{"id":7127,"date":"2026-08-04T09:00:21","date_gmt":"2026-08-04T07:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=7127"},"modified":"2026-08-03T22:46:48","modified_gmt":"2026-08-03T20:46:48","slug":"la-memoria-perduta-e-la-politica-della-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2026\/08\/04\/la-memoria-perduta-e-la-politica-della-paura\/","title":{"rendered":"La memoria perduta e la politica della paura"},"content":{"rendered":"\n<h6>Di redazione.<\/h6>\n\n\n\n<p>Ogni volta che una tragedia del mare o un improvviso aumento dei flussi migratori occupano le prime pagine dei giornali, assistiamo allo stesso copione: il dramma umano passa rapidamente in secondo piano e diventa materia di scontro politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Uomini, donne e bambini, costretti a fuggire dalla fame, dalle guerre, dalle dittature e da sistemi che negano ogni diritto, cessano di essere persone con una storia e diventano numeri, slogan, strumenti di propaganda.<\/p>\n\n\n\n<p>A questa tragedia si aggiunge quella dello sfruttamento. Le organizzazioni criminali che controllano le rotte migratorie costruiscono immense ricchezze sulla disperazione di chi non ha altra scelta che affidare la propria vita ai trafficanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un commercio disumano che prospera grazie all&#8217;assenza di prospettive nei Paesi di origine e alle profonde disuguaglianze che separano il Nord e il Sud del mondo. Ma le responsabilit\u00e0 non si fermano agli scafisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro le grandi migrazioni vi sono regimi autoritari, guerre dimenticate, sfruttamento economico, cambiamenti climatici, interessi geopolitici e sistemi criminali che trasformano la disperazione in un mercato miliardario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ridurre tutto allo slogan dell&#8217;\u00abinvasione\u00bb significa semplificare una realt\u00e0 immensamente pi\u00f9 complessa, impedendo di affrontarne le vere cause.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, noi italiani dovremmo ricordare. Tra la seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento e i primi decenni del secondo dopoguerra, milioni di nostri connazionali lasciarono il Paese per sfuggire alla miseria, alla disoccupazione e alla mancanza di futuro. Furono accolti con diffidenza, spesso discriminati, talvolta sfruttati. La nostra storia nazionale \u00e8 anche una storia di emigrazione, di sacrifici e di speranze affidate a una nave diretta verso un mondo migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi quella memoria sembra essersi affievolita. L&#8217;egoismo, la paura alimentata ad arte e una crescente povert\u00e0 culturale rendono pi\u00f9 facile trasformare il fenomeno migratorio in uno strumento di consenso elettorale. Si evocano invasioni, si alimentano paure, si innalzano slogan identitari, spesso accompagnati dal richiamo a \u00abDio, Patria e Famiglia\u00bb, dimenticando che la dignit\u00e0 della persona, la solidariet\u00e0 e l&#8217;accoglienza appartengono alla migliore tradizione civile e cristiana del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La paura \u00e8 un sentimento umano e naturale. Ogni societ\u00e0 ha il diritto di chiedere sicurezza, legalit\u00e0 e regole. Ma quando la paura viene deliberatamente alimentata per ottenere consenso elettorale, cessa di essere una risposta a un problema reale e diventa uno strumento di manipolazione. Una democrazia che costruisce il proprio consenso sull&#8217;amplificazione delle paure finisce inevitabilmente per impoverire s\u00e9 stessa, perch\u00e9 sostituisce il confronto razionale con la ricerca del nemico e trasforma fenomeni complessi in slogan utili alla propaganda.<\/p>\n\n\n\n<p>Governare le migrazioni \u00e8 un dovere degli Stati. Contrastare l&#8217;immigrazione irregolare e le mafie che la alimentano \u00e8 indispensabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 profondamente diverso dal trasformare la sofferenza di milioni di esseri umani in una leva di propaganda politica. Quando la paura sostituisce la ragione e la memoria viene cancellata, non si impoverisce soltanto il dibattito pubblico: si impoverisce la nostra stessa umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Una societ\u00e0 che dimentica il proprio passato rischia di non riconoscere pi\u00f9 il volto dell&#8217;altro. E quando questo accade, perde anche una parte della propria identit\u00e0. L&#8217;egoismo, la mancanza di memoria e, purtroppo, di cultura ci hanno portato a considerare la sofferenza di altri esseri umani come un&#8217;occasione di propaganda. \u00c8 questa, forse, la forma pi\u00f9 triste di povert\u00e0 che una societ\u00e0 possa conoscere.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente non si risolve tutto con il \u00abvogliamoci bene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l&#8217;immigrazione \u00e8 anche una risorsa, in tempi di calo demografico e di inevitabile globalizzazione, essa va gestita anche sul piano culturale. L&#8217;integrazione \u00e8 un processo complesso, che obbliga le parti a venirsi incontro, a superare pregiudizi e stereotipi, ma anche ad acquisire valori comuni, mettendo in discussione pratiche e tradizioni radicate. Per fare un esempio molto sentito: se l&#8217;integrazione degli immigrati di cultura islamica \u00e8 un processo necessario, essa si fonda, da una parte, sul riconoscimento della libert\u00e0 di culto e di associazione e, dall&#8217;altra, sulla supremazia della laicit\u00e0 dello Stato e sull&#8217;eguaglianza di genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Una recente analisi, realizzata attraverso una piattaforma di intelligenza artificiale e in linea con i risultati di recenti sondaggi d&#8217;opinione, mostra infatti che le principali preoccupazioni degli italiani riguardano soprattutto l&#8217;inflazione e la perdita del potere d&#8217;acquisto, la crisi della sanit\u00e0 pubblica, il caldo estremo e gli incendi, il caro energia e carburanti e le tensioni internazionali. L&#8217;immigrazione \u00e8 certamente un tema importante, ma non risulta essere quello che pi\u00f9 incide sulla vita quotidiana della maggioranza dei cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi dati non negano la necessit\u00e0 di affrontare il fenomeno migratorio con seriet\u00e0 e legalit\u00e0; suggeriscono per\u00f2 che la politica e questo Governo, che vanta stabilit\u00e0 ma vuole una nuova legge elettorale che gli garantisca di restare al potere, dovrebbero dedicare la stessa determinazione che impiegano nella propaganda continua alle questioni economiche e sociali che i cittadini indicano come pi\u00f9 urgenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuare ad anteporre un tema capace di suscitare paura e contrapposizione continua a lasciare sullo sfondo problemi che incidono concretamente sulla qualit\u00e0 della vita delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto, ci\u00f2 che appare evidente \u00e8 che la destra non vuole risolvere il problema: da una parte vuole disporre di manodopera a buon mercato, dall&#8217;altra farne il capro espiatorio di ogni male del Paese, traendone anche un ricavo elettorale.<\/p>\n\n\n\n<p>Una politica realmente responsabile dovrebbe essere capace di fare entrambe le cose: governare i flussi migratori con umanit\u00e0 e fermezza, contrastando le organizzazioni criminali, e, allo stesso tempo, offrire risposte credibili al caro vita, alla sanit\u00e0, al lavoro e alla sicurezza economica delle famiglie. \u00c8 su questi terreni che i cittadini chiedono oggi risposte, ed \u00e8 l\u00ec che si misura la capacit\u00e0 di governo di un Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di redazione. 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