro di danaro pubblico per la nuova rotatoria, come non è stato speso per la rimozione dello spartitraffico Boito – Colombo, e nemmeno per la rotatoria davanti al Lidl . “Gli oneri sono stati presi in carico dalla società Conad […] sia quelli della progettazione, che quelli relativi ai lavori veri e propri”, recita infatti il pezzo.

Chi sbandiera la vittoria non si rende conto che i novelli filantropi, come Lidl (con una rete di oltre 11.200 punti vendita [1]) o come Conad (con un fatturato pari a 15,7 miliardi di euro nel 2020 [2]), non hanno sicuramente come mission il bene pubblico dei cittadini monfalconesi.

Beninteso, le aziende citate perseguono correttamente i loro obiettivi, fanno ciò che devono fare, non sono loro gli amministratori! È chi amministra il bene pubblico che purtroppo non verifica le proposte, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti!

Le realizzazioni a carico dei privati, con scarso controllo del comune sulla qualità, si inseriscono infatti in modo assai maldestro, e spesso pregno di pericoli, in quella serie di opere un tempo note come “Circonvallazione Sud”. Tra l’altro, noi che siamo pignoli, abbiamo controllato gli elaborati del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ed in particolare l’elaborato BM4B0081[3] che parla di rotatorie realizzate e di progetto. Ebbene non siamo riusciti a trovare la rotatoria Conad!

Ma è lo stesso PUMS adottato dall’attuale giunta [4] a suggerirci una gran serie di interventi che potrebbero migliorare la circolazione urbana. Potrebbero infatti essere proficuamente sistemati: l’incrocio tra Viale San Marco e Via Bixio – Carducci, l’incrocio via Roma e via Garibaldi, il pericoloso incrocio nei pressi del Cimitero verso Staranzano, ecc…

Forse, a questo punto, sarà però opportuno fare qualche passo indietro per comprendere la genesi della citata circonvallazione. La prima cosa da chiarire è che non è assolutamente vero che le opere siano solo il frutto della idee di quelli di prima. Sono state concordate dai comuni del Mandamento con l’amministrazione regionale di Riccardo Illy e con l’assessore Sonego e, successivamente,  con quella di Renzo Tondo quando l’assessore competente era Riccardo Riccardi. Le opere sono state considerate di interesse regionale e proprio per questo motivo meritevoli del finanziamento da parte della Regione FVG.

Va chiarito, tra l’altro, che la Circonvallazione Sud è costituita da un insieme di opere realizzate in tempi e fasi diverse ma che sono riuscite a mantenere costante una logica intercomunale e di sistema:

  • la bretella “Casello di Redipuglia – Rotatoria Aeroporto”
  • la bretella “Rotatoria Aeroporto – Rotatoria Bistrigna” (su via Grado)
  • la rinnovata Via Grado a Monfalcone, col suo sistema di assi e rotatorie
  • Le rotatorie “Marcelliana” e “Cipressi” a Monfalcone
  • La prevista rotatoria “del Porticciolo”
  • Il sistema Boito – Colombo comprendente le rotatorie “Portorosega”, “Timavo” e “Romana”

L’obiettivo da sempre dichiarato dalle amministrazioni locali, ed accolto da quelle regionali, era quello di fornire all’abitato intercomunale un sistema viabilistico in grado connettere i due caselli di Redipuglia e del Lisert, con caratteristiche di viabilità “di scorrimento”, priva di intersezioni semaforizzate e possibilmente sicura, in grado tra l’altro di impedire nelle aree più delicate le pericolose svolte a sinistra (che comportano l’attraversamento della corsia con opposto senso di marcia).

Contestualmente, nel finanziamento regionale, sono state inserite opere volte a dar risposta a problemi rilevanti per le aree industriali monfalconesi, una per tutte la bretella Via dei Canneti – Via dell’Agraria, per eliminare il traffico pesante da Panzano ed indirizzarlo verso il Casello di Redipuglia.

Nella speranza di aver rapidamente contribuito a costruire il quadro generale, torniamo quindi alle opere gentilmente offerte dai benefattori privati.

La domanda che ci si deve porre potrebbe essere così formulata: ma come mai gli imprenditori privati intendono donare opere pubbliche alla comunità? Perché lo fanno? È davvero la filantropia o meglio la responsabilità sociale d’impresa a muoverli?

È piuttosto difficile. Sia chiaro che tutti i privati che propongono un piano attuativo devono contribuire con opere di urbanizzazione alla vita dei cittadini, visto l’impatto che l’attuazione di tali strumenti potrebbe avere sull’assetto dei nuclei urbani e, di conseguenza,  sulla vita dei residenti.

Questa è la prassi consolidata e normativamente regolamentata. Va detto che queste sono quindi opere in qualche modo dovute alla comunità, ed i danari spesi per realizzarle sono per la comunità, e come tali devono essere considerati dagli amministratori. Esattamente come i soldi pubblici!

C’è però qualcosa in più: perché utilizzare questa riserva dei privati per realizzare opere che non sono strettamente inerenti l’intervento proposto?

Una prima risposta potrebbe essere abbastanza semplice: se il Comune intervenisse  direttamente con soldi pubblici su opere recenti potrebbe stimolare l’interesse della magistratura contabile (Corte dei Conti), ma procediamo con la riflessione.

Quanto costa, per esempio, l’intervento della demolizione dello spartitraffico di via Boito? I privati proponenti (Lidl) lo scrivono chiaramente nel computo metrico: l’abbattimento dello spartitraffico costa € 95.000,00.- [5]. È evidente che l’operazione non ha alcuna funzione pratica; non può infatti velocizzare la mobilità delle auto, che è dettata dalla capacità delle rotatorie e non dalla sezione stradale, ma rende purtroppo di nuovo possibili pericolosi sorpassi e svolte a sinistra. Per fare solo un esempio per entrare al Conad da chi arriva da Trieste.

Questo è il vantaggio degli € 95.000.00.- di Lidl per la comunità monfalconese! Ma non è l’unico: visto che l’obiettivo del Comune (abbattere lo spartitraffico) poteva essere così raggiunto, nel progetto viene inserita anche una micro-rotatoria di fronte al nuovo supermercato! Una vera vergogna se si pensa che quella su cui insiste è una viabilità di scorrimento, su quel tratto di strada viaggiano infatti non solo le automobili ma anche i mezzi del trasporto pubblico ed i mezzi di soccorso sanitario ed antincendio. Ma con un costo davvero contenuto e con una qualità assai scarsa i proponenti riescono a veicolare verso il loro supermercato anche chi arriva da Trieste.

Purtroppo qualsiasi tecnico del settore si sarebbe reso conto dell’errore progettuale! Se si fosse costruita prima la rotatoria “del Porticciolo”, peraltro già finanziata, quel grottesco intervento non sarebbe servito.  Questa è la politica del fare!

Ma Conad allora? Tutti sappiamo che per entrare nel loro supermercato ci sono varie modalità, tra l’altro per chi arriva da Trieste non sarebbe difficile entrare nella rotatoria di Via Portorosega e tornare verso l’esercizio commerciale.

Serviva davvero una terza rotatoria dopo quella del Lidl e quella grande realizzata dal comune con i fondi della regione pochi anni fa? Tre rotatorie una dopo l’altra? Su una strada dichiarata da tempo di interesse regionale e che avrebbe tante altre necessità di sistemazione?

In attesa di vedere il progetto però un dubbio ci resta…

E se fosse un sistema per ripristinare almeno in parte proprio la funzione dell’odiato spartitraffico, ovvero l’eliminazione delle pericolose svolte a sinistra da parte di chi arriva da Trieste?

Sarebbe davvero la beffa definitiva!


[1] https://corporate.lidl.it/

[2] La Repubblica, Economia & Finanza – 10 Dicembre 2020

[3] BM4B0081_Fluidificazione lenta e principali nodi interventi progetto Corografia.pdf

[4] Delibera 209 del 9 ottobre 2020 “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile intercomunale (PUMS) dei Comuni di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano. Adozione del PUMS”

[5] Consiglio Comunale di Monfalcone – Deliberazione n.11 – 14 marzo 2018 “Adozione PRPC di iniziativa privata denominato “ex Hyppodrome” in variante n. 56 al PRGC” e documenti allegati

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