di Enrico Bullian e Nicola Pieri del 30/3/2021
La situazione attuale
Nel marzo 2018 è stato inaugurato il polo intermodale di Ronchi dei Leg., dopo una lunga gestazione. Al netto di una certa fruizione della nuova fermata ferroviaria, la struttura appare largamente sottoutilizzata, come chiunque può rendersi facilmente conto percorrendo la SR 14 antistante la distesa di parcheggi quasi sempre semi-vuoti, anche prima delle limitazioni dei servizi aeroportuali per la pandemia da Covid-19. Su questo potrebbe risultare interessante un ragionamento sul costo dei parcheggi, vista la nutrita schiera di fruitori di aeroporto o stazione treni che parcheggiano gratuitamente l’automobile nella vicina zona industriale di Ronchi, per poi giungere a destinazione a piedi. Mentre il costo dei parcheggi non è oggetto di questo articolo, ci interessa invece l’assenza della possibilità di raggiungere in sicurezza il polo intermodale per questi pedoni e, in generale, per i ciclisti: ad oggi non esiste né ciclabile né marciapiede, specie provenendo da Begliano, non c’è ancora una progettualità condivisa e non sono stanziate risorse ad hoc per la realizzazione, situazione che ci piacerebbe veder sanata quanto prima. Nonostante questo, nel sopralluogo che abbiamo effettuato lunedì 29 marzo, abbiamo potuto contare 28 biciclette contro le 8 automobili sul parcheggio esterno (quello scoperto per i pendolari).

È invece già stato realizzato (con appositi finanziamenti risalenti al periodo tra il 2015 e il 2017) un collegamento ciclabile dalla zona dei laghetti di Dobbia verso il polo intermodale, quindi dalla parte opposta rispetto all’aeroporto. Tuttavia, inspiegabilmente, RFI non è ancora intervenuta consentendo il passaggio ai binari e dunque si vive una situazione di stallo dal momento che la ciclabile si conclude contro la barriera a protezione delle rotaie.

A questo si aggiunge l’assenza di collegamenti con le linee extraurbane di APT per alcuni Comuni limitrofi: ad esempio, non esiste una corriera che fermi a Turriaco e poi al polo intermodale, servizio che potrebbe risultare particolarmente utile per pendolari che lavorano a Trieste o a Udine. Abbiamo segnalato da tempo questa carenza alla Regione FVG e ad APT e speriamo si possa introdurre a breve questa implementazione delle fermate, grazie alla collaborazione con questi due soggetti. Tuttavia, anche questo aspetto dimostra quanta strada ci sia ancora da percorrere per raggiungere una reale intermodalità, che possa funzionare sia per i pendolari sia per i turisti (e, specie in questo secondo caso, un ruolo importante lo potrà giocare una ciclabilità di collegamento al polo intermodale, un punto di noleggio bici e, magari, lo spostamento della sede di Promoturismo FVG in quel contesto).
L’esigenza di una progettualità per un asse ciclabile Cassegliano-Turriaco-Begliano-polo intermodale-Ronchi dei Legionari e il collegamento con la Ciclovia n. 5 dell’Isonzo
L’Amministrazione comunale di Turriaco ha suggerito all’Assessorato regionale alle infrastrutture e territorio di curare un approfondimento progettuale, con l’ausilio della struttura tecnica di FVG Strade e la collaborazione dei Comuni interessati, per sviluppare una ciclabilità e una mobilità lenta lungo la STRADA STATALE n. 14 (SS ora a gestione regionale), valorizzando la direttrice ciclabile principale attraverso l’asse Cassegliano-Turriaco-Begliano-Ronchi e consentendo il collegamento con il polo intermodale. Asse che diverrà più strategico nel momento in cui verrà chiuso il passaggio a livello di Dobbia, attualmente usato da molti ciclisti spesso per evitare la pericolosità della percorrenza della SS 14.
Il progetto ambizioso, ma assolutamente realizzabile, della ciclabile parallela alla SS 14 è rilevante e importante per il territorio, dev’essere frutto di una coerente programmazione e progettazione e, parallelamente, devono essere stanziate le adeguate risorse da parte della Regione FVG. Per ora i tecnici regionali hanno rilevato un unico elemento critico rispetto allo studio di fattibilità che abbiamo presentato come Amministrazione comunale di Turriaco, ovvero il problema dell’attraversamento in sicurezza della SS 14, che riteniamo sia tecnicamente risolvibile (ipotizziamo con un sottopasso, ma lasciamo agli esperti regionali la possibilità di individuare altre soluzioni con sovrappasso o con attraversamenti in due tempi). L’intento è quello di rendere nel medio periodo il polo intermodale davvero tale, dove si possa potenziare il collegamento degli autobus provenienti dai piccoli comuni del circondario e si consenta a ciclisti e pedoni di raggiungerlo in sicurezza per fruire in comodità in particolare della nuova stazione dei treni (anche per una fruizione da “pendolari” e non solo per ciclo-turisti). La Regione FVG ha già mostrato sensibilità per la mobilità sostenibile, finanziando a fine 2016 la ciclabile Tenco (collegamento Cassegliano-Turriaco) e la Ciclabile Faber (collegamento Turriaco-Begliano) con circa 900.000 € concessi al Comune di Turriaco, che nel 2018 ha realizzato le opere.


Quello che noi chiediamo è che si dia continuità a questi investimenti, anche se ormai non ricadono più sul territorio di Turriaco, che sono necessari per connettere Begliano al polo intermodale e proseguire verso Ronchi. Per questo parliamo di valorizzare la direttrice Cassegliano-Turriaco-Begliano-polo intermodale-Ronchi dei Legionari, che chiaramente vale anche in direzione opposta. Un’ulteriore nota: le due ciclabili, la Tenco e la Faber, ricadevano interamente su territorio del Comune di Turriaco. Quando le progettammo, posto che abbiamo poi portato le infrastrutture ciclabili fino alle porte di Cassegliano da una parte e di Begliano dall’altra, condividemmo preliminarmente i progetti con i Comuni limitrofi, con l’allora Provincia di Gorizia e con la Regione finanziatrice dell’opera. Conseguentemente oggi chiediamo perlomeno di avere voce in capitolo nelle scelte di continuazione di quell’asse ciclabile. Infine, perché insistiamo sull’importanze del collegamento fino a Cassegliano? Perché permette di innestarsi sulla sentieristica del Parco comunale dell’Isonzo di Turriaco e soprattutto sulla Ciclovia n. 5 di interesse regionale, lungo tutto l’asse del fiume, da Grado, dalla foce e dalla Riserva della Cona su fino a Gorizia (e poi alla Slovenia). Certo, alcuni tratti andranno ancora completati, ma la programmazione serve proprio a questo.

In definitiva, sarà necessario un coordinamento efficace fra vari livelli di enti (Regione FVG, FVG Strade, RFI, APT, Comuni…), con una collaborazione utile capace di sviluppare (o meglio completare) un progetto sovracomunale a beneficio di un territorio mandamentale. È evidente che il polo intermodale, in prospettiva, può divenire il punto baricentrico del Mandamento Monfalconese, da dove si diramano le varie direttrici infrastrutturali. Il perfezionamento dei collegamenti con le stazioni aeroportuale, ferroviaria e di autobus, la vicinanza all’uscita autostradale e il potenziamento della rete ciclabile – con un raccordo rispetto a quella già esistente – possono essere le pietre miliari di questa baricentricità, che non ha ancora espresso tutto il suo potenziale.

Enrico Bullian – Sindaco di Turriaco
Nicola Pieri – Assessore alle opere pubbliche e all’urbanistica di Turriaco